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ANCORA SULL'ABORTO, O DELLA PERDITA DI SENSO DELLE PAROLE E DEI CONCETTI

Un ritorno su alcuni aspetti a latere della questione, cioè prescindenti dal fondamento logico-giuridico che gli ho dato.
Fondamento ad oggi non contestato, ed incontestabile a mio avviso.

E' da tempo che dovevo affrontare le aberrazioni contenute in alcuni capoversi di questo post di Eugenio (condivisibile per quasi tutto il resto). Seguo da bel po' di tempo il suo blog, ed escludo assolutamente che sia un'idiota. Al contrario, ha un'intelligenza non comune e spesso disarmante. Ma è di sinistra, e quindi concettualmente svantaggiato. E questo lo porta ogni tanto a scrivere enormità.

Del tipo, appunto, di paragonare un ginecologo che si rifiuti di operare un aborto, ovvero di uccidere (nel senso proprio del termine, cioè assassinare) un inerme, ad un soldato (volontario, è sottinteso) che si rifiuti di combattere, o a  quella cazzona musulmana che pretenderebbe di fare la poliziotta evitando i contatti fisici con esseri di sesso maschile, o in generale a chiunque decida di svolgere un lavoro rifiutandosi al contempo di espletarne le mansioni tipiche.

In altre parole, secondo lui rientrerebbe nella tipicità del lavoro di un medico ammazzare qualcuno in attesa di nascere. Perché di questo si tratta, nonostante i patetici sforzi di mascherarlo dietro la cortina fumogena di una parola neutra: si tratta di un assassìnio. Molto più grave e schifoso di quello perpetrato nei confronti di una persona nata, perché questa almeno può tentare di difendersi, perché è premeditato dalla madre (o da entrambi i genitori), e quasi sempre viene commesso per futili motivi. Non rompeteci l'anima con la storia della "povera donna", sedotta e abbandonata: vivere comporta la responsabilità per le azioni che si commettono! Senza contare che alla povera donna non si chiede altro che il pazientare nove mesi di difficoltà, con ogni onere a carico della comunità ed assoluta discrezione, e nessun obbligo verso il nascituro se non quello di farlo nascere. Dopo ci sarà la fila per prendersene cura, da facilitare urgentemente abbattendo varie depravazioni burocratiche.

Restituito così il senso a parole e concetti, ecco che appare chiaro che l'assassìnio non è mai stato tra i compiti tipici di un medico. E mai lo sarà, anche se una legge positiva imposta da una maggioranza (e sarebbe pure da vedere se sia maggioranza, o come al solito solo una minoranza molto chiassosa) pretenderebbe di inserirvelo.
Provate a fare una legge che vieti la morte, e vediamo se continuate a morire o no.
Avete già provato ad eliminare la proprietà privata, e com'è andata lo sappiamo.
Non sarebbe ora che la smetteste di fare i cazzoni, pretendendo di intervenire per modificare cose date, semplicemente date, immutabili da volontà e potenza umana, cose che stanno a voi come l'Eternità ad una cacchina di mosca?
(ultimamente vi siete fissati col clima)
Piantatela una buona volta! Fatevi una vita finalmente!

Adesso però mi tocca richiamare all'ordine anche quelli del mio campo, quelli che dovrebbero sapere meglio.
Il motivo del contendere è sommariamente sintetizzato nei commenti a questo post di Ne Quid Nimis.

Lo dico a chiare lettere: è un'aberrazione non minore essere personalmente contrari all'assassìnio dei nascituri, e non denunciarlo incessantemente, o rinunciare a combattere per porvi fine in nome di un malinteso realismo, che in realtà è solo voglia di non avere problemi!

E' un'aberrazione della stessa pasta di quei realisti alla vaccinara de' noartri, che premono per far assumere posture ad angolo retto davanti ad aspiranti o conclamati genocidi "fermo restando i propri valori".
A questo punto la domanda diviene lecita: QUALI VALORI !??

La pratica esiste da quando esiste il mondo? Anche l'omicidio!
Anzi, la mitologia giudaico-cristiana pone quest'ultimo quasi a fondamento del mondo degli uomini. Il mondo in pratica nasce da un assassìnio.
E allora? Qualcuno si sogna forse di legalizzare l'assassìnio dei nati?
Anche il furto è vecchio quanto il mondo, e nessuno crede di poterlo estirpare definitivamente. Ma nessuno si sogna di legalizzarlo!
(a parte i comunisti, ma quelli non rientrano nella specie umana)

Il mondo è schifoso, certo. Chi lo nega?
Ma questo non giustifica l'abbozzare verso qualcosa che nega l'essenza stessa della civiltà umana. Non si cede un solo passo al Male, quello che è perfettamente riconoscibile come tale.
Cercando per giunta di mascherarlo dietro presunte libertà di scelta. Non c'è nessuna scelta!
Nessuno è libero di scegliere se assassinare o meno.
Non può farlo, e questo è tutto!

A meno che non si voglia scadere nel libertarismo d'accatto, non ci si voglia unire a quei libertari le cui anime emanano nitidi e terrificanti bagliori d'acciaio, il cui spirito è nudo e dotato di artigli, che vanamente agitano verso il Cielo nel tentativo di esorcizzare una disperazione che risiede esclusivamente nelle loro insanabili contraddizioni.

Ci sono scelte che non sono concesse.
Tu non puoi scegliere se assassinare o meno.
Non puoi farlo, e questo è tutto!

QUESTO E' TUTTO !

Pubblicato il 8/3/2007 alle 9.5 nella rubrica Articolati.

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