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houseofMaedhros
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Diario


30 agosto 2007

BANDIERE A MEZZ'ASTA

Un altro dei pochi che molto m'insegnarono se n'è andato.

Possa godersi il riposo!




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29 agosto 2007

REJOICE

ADDENDUM - Fino all'altro ieri avete lavorato anche per mantenere quei vermi di Rai3, che in prima serata vi hanno "informato" che in Iraq gli americani sparano ai bambini per fare pratica (loro li preferiscono bersagli fermi nel ventre della madre), e che l'ultima guerra libanese è stata scatenata da Israele.
Con la benedizione del comunista che nel 1956 definì teppisti gli insorti di Budapest contro la tirannìa sovietica.

Ma non disperate!
Vi rimane il presidio della Commissione Europea, che prima o poi si deciderà a chiedere conto degli insopportabili privilegi fiscali della Chiesa Cooperante e di quella Sindacale.
O magari costringerà i vostri aguzzini a restituirvi i 26 miliardi di crediti fiscali che vi devono da decenni.
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Da oggi cominciate a lavorare per voi, e per la sopravvivenza della vostra famiglia.

Fino ad ieri, come la Casa vi anticipava lo scorso ottobre, avete faticato per mantenere 105 tra ministri e sottosegretari, parecchie centinaia di enti inutili (compreso quello istituito per eliminarli, fonte d'ispirazione per l'authority ichiniana sui fannulloni della pubblica amministrazione), un migliaio di deputati e senatori, diverse migliaia di consiglieri ed assessori comunali e provinciali e regionali e di enti ad hoc, parecchie migliaia di sindacalisti ed amministratori di società pubbliche, diverse decine di migliaia di figli e nipoti e parenti e mignotte varie dei prima citati, cinquantamila forestali calabresi (che svolgono un egregio lavoro nel fare in modo che la Calabria sia in assoluto la regione più colpita da incendi, non come i mille forestali del Trentino, che con una superficie boschiva più che doppia non fanno registrare neanche un misero falò), diverse centinaia di migliaia di pensionati cinquantenni, e diversi milioni di dipendenti pubblici e parapubblici.

Congratulazioni!

Nel caso non vi sembrasse che vi stiano stuprando abbastanza a fondo, non vi preoccupate; è in arrivo l'armonizzazione delle rendite finanziarie. Un'espressione fantastica con cui è stato ribattezzato l'aumento del pizzo sui frutti del vostro risparmio (che, vi ricordo, non è altro che quella parte di reddito precedentemente scampata al "dovere morale" di mantenere tutta quella gente).

L'armonia sarebbe data dalla diminuzione dal 27% al 20% dell'imposta sugli interessi che vi pagano le banche sui conti e depositi bancari, e l'aumento dal 12,5% al 20% di quella su ogni cedola, dividendo e guadagno di capitale.
Insomma, è come se il vostro fornitore di energia elettrica vi comunicasse un aumento del 30% del prezzo di ogni kilowattora che consumate, e contestualmente una diminuzione del 20% del canone di abbonamento mensile.
Un'armonica presa per il culo!

Ovviamente, lo stupro riguarderà solo la casalinga di Voghera e l'operaio di Mestre, in quanto gli investitori sofisticati e quelli ben forniti (di palanche e consulenti) faranno sparire i capitali alla velocità della luce, spostandoli in lidi più ospitali.

Tutti gli altri rimarranno nella solita posizione: a pecorina!




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22 agosto 2007

IL METODO DI BELLA IN CONCRETO/4

Compatibilità con altre terapie e `discipline`.


Prima di iniziare l`argomento annunciato, due precisazioni, che ci è sfuggito di inserire nella terza `puntata`, importanti per scongiurare falsificazioni del MDB..
- Qualche giorno fa abbiamo accennato, tra le altre, all`azione antiangiogenetica della Somatostatina, scientificamente il più efficace - e innocuo - inibitore dell`angiogenesi. Alcuni medici che scorrettamente assicurano di attenersi al MDB, prescrivevano o prescrivono Talidomide, farmaco tragicamente balzato alle cronache qualche decennio or sono per le migliaia di bambini focomelici nati dopo che alle madri era stato prescritto quale ansiolitico: poi, come è successo per altri farmaci contestati, è stato riciclato in funzione di inibitore dell`angiogenesi. Il Prof. Di Bella, che mai ha fatto ricorso alla sostanza, constatò con infinita amarezza quali gravi danni un uso prolungato della sostanza provochi.
- La seconda precisazione riguarda la cosiddetta Somatostatina Omeopatica in gocce, rivelatasi totalmente inefficace. Lo scienziato spiegò a chi insisteva a prescriverla i motivi per i quali la sostanza non poteva funzionare. Lo facciamo doverosamente presente, per evitare ai pazienti anzitutto il danno potenziale da abbandono della somatostatina in fiale, in secondo luogo spese inutili, in terzo luogo per tutelare la figura di medico e scienziato del Prof. Luigi Di Bella.

