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OI DIALOGOI - Conversazioni sulla natura della libertà umana

Zamax

Oh, basta intendersi sul significato delle parole! Diffido di tutti gli "ismi".
Perfettamente d'accordo sulla "non esistenza" di qualsiasi Rivoluzione Americana. Sulla vera natura di quella francese abbiamo l'insuperato capolavoro di Toqueville "L'Antico Regime e la Rivoluzione", nella quale egli dimostra come la Rivoluzione altro non sia stata se non la Sublimazione ed il Perfezionamento del precedente Assolutismo, del quale in realtà eliminò gli orpelli, tra i quali l'aristocrazia.
Perché nei secoli precedenti il Re, allo scopo di rafforzare il potere centrale, lavorò incessantemente per ridurre il potere politico dell'Aristocrazia e la sua funzione come "classe dirigente" (termine che non mi piace, ma questo è un altro discorso). Aveva, tra l'altro, già creato gli "intendenti", i rappresentati del potere centrale nelle provincie, che poi diverranno i repubblicani "prefetti".
L'aristocrazia francese era ormai solo una classe di privilegiati, senza alcun vero potere. Di qui l'odio del popolo che in essa vedeva il privilegio tanto più ingiustificato in quanto disgiunto da qualsiasi ruolo attivo.

Viceversa in Gran Bretagna l'aristocrazia il ruolo di "classe dirigente" l'aveva conservato e col passar del tempo, nel maneggio degli affari, fatalmente aveva intrecciato i suoi destini con l'emergente borghesia. Ed ecco perché l'aristocrazia inglese, come contraltare a questo "melting pot" delle classi, per distinguersi ha conservato gelosamente fin quasi ad oggi certe caratteristiche "esteriori".
Le assurdità alle quali arriva certo pensiero libertario nel campo, diciamo così, "economico-politico" - e come hai ben intuito, con qualche sottile legame con le derive giacobineggianti -sono parallele a quelle del campo etico.

Vedi per esempio quanto a proposito ben detto da Ismael nel suo ultimo post sulle imprese Pannelliane e il mio breve commento. Ma ti avverto che lui riesce a scrivere allo stesso tempo difficile e scorrevole. Mi ci è voluto un po' a imparare la sua "canzone"!

Maedhros

Certo, in Francia ghigliottinarono il "tiranno", e misero al suo posto un altro, astratto, senza volto, inafferrabile: il "popolo"! Il niente, cioè!
Un niente però dai poteri illimitati, incommensurabilmente più pericoloso del primo; anzi, il pericolo per antonomasia.

Operando un riduzionismo (pardòn, ma è solo per intendersi) magari azzardato, fecero questo associando la Libertà alla Fraternità (che non significa un cazzo) ed all'Uguaglianza (la quale al di fuori dell'unico suo ambito legittimo, di fronte ad un Giudizio cioè, non può che portare all'annientamento dell'individuo, come infatti avvenne.
E fu il prodròmo, a mio avviso, la culla dalla quale si ersero le eresie socialiste.

Per questo l'ho definita in quel modo.

(interessante l'equivalenza dell'evoluzione dell'aristocrazia inglese in rapporto alla borghesia, che tu illustri, e quella del Senato dell'Antica Roma Repubblicana in rapporto ai Cavalieri, e l'illuminante constatazione che furono alla base dei due Imperi più vasti e durevoli mai registrati)

Se mi mettessi a commentare Pannella, attenterei alla dignità della Casa, e quindi mi guardo bene dal farlo.

Sul caso Welby ho già avuto modo di dire come andrebbe secondo me inquadrato correttamente il problema, e non ho da aggiungere.
Anche se i tuoi scritti sul peccato contro lo Spirito Santo, contro la Speranza, "l'unico che non sarà perdonato", sono sicuramente in grado di costringermi a rivedere la mia posizione sul rifiuto dei conforti religiosi alla salma.
Ma non sono in grado di farlo in questo momento.
La critica di Ismael alla metodologia dozzinale del pensiero di Giacinto coglie comunque senz'altro nel segno.

Idem sull'aborto. Non posso fare altro che ribadire le mie convinzioni al riguardo: e cioè trattarsi di un eufemismo pudico, per tentare di coprire quello che non è altro che un omicidio premeditato pluriaggravato!

Riguardo la pena di morte, infine, io credo che si possa concludere per la sua piena legittimità nei confronti dell'assassino consapevole, seriale, irriducibile, inquadrandola nel diritto alla legittima difesa.
Si può discutere se il rinchiudere tale soggetto non sia atto capace di far cessare definitivamente l'aggressione nei confronti della Comunità, ma si potrebbe concludere positivamente solo di fronte ad una reclusione afflittiva e totale (non in senso cronologico).
In questo caso, io sono contrario alla pena di morte, considerandola non necessaria, ed anzi pena troppo comoda per certa gente (come Saddam).
Ma visto che invece bisogna fare i conti con un sistema di pene che fa di Caino una star mediatica e, dopo qualche annetto di vacanza spesato dai contribuenti, un dipendente statale, concedendogli in certi casi addirittura una cattedra da cui continuare ad avvelenare la società, allora ben venga il patibolo.

Pubblicato il 14/1/2007 alle 15.21 nella rubrica Articolati.

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