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Fondamenti della vitaminologia

La materia che compone l'universo muta in base all'entità, concentrazione e natura dell'energia che la anima, di cui non conosciamo razionalmente origine ed essenza, ma conosciamo le modalità e le velocità di reazioni con cui agisce. Queste reazioni possono essere convenzionalmente positive o negative, e dall'entità nel tempo di queste reazioni si ha l'equilibrio organico, che oscilla entro margini ristretti.
Esso è rivolto a mantenere costante il rapporto tra composizione materiale e contenuto energetico.

Ogni mutamento ha un aspetto materiale, biochimico e biofisico, che interagiscono. Le cellule e gli organuli che contengono rappresentano la sede in cui avvengono le reazioni, cioè i cambiamenti materiali della sostanza vivente.
Dall'equilibrio di queste reazioni positive e negative origina quella situazione di stabilità che è condizione ed aspetto essenziale della vita, considerando che ogni cambiamento della materia vivente non può prescindere da un adeguamento dello stato energetico.

Solo minime variazioni quantitative di produzione e assorbimento, cioè di elaborazione del terreno biologico e del suo corrispettivo energetico, sono compatibili con la vita. In altre parole, le reazioni devono procedere per passaggi graduali materiali-energetici di quantità minima, reciprocamente compensati nel tempo.
Per l'estrema gradualità di queste reazioni apparentemente nulla è cambiato, perché esse si realizzano con equivalenza materiale-energetica di costruzione e distruzione, di produzione ed assorbimento di energia e materia. Ciò si realizza solo se la materia trasformata è di entità minima, con trasmutazione attraverso gradi ugualmente minimi.
Questo continuo divenire, per le eccezionali finalità cui tende, deve essere modulato e graduato con estrema finezza, e nelle sue linee essenziali sarebbe impossibile senza le vitamine, il cui fine è il condizionamento e la regolazione di quell'equilibrio materia-energia su cui poggia la vita.

La piena conoscenza delle vitamine equivale quindi alla conoscenza dei più fini equilibri e rapporti energia-materia, e di tutti i riflessi sull'attività vitale. Se questa è l'essenza della vita, se ne comprende il peso determinante nelle deviazioni tumorali dalla vita fisiologica.

La conoscenza della composizione chimica, della formazione, della localizzazione all'interno della cellula, del momento del loro intervento, della regolazione e dell'entità della loro attività, consente di cogliere l'essenza della vita fisiologica e di correggere le sue deviazioni patologiche. Perciò, dal suo ruolo originario biochimico-vitale, la vitaminologia è assurta a quello terapeutico razionale essenziale, sia nella prevenzione che nella cura di varie patologie.
Pertanto la conoscenza approfondita dei meccanismi regolatori della vita normale, fisiologica, consente la predisposizione di contromisure efficaci per evitare deviazioni incompatibili con la salute e con la vita per un periodo indefinito.
Teoricamente la vitaminologia consentirebbe di prevedere una durata impensabile della vita attiva, perfettamente adattabile a tutte le contingenze.

Le vitamine, biologico catalizzatore tra energia e materia, consentono quella situazione di stabilità, irrinunciabile caratteristica e basilare condizione su cui poggia la vita, quel meraviglioso fenomeno che nasce dall'interazione di tre realtà: il tempo, lo spazio, ed un terzo elemento, che si può indifferentemente definire stato energetico della materia o stato materiale dell'energia, entità unica pertanto, ma in due momenti, fasi, aspetti ontologici diversi.

Giuseppe Di Bella

Pubblicato il 22/1/2007 alle 11.28 nella rubrica Fisiologia.

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