* * *
Premessa.
Il Metodo Di Bella nasce dal principio fondamentale - e non opinabile - che il cancro è una forma di vita che si innesta sulla vita: con tale conseguente impostazione bio-fisiologica (dal greco bios, vita) deve essere studiato ed affrontato. Si tratta di una malattia sistemica, non limitata agli organi od ai distretti direttamente colpiti e l`eventuale (e non frequente) eliminazione della massa tumorale non elimina il cancro, perché non risolve le anomalie che condizionano riproduzione, differenziazione, crescita cellulare, ma solo la sua apparenza: anzi, essendo procurata da strumenti di cui fanno le spese i fondamentali equilibri biologici, porta il tumore a riapparire ancora più aggressivo in un fisico indebolito, depauperato e fatalmente compromesso nelle difese immunitarie. Di qui il rifiuto di prospettive terapeutiche citotossiche e `aggressive` e quello, ancor più netto, di pratiche empiriche, fondate su teorie indimostrate perché indimostrabili e non conciliabili con le conquiste della scienza medica, che tanti sacrifici hanno richiesto.

Chirurgia. La mentalità dello scienziato era aperta e rifuggiva da ogni aprioristica preclusione: qualsiasi mezzo razionale, con un bilancio ampiamente positivo tra pro e contro, a medio/lungo e non a breve termine, era attentamente valutato. Il presidio chirurgico - al quale, di gran lunga, si debbono la maggior parte delle proroghe di vita fruite dai malati di tumore - può quindi conciliarsi con il MDB, ma in casi e situazioni ben definite e rifuggendo decisamente da quella mentalità chirurgica demolitiva che tante sofferenze e mutilazioni continua pervicacemente ad infliggere ai malati. A mero titolo esemplificativo, se il Prof. Di Bella rifiutava inutili e pregiudizievoli amputazioni in caso di osteosarcomi, lobectomie polmonari, mastectomie e quadrantectomie indiscriminate, radicali e irreversibili interventi su esofago stomaco ed intestino, in altre ipotesi consigliava l`intervento, magari dopo un periodo di intensa MDB finalizzato a ridurre la virulenza del male e le probabilità di metastatizzazione da evento chirurgico.

Radioterapia. Raramente conciliabile, ed a condizione che si tratti di sedute limitate in intensità e durata, di applicazioni localizzate, in casi del tutto particolari e prevalentemente nell`ipotesi di metastasi ossee coriacee.

Chemioterapia. Il rifiuto assoluto ed intransigente deriva anzitutto dalla stessa visione scientifica sopra accennata, dalla constatata impossibilità di un`azione differenziata su cellule sane e neoplastiche, da gravi e spesso irreversibili danni funzionali indotti dalla forte tossicità e dalla maggior facilità di successiva metastatizzazione dopo i cicli di rito, specie quelli basati su determinate combinazioni. Solo apparente l`incoerenza tra tale posizione e l`adozione di farmaci della famiglia dei chemioterapici nel MDB, contestabile unicamente da chi unisce incultura a superficialità. Illuminante a questo proposito un`espressione del Prof. Di Bella usata nel corso di un seminario tenuto nel 1999: ".....la colpa non è dei chemioterapici, ma delle modalità con cui si impiegano"; e più avanti: "...ma i chemioterapici sono forse monopolio degli oncologi o, piuttosto, un mezzo a disposizione di tutta le medicina?"(1). Gli equivoci in merito, per lo più dolosi, a volte dovuti alla presunzione tipica dell`ignoranza generale e specifica, non si contano, nonostante lo scienziato abbia più volte, con pazienza e chiarezza, spiegato la sua posizione. Giovano quindi alcune precisazioni

1) I chemioterapici contemplati nel MDB sono esclusivamente due: in certi casi si impiega la ciclofosfamide, in altri l`idrossiurea (mai entrambi);
2) Vengono somministrati soltanto per via orale;
3) Il loro dosaggio è di circa 1/200 di quello dei consueti cicli;
4) Il loro uso non sempre è previsto e cessa dopo una prima fase di applicazione della terapia;
5) La loro tossicità, già modesta per dosaggio e modalità di assunzione, è compensata ed annullata dal contorno degli altri farmaci;
6) La loro azione nel contesto terapeutico MDB, da citotossica (uccisione delle cellule neoplastiche attraverso l`intrinseca tossicità) si trasforma radicalmente, divenendo incentivante ed acceleratrice dell`apoptosi, cioè della morte naturale delle cellule.

