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Non impareranno mai

Secondo il nuovo capataz boliviano, Morales, lo Stato, opportunamente identificato con sé stesso, in ottemperanza alle risultanze costanti del potere dato ai fautori della "giustizia sociale", avrebbe il diritto sovrano di fare strame di accordi liberamente sottoscritti, derivandone la legittimità del mandare l'esercito ad espropriare i giacimenti di idrocarburi che si trovano sul suo territorio.

"E' questione di sovranità nazionale, e quindi non può neppure essere oggetto di discussione", ha statuito, illuminando decine di capi di Stato o di governo europei ad un vertice a Vienna.
I quali, confermando la timidezza da cui vengono sopraffatti quando si trovano di fronte dei fanatici aggressivi, si sono astenuti dal mandarlo sovranamente a fare in culo.

Il capataz venezuelano, Chavez, invece era a Roma ieri, dove ha incontrato il Papa, che gli ha stretto la mano con un'espressione somigliante a quella di uno che l'ha appena immersa in un pentolone pieno di liquami fisiologici.
Prima c'era stato un affettuoso scambio di cortesie con il nostro premier in fieri Romano Prodi, il quale evidentemente sentiva il bisogno di ringraziarlo per avere appena stracciato arbitrariamente una concessione dell'ENI nel suo Paese.
Ha infine ricevuto in serata uno spottone dal TG2, ad opera del solito giornalista che dava voce alle domande che lo "statista" intervistato gli aveva prima scritto.
Gli organi di informazione italiani confermano così la loro attrazione fatale per la fetenzia.

Tra qualche anno si dovranno raccogliere i cocci dei disgraziati popoli sottoposti alle cure dei suddetti, le cui libertà morali e materiali si infrangeranno davanti all'ennesima "presunzione fatale" del social-comunista di turno.

Pubblicato il 12/5/2006 alle 8.49 nella rubrica Articolati.

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