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Ma tu lo conosci Ostellino?

Marco Travaglio per L’Unità
Non bastandone uno, pare che siano in circolazione almeno due Piero OSTELLINO.

L'Ostellino-1
è quello che l'altro giorno se l'è presa con la Cassazione che ha condannato Sgarbi a ben 1000 euro di multa (virtuale, grazie all'indulto) per le diffamazioni a Caselli e a quattro pm di Palermo: i cinque, anziché querelare Sgarbi, dovevano ringraziarlo per averli dipinti come una banda di assassini agli ordini di Violante e del Comintern, responsabili fra l'altro del suicidio del collega Lombardini.

L'OSTELLINO-2 è quello che ha appena vinto la causa contro Roberto D'Agostino ottenendo un mirabolante risarcimento di 150 mila euro. OSTELLINO-1, il nemico delle querele, parte dal caso Sgarbi per denunciare l'imminente pericolo che corre la nostra democrazia: dove andremo a finire - si domanda atterrito sul Corriere - se non si può più nemmeno dire che un'inchiesta è «politica»?

 
Questo commentatore di sentenze ignote naturalmente s'è ben guardato dal leggere quella della Cassazione che, come abbiamo scritto, non ha affatto condannato Sgarbi per l'espressione «inchieste politiche», ma per aver attribuito al pool di Caselli un mandante preciso (Violante e il Pci-Pds-Ds) e un mandato ancor più preciso («combattere lo Stato» ed eliminare i «nemici politici» e le «persone oneste» usando «la mafia e falsi pentiti prezzolati»).

Il che, se fosse vero, sarebbe un reato da ergastolo: per affermarlo bisogna dimostrarlo, altrimenti si viene condannati. Dunque OSTELLINO-1 non sa di che sta parlando, ma parla, anzi straparla di «certa magistratura» («Magistratura democratica») che pretende di «supplire al potere politico»: per lui la magistratura che per cinquant'anni non s'accorse della mafia, dei reati dei colletti bianchi, degl'infortuni sul lavoro, degli avvelenamenti delle acque non era politicizzata: lo è solo quella di sinistra.

Poi parla di un fantomatico «scontro fra potere legislativo e ordine giudiziario» (ignorando, fra l'altro, che il giudiziario è un potere tanto quanto il legislativo) per sostenere che era «pressoché inevitabile» che il povero Berlusconi si facesse una decina di leggi vergogna per farla franca, costretto com'era ad «arginare ciò che riteneva, a torto o a ragione, uno
strapotere dell'ordine giudiziario».

Resta da capire perché un rapinatore imputato per un colpo in banca non possa fare altrettanto, ma questo OSTELLINO-1 non lo spiega. Spiega invece che la Cassazione, pur non godendo «della legittimazione popolare» di Berlusconi, con la sentenza Sgarbi «legifera. contro tutto il popolo sovrano, sentenziando che è reato esprimere un'opinione (un diritto sancito dalla Costituzione) della quale, in quanto tale, non è possibile provare empiricamente la veridicità, ma neppure il contrario».

Insomma, siamo ben oltre il Tribunale speciale del fascismo: la Cassazione è «strumento repressivo» contro i «reati di opinione». Ma abbiamo già visto che Sgarbi non esprimeva opinioni sui pm di Palermo: attribuiva loro una serie di fatti, per giunta delittuosi, che non poteva minimamente dimostrare per la semplice ragione che erano falsi. Opinione è sostenere che un'indagine è sbagliata o un imputato è innocente, non che un pm apre indagini per ordine di questo o quel partito e porta i suoi imputati al suicidio. Opinione sarebbe sostenere che chi non capisce questa differenza fra un'opinione anche molto critica e una calunnia o una diffamazione, è un cretino o un ignorante: è più facile dimostrarlo che provare il contrario.

Poi c'è l'OSTELLINO-2, quello che denuncia D'Agostino e gli porta via 150 mila euro. Che ha fatto di tanto grave Dago? Ha scritto, nel 2003, che OSTELLINO s'era proposto alla direzione del Corriere con l'appoggio di Urbani. La cosa non ha poi trovato conferme: peraltro, per un giornalista, proporsi alla direzione di un giornale non è un delitto né una bizzarria. È normale. Bastavano due righe di smentita a Dago, e l'incidente si sarebbe chiuso lì.

Ma OSTELLINO-2 non è come il suo omonimo: lui ha una passionaccia per i tribunali, soprattutto civili (dove si chiedono soldi e non si fanno indagini), i pm di Palermo invece avevano chiesto indagini, in sede penale, non soldi). Così si rivolge ai giudici di Roma e porta a casa 150 mila euro. Fortuna che OSTELLINO-1 non l'ha ancora saputo, altrimenti scriverebbe che i giudici hanno svolto opera di supplenza in una bega fra giornalisti, che non si sentenzia contro il popolo sovrano e il suo sacrosanto diritto di esprimere opinioni, insomma è peggio del fascismo. Bisognerà che si conoscano, prima o poi, i due Ostellini. Scopriranno di avere un paio di cose in comune: il cognome e una certa tendenza a straparlare. Che siano parenti?

Pubblicato il 6/11/2006 alle 20.25 nella rubrica Diario.

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