Nonostante la logica perentorietà di tali specifiche, alcuni hanno insistito - essendo a corto di argomentazioni plausibili - nel volere attribuire remissioni e guarigioni documentate agli infinitesimali dosaggi di questi antiblastici: se così fosse, non si spiegherebbe perché si continui a somministrarne in misura micidiale con danno per i pazienti e..per l`erario. Analogamente fuorviante è l`espressione, criticata reiteratamente dal Prof. Di Bella, di `chemioterapia a basse dosi`. Quando si parla di y-terapia o di z-terapia, si può intendere soltanto una cosa: una terapia basata sulle sostanze y o z o almeno sulla loro prevalente e determinante attività; cosa che, nel nostro caso, è esattamente il contrario del vero. Una cosa è l`uso di chemioterapici, un`altra la chemioterapia. Torna alla mente l`espressione giornalistica, la cui eclatante stupidità aveva la virtù di incollerire lo scienziato, di `cocktail` di farmaci, o di `terapia a base (sic) di melatonina, somatostatina`, che gli faceva spesso dire: `E` il modo più rapido per far capire che non si è capito niente`.
Da quanto esposto discende, ci auguriamo con chiarezza, l`assoluta e tassativa inconciliabilità tra chemioterapia e MDB: se l`improprio ricorso congiunto porta ad una diminuzione di tossicità ed effetti collaterali della chemio, pregiudica inevitabilmente e fatalmente l`efficacia del MDB, con quel che ne consegue.

Ormonoterapia.
Chi ha seguito le vicissitudini della famigerata sperimentazione, ricorderà come lo scienziato sia insorto, fra l`altro, quando in un protocollo si tentò di inserire il Tamoxifene, che studi attendibili (ogni tanto se ne fanno) hanno concordemente dimostrato essere causa diretta di insorgenze tumorali, specie di neoplasie uterine. Analogamente critica la sua posizione circa la disinvolta abitudine di ginecologi di prescrivere ormoni specifici a scopo anticoncezionale, o terapeutico delle turbe della menopausa, abitudine da lui ritenuta - salvi casi particolari - pericolosa soprattutto (ma non esclusivamente) per l`indotta maggior probabilità di neoplasie. Tali sostanze nel MDB ricorrono soltanto nella terapia del ca. prostatico (con peculiari modalità di impiego).

