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Molto sangue è scorso per le strade di Petrolandia

Troppo, probabilmente!
Ritengo che un'entrata sul settore a questo punto presenti margini di rischio del tutto accettabili.

Nel dettaglio, Gibaryan mi faceva notare che le azioni correlate non hanno subìto una correzione altrettanto severa della materia prima.
Ed è vero, almeno parlando generalmente. A parte alcuni casi particolari, quasi tutte le azioni del settore si trovano su prezzi ben più alti dei minimi di ottobre scorso, mentre il petrolio è molto al di sotto di quei minimi.

La cosa suggerirebbe che un'entrata direttamente sul petrolio (futures o l'ETF) possa risultare più appagante. Tra l'altro il livello di short speculativo mostrato attualmente dal COT sembra difficilmente sostenibile, mentre i Commercials sono leggermente long (le uniche materie prime dove i Commercials non sono mai stati long sono oro ed argento, chissà perché? :-).
Anche il dollaro canadese sembra oltremodo penalizzato.

Oppure, si può andare in cerca di titoli che siano tornati quantomeno sui livelli di ottobre, magari con divergenze positive sugli oscillatori tecnici.

Personalmente per questa tornata preferisco i Refiners ai P&Es (Production & Exploration), in particolare Sunoco.
Ma ho anche preso delle call su ENI (più che altro per fare un piacere a Gibaryan, che erano anni che non riusciva a far soldi con le sue put sul cane a sei zampe :-).

La Casa vi ricorda comunque che voi potete fare come cavolo vi pare.



Pubblicato il 17/1/2007 alle 19.23 nella rubrica Finanza.

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