Le `terapie alternative`. Assolutamente inconciliabili. Il Prof. Luigi Di Bella riteneva offensivo il solo accostamento del MDB a queste, non faceva mistero del suo dissenso totale, scaturito dall`amore per la verità scientifica ed il bene dell`umanità e non concedeva il minimo credito, nemmeno parziale, a nessuna delle cosiddette discipline alternative, non solo nel campo onco-ematologico, ma anche in un contesto medico generale: da Gerson (considerato un analfabeta scientifico e sui cui clisteri d`infuso di caffè ironizzò spesso) a Kelley, da Steiner a Wegman, dalla Ayurvedica alla Fitoterapia, dall`Omotossicologia al Rolfing, dalla macrobiotica ad Hamer, dalla medicina tibetana e dalla mineraloterapia fino all`aloe, all`agopuntura, all`ascorbato di potassio (oggetto questo di salacissime battute).
Il suo era un rifiuto intransigente sì, ma ragionato, sempre preceduto dalla conoscenza di ciò che criticava e mai aprioristico, come quello di chi critica senza sapere e solo per ideologie precostituite o inconfessabili convenienze.
Analoga, ma leggermente diversa la sua posizione nei confronti dell`omeopatia, ambito nel quale riscontrò, a dire il vero, quella libertà di idee e quell`assenza di komeinismo così rare nell`ambito medico-accademico. Il Prof. Luigi Di Bella rifiutava in modo assoluto e indignato l`inquinamento del MDB ad opera di rimedi omeopatici, ma, come ebbe a dire in un convegno svoltosi a Verona, "..quello che di utile può esserci nell`omeopatìa non ha alcuna ragione di denominarsi omeopatìa. Altro non è che un diverso modo di definire noti rimedi della scientificissima e antica arte galenica, oggi pressoché dimenticata perché tanti medici e farmacisti di oggi sono di un`ignoranza spettacolare. La Galenica può essere preziosa, specie quando rimedi sicuri ed insostituibili sono trascurati dall`industria farmaceutica perché con il male eliminerebbero un potenziale acquirente e con l`acquirente l`utile. Il malato rende se rimane malato" (2). Quando incappava invece in sedicenti medici MDB che prescrivevano rimedi omeopatici, giustificandosi - se colti sul fatto - con l`opportunità di `affiancamenti coadiuvanti`, era quanto mai severo, esplicito e diretto. Ad un medico che prescrive rimedi omeopatici insieme al MDB e che per questo ed altri motivi riceveva continui rifiuti alla richiesta di frequentare, o meglio, rifrequentare il suo studio (fonte di accredito promozionale presso i pazienti), alla fine accordò un colloquio, con l`intento di liberarsi una volta per tutte della sua petulanza: "Io non sono nessuno per poterle imporre cosa prescrivere e cosa no, e lei non deve certo renderne conto a me. Ma le risulta che questa roba io l`abbia mai prescritta? No! E allora: lei si ritenga libera di comportarsi come vuole, così come io mi ritengo libero di ricevere nel mio studio chi credo"(3). Infiniti sarebbero gli squallidi episodi citabili a sostegno di quanto detto, da quello esposto, ad un libercolo su agopuntura e MDB con tanto di prefazione estorta allo scienziato con il pretesto di un lavoro clinico da pubblicare, e mai scritto.........ma andremmo lontani e soprattutto tra tanti e tanti ricordi che ancora fanno male.

Conclusione: un paziente, di fronte a medici che, dicendo di praticare il MDB, indulgono nelle prassi descritte, farebbe bene - per il suo bene - a cercarsene un altro, e, possibilmente, informarne le Associazioni ed i siti ufficiali metododibella.org e dibellainsieme/dibella.org.

Note.
1 - Conferenza presso la Camera di Commercio di Modena. Copyright famiglia Di Bella.
2 - Copyright famiglia Di Bella.
3 - Dall`archivio di registrazioni audio dell`estensore di questo scritto .


Metodo Di Bella

Di Bella Insieme

Approfondimenti scientifici




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22 agosto 2007

PERSEVERARE DIABOLICUM EST

Dopo gli Oils, Bank of America ci riprova con gli Homebuilders.

Scommettiamo che l'indice settoriale (170,3 la chiusura di ieri) ha stampato in coincidenza col nuovo ruttino di quegli analisti un bottom, almeno di medio?
(lo so, lo so, mi piace vincere facile......)




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20 agosto 2007

TALKING HEADS

Bill Miller

Chairman and chief investment officer, Legg Mason Capital Management

These sorts of things are what's known to the academics as "endogenous to the system"--that is to say, they're normal. They happen usually every three to five years. So we had a freezing up of the market for corporate credit in the summer of '02. We had an equity bubble just before that. In '98 we had Long-Term Capital. In '94 we had a mortgage collapse like we're having right now. In 1990 we had an S&L collapse. In '87 we had a stock market collapse. These things flow through the system, and they're part of the system. I saw one quant quoted over the weekend saying, "Stuff that's not supposed to happen once in 10,000 years happened three days in a row in August." Well, I would think that you would learn in Quant 101 that the market is not what's known as normally distributed. I'm not sure where he was when all these things happened every three or five years. I think these quant models are structurally flawed and tend to exacerbate this stuff.

But these events represent opportunities. When markets get locked up like this, it's virtually always the case that you'll have opportunities if you have liquidity. Instead of worrying how bad it's going to get, I think people should be thinking about where the opportunities might be.

The NYSE financial index is probably the best barometer of what's to come. The financials tend to be a very good indicator of where the market's going. They tend to lead the market because they're the lubrication for the economy. So I think the financial index will tell you if this thing is over, and so far it's telling you it's not over. It's still falling. But just as financials lead on the downside, they will lead on the upside.


Warren Buffett

Chairman and CEO, Berkshire Hathaway

Many institutions that publicly report precise market values for their holdings of CDOs and CMOs are in truth reporting fiction. They are marking to model rather than marking to market. The recent meltdown in much of the debt market, moreover, has transformed this process into marking to myth.

Because many of these institutions are highly leveraged, the difference between "model" and "market" could deliver a huge whack to shareholders' equity. Indeed, for a few institutions, the difference in valuations is the difference between what purports to be robust health and insolvency. For these institutions, pinning down market values would not be difficult: They should simply sell 5% of all the large positions they hold. That kind of sale would establish a true value, though one still higher, no doubt, than would be realized for 100% of an oversized and illiquid holding.

In one way, I'm sympathetic to the institutional reluctance to face the music. I'd give a lot to mark my weight to "model" rather than to "market."


Wilbur Ross

Chairman and CEO, WL Ross & Co

I recently overheard two men arguing about who was better off. One boasted about his new car, the other about a plasma TV and so on, until one proclaimed, "I am better off because I owe more than you are worth." The second man conceded defeat. This anecdote summarizes the mortgage bubble. Americans spent more than they earned in 2005 and 2006 and borrowed the difference. The federal government did the same. Everyone secretly feared this was unsound but wanted immediate gratification, so there was applause for talking heads who said global liquidity would make these borrowings safe. Alan Greenspan went so far as to suggest that people take out adjustable-rate mortgages.

Liquidity, however, is not about physical cash; it is mainly a psychological state. Subprime problems have consumed only trivial amounts of global cash but already have burst bubbles by shocking lenders. Clever financial engineering effectively had convinced lenders to ignore risk, and not just in subprime. A major hedge fund participated in a loan to one of our companies, but sent no one to a due diligence meeting. So I called the senior partner to thank him and tell him about the non-attendance. He responded, "I know. For a $10 million commitment, it wasn't worth going to a meeting."

When subprime issues first surfaced this spring, many major institutions said they had none, but recent quarterly write-offs show they did. They weren't lying; they just didn't know what they had. Their embarrassment has brought risk control back into vogue. It was always silly to lend to weak credits at discounted interest rates, and without documenting income and balance sheets and without appraisals. No amount of model building should have enabled Wall Street to take $100 of such paper and alchemize it into securities sold for $103. Models inherently assume a future similar to the past and therefore they fail when multiple standard deviations occur. Subprime models also did not capture ever more lax credit standards nor that real estate might suffer severe and protracted price declines, again proving that the two most dangerous words in Wall Street vocabulary are "financial engineering."

Now that we have identified the cause of the disease, how severe and how contagious is it? The present $200 billion of delinquencies will grow to $400 billion or $500 billion next year because $570 billion more low, teaser-rate mortgages will reset to market and consume more than 50% of the borrowers' income. Therefore most of the loans will be foreclosed or restructured. Probably 1.5 million to two million families will lose their homes. Meanwhile, few lenders will put mortgages on the foreclosed houses, so the prices will plummet. Despite these tragedies, total losses will probably be less than 1% of household wealth and only 2% to 3% of one year's GDP, so this is not Armageddon. However, even prime jumbo mortgages will be more expensive and more difficult to obtain.

Similar excesses occurred in corporate debt markets. Leveraged buyouts were financed with few or no restrictive covenants and with some borrowers able to "toggle," or issue more bonds to pay interest in lieu of cash. The debt-to-cash-flow ratio hit record highs, and more than 60% of junk bonds issued are rated B or lower. Only 13% of high-yield issuance proceeds was for capital expenditures for expansion--87% went for sponsor dividends, stock buybacks, LBOs, or refinancings, none of which inherently advance credit worthiness. And this exotic lending paid only 2.5% to 3.0% more interest than Treasury bonds' 5.5%. Therefore investors received only 8% or 8.5% interest on bonds that had a 25% probability of defaulting, the same ignoring of risk as in subprime.


Jeremy Grantham

Chairman, GMO

The world was moving slowly but very steadily against risk. They've been taking far too much time. The risk premiums had hit a world-record low back in February. It was probably the lowest point in history and across a very broad base of assets. But the essence of the bubble was risk-taking.

It was a bubble of liquidity and a consequence of liquidity.

The proximate cause of this is subprime. That does not seem that profound a problem globally. Of course, unfortunately, that is the local cause. The general cause is that risk was mispriced on an extensive basis globally. By risk, I am referring to elaborate fixed income instruments typified by subprime but also to leveraged debt to private equity, junk bond spreads, credit default swaps. They're using this as an excuse, which they refer to in China as the U.S. subprime problem. But really they're using this as an excuse to reflect the real problem, which is the broad-based mispricing of risk.

The selling might accelerate. On the other hand the markets could easily rally. But in the end risk will be repriced. Whether it's now or in 18 months, risk premiums will be more normal.

The focus of the mispricing is in fixed income. That was more impressive than mispricing in equity markets. But the equity markets were also mispriced. The junky companies were selling at a premium to the blue chips. We had never seen such a deviation in performance between the junky rated companies versus the really high quality companies. It's been going on since September of '02.

The leakage into the equity markets from the fixed income is of course private equity. Private equity is a function of how much debt you can get, the cost of the debt, etc. That fed right through into overpaying for fairly expensive companies. And then of course the ordinary investor, both institutional and individual, began to guess where the next deal would be. And when they saw one, they tried to position around similar ones. That was a real mechanism to feed easy credit and low rates.

I think this is the very early stages of repricing risk, particularly in the stock market. It may be rapidly entering the middle stages in the fixed income market, although I think it will go quite a lot further in the next couple of years. But the equity markets have barely started to address this issue. Still, today the risky stocks are badly mispriced relative to the blue chips. They have a long, long way to go. I have no doubt they will do it. The pendulum always swings completely. In other words, you can guarantee that one day there will be a substantial premium for high quality companies.

There is a lot of pain still to be had in the equity markets, particularly aimed at the risky end of the spectrum. We think the fair value on the market is about a third lower in the U.S and EAFE from today and about a quarter less in emerging markets.

Most of that is not because P/E's are high. The great weakness in equities is that profit margins are off the scale globally. They're off the scale for the same reason that the risk premium got so low--that we've had wonderful global conditions, wonderful global growth, wonderful global liquidity, wonderfully low inflation. That will do it every time, without fail. So the profit margins went steadily up under a constant series of pleasant surprises: Global growth was always a little better than expected, consumption in the U.S. was always a little stronger than expected.

Pleasant surprises are the key to profit margins. If you can put together three years of constant pleasant surprises, you will have fabulous profit margins. It isn't to do with productivity, it isn't to do with China or India. It's to do with pleasant surprises. And of course, the longer the pleasant surprises, the higher the hurdle. The hurdle is now desperately high. It is virtually impossible to pleasantly surprise the world now. And profit margins will of course drift or drop down to normal and below. That's the pressure on the markets. That is what causes the market value to be a third less than it is today.

And people don't get that. People always look at P/E and take great comfort. Often it's perfectly fine to do that. But today it's horribly misleading because the main pain is in profit margins.

In five years, I expect that at least one major bank (broadly defined) will have failed and that up to half the hedge funds and a substantial percentage of the private equity firms in existence today will have simply ceased to exist.


Ben Stein

Economist, writer, lawyer, and actor

No one is too stupid to make money in the stock market. But there are many who are too smart to make money.

To make money, at least in the postwar world, all you have to do is buy the broad indexes domestically--both in the emerging world and in the developed world--and, to throw in a little certainty about your old age, maybe buy some annuities.

To lose money, pretend you're really, really clever, and that by reading financial journalism and watching CNBC, you can outguess the market day by day. Along with that, you must have absolutely no sense of proportion about money and the world at large.

For example, right now we are stewing over what everyone calls "the subprime mess" and going crazy, mourning all day and into the night--falling over ourselves to get all of the misery right, to paraphrase Evita. I'm writing this on Aug. 13, 2007, and in the past four or five weeks, the markets of the U.S. have lost some 7% of their value, or about $1 trillion.

But read on: The subprime mortgage world is about 15% of all mortgages, or $1.5 trillion worth, very roughly. About 10%--approximately $150 billion--is in arrears. Of that, something like half is in default and will likely be seized in foreclosure and sold. That comes to about $75 billion. Roughly half to two-thirds of that will be realized on liquidation, leaving a loss of maybe $37 billion. Not chump change by any means--but one-thirtieth, more or less, of what has been knocked off the stock market.

The "smart" investor nevertheless reads the papers, bails out, heads for the hills, and stocks up on canned foods. He gets a really big charge out of reading in the press that there are also problems in the mergers and acquisitions market and that some deals will not go through because there are problems raising the funds for the deal. He does not see that the total value of the U.S. major stock markets (the Wilshire 5000) is roughly $18 trillion. The value of the deals that have failed in the private equity world is in the tens of billions or less. The loss to investors--what the merger price was compared with the normalized premerger price--is in the billions. It's real money, and I could buy my wife some nice jewelry with it, but it's pennies in the national or global systems.

The "smart" investor also reads that the Fed has injected, say, $100 billion into the banking system in the last week or ten days, and says, "Aha! The whole country is vaporizing. Look how desperate the system is for money!" What he does not see is that the Fed is always either adding or subtracting liquidity and that recent moves are tiny in the context of a nation with a money supply in the range of $12 trillion. No, the "smart" investor is far too busy looking for reasons to run for cover and thinks he can outsmart long-term trends.

The stupid investor knows only a few basic facts: The economy has not had one real depression since 1941, a span of an amazing 66 years. In the roughly 60 rolling-ten-year periods since the end of World War II, the S&P 500's total return has exceeded the return on "risk-free" Treasury long-term bonds in all but four ten-year periods--the ones ending in 1974, 1977, 1978, and 2002. The first three of these were times of seriously flawed monetary policy that allowed stagflation, and the last one was on the heels of the tech crash and the worst peacetime terrorist attack in the history of the Western world.

The inert, lazy, couch potato investor (to use a phrase from my guru, Phil DeMuth, investment manager and friend par excellence) knows that despite wars, inflation, recession, gasoline shortages, housing crashes in various parts of the nation, riots in the streets, and wage-price controls, the S&P 500, with dividends reinvested, has yielded an average ten-year return of 243%, vs. 86% for the highest-grade bonds. That sounds pretty good to him.

The "smart" investor, in a bunker in the Montana wilderness, keeps his money in gold bullion. After all, he's heard that home prices are falling slightly nationwide and a lot in some areas (he ignores areas of rising prices like San Francisco and New York City). He says that this will discourage the consumer and lead to a severe, bottomless recession. He even has bald people on TV telling him he's right to worry.

The stupid investor, the guy who just lies on his couch, knows that the consumer is always about to stop buying and never quite does. Maybe someone in his bowling club has told him there has only been one year since 1959 when consumer spending fell--and that was barely, in 1980. Somehow, if the consumer could keep spending after the bursting of the tech bubble wiped out $7 trillion or so of wealth, maybe the consumer can keep spending even if the subprime "mess" wipes out roughly half of 1% of that tech-bubble loss and the stock market has a fit. And maybe he knows that, even if there is a recession, recessions rarely last more than two quarters, and the economy and the stock market revive mightily after that--and that buying stocks in a recession is a good idea, not a bad idea.

Now, the alert reader may at this point be saying, "Hey, that `stupid' guy who's really smart is a long-term investor. That's why he's doing so well." Correctamundo, alert reader. There used to be a saying: "Bulls make money and bears make money, but hogs get slaughtered." I am not sure that was ever true, but it sure ain't now. The real story is that long-term investors who have some sense of proportion make money. Short-term investors who live and die by the sweep-second hand of the $300,000 watch get rich fast and poor fast and sometimes are slaughtered faster. I have no advice for them except that the next train may be bringing in someone a little younger who's a little faster on the draw and a lot hungrier, so they'd better enjoy their Gulfstream while they have it.

For the rest of us, the stock market is cheap on a price-earnings basis, profits are fabulous, Mrs. Clinton and Mr. Giuliani are far from being socialists and in the long run, both here and abroad, stocks are a lovely place to be. I have no idea what the S&P will be ten days from now, but I am confident it will be a lot higher ten years from now, and for most Americans, that's what we need to think about. The subprime and private equity and hedge fund dogs may bark, but the stock market caravan moves on.


PORTER STANSBERRY

S&A Investment Research

What happened (and what is still happening) is simply leverage in reverse, or what people used to call a "run on the bank." But… I think a great more detail would be helpful for you to understand. Please excuse the intricacies: None of this stuff is very easy to understand the first time you think about it. I'll try to avoid using any jargon…

For nearly 10 years, as interest rates fell from 1995 to 2005, the mortgage and housing business boomed as more and more capital found its way into housing. With lower rates, more people could afford to buy houses. That was good. Unfortunately, it didn't take long for some people to figure out that with rates so low, they could buy more than one. Or even nine or 10. As more money made its way into housing, prices for real estate went up – 20% a year for several years in some places. The higher prices created more equity… that could then be used as collateral for still more debt. This is what leads to a bubble.

Banks, hedge funds, and insurance companies were happy to fund the madness because they believed new "financial engineering" could take lower-quality home loans (like the kind with zero down payment) and transform these very risky loans, made at the top of the market, into AAA-rated securities. Let me go into some detail about how this worked.

Wall Street's biggest banks (Goldman Sachs, Lehman Bros., Bear Stearns) would buy, say, $500 million worth of low-quality mortgages, underwritten by a mortgage broker, like NovaStar Financial. The individual mortgages – thousands of them at a time – were organized by type and geographic location into a new security, called a residential mortgage-backed security (RMBS). Unlike a regular bond, whose coupon is paid by a single corporation and organized by maturity date, RMBS securities were organized into risk levels, or "tranches." Thousands of homeowners paid the interest and principal for each tranche. Rating agencies (like Moody's) and other financial analysts, believed these large bundles of mortgages would be safer to own because the obligation was spread among thousands of separate borrowers and organized into different risk categories that, in theory, would protect the buyers. For example, the broker (like NovaStar) that originated the mortgages would be on the hook for any early defaults, which typically only occurred in fraudulently written mortgages. After that risk padding, the next 3%-5% of the defaults would be taken out of the "equity slice" of the RMBS.

The "equity slice" was the riskiest part of the RMBS. It was typically sold at a wide discount to the total value of the loans in this category, meaning that if defaults were less than expected, the buyer of this part of the package could make a capital gain in addition to a very high yield. Even if defaults were average, the buyer would still earn a nice yield. Hedge funds loved this kind of security because the yield on it would cover the interest on the money the fund would borrow to buy it. Hedge funds could make double-digit capital gains annually, cost-free and risk-free… or so they thought. As long as home prices kept rising and interest rates kept falling, almost every RMBS was safe. Even if a buyer got into trouble, he could still sell his home for more than he paid or find a way to restructure the debt. On the way up, from 1995-2005, there were very few defaults. Everyone made money, which attracted still more money into the market.

After the equity tranche, typically one or two more risk levels offered higher yields at a lower-than-AAA rating. After those few, thin slices, the vast majority of the RMBS – usually 92% of the loan package – would be rated AAA. With an AAA rating, banks, brokerage firms, and insurance companies could own these mortgages – even the exotic mortgages with changing interest rates or no down payments. With the magic of financial engineering and by ordering the perceived risk, financial firms from all over the world could fill their balance sheets with higher-yielding mortgage debt that would pass muster with the regulators charged with making sure they held only the safest assets in reserve.

For a long time, this arrangement worked well for everyone. Wall Street's banks made a fortune packaging these securities. They even added more layers of packaging – creating CDOs (collateralized debt obligation) and ABSs (asset-backed security) – which are like mutual funds that hold RMBS.

Buyers of these securities did well, too. Hedge funds made what looked like risk-free profits in the equity tranche for years and years.

Insurance companies, banks, and brokers were able to earn higher returns on assets by buying RMBS, CDOs, or ABSs instead of Treasury bonds or AAA-rated corporate debt. And because the collateral was considered AAA, financial institutions of all stripes were able to increase the size of their balance sheets by continuing to borrow against their RMBS inventory. This, in turn, supplied still more money to the mortgage market, which kept the mortgage brokers busy. Remember all the TV ads to refinance your mortgage and the teaser rate loans?

The cycle kept going – more mortgage securities, more leverage, more loans, more housing – until one day the marginal borrower blinked. We'll never know whom or why… but somewhere out there, the "greater fool" failed to close on that next home or condo. Beginning in about the summer of 2005, the momentum began to slow… and then slowly… imperceptibly… it began to shift.

All the things the cycle had going for it from 1995 to 2005 began to turn the other way. Leverage, in reverse, is devastating.

The first sign of trouble was an unexpectedly high default rate in subprime mortgages. Beginning in early 2007, studies of 20-month-old subprime mortgages showed a default rate greater than 5%, much higher than expected. According to Countrywide Mortgage, the default rates on the riskiest loans made in 2005 and 2006 is expected to grow to as high as 20% – a new all-time record. The big jump in subprime defaults led to the first hedge-fund blowups, such as the May 2007 shutdown of Dillon Reed Capital Management, which lost $150 million in subprime investments in the first quarter of 2007.

Since Dillon Reed Capital, dozens of more funds have blown up as the "equity slice" in mortgage securities collapsed. Remember, these equity tranches were supposed to be the "speed bumps" that protected the rest of the buyers. With the safety net of the equity tranche removed, these huge securities will have to be downgraded by the rating agencies. For example, on July 10, Moody's and Standard and Poor's downgraded $12 billion of subprime-backed securities. On August 7, the same agencies warned that another $1 billion of "Alt-A" mortgage securities would also likely be downgraded.

Now… these downgrades and hedge-fund liquidations have hugely important consequences. Why? Because as hedge funds have to liquidate, they must sell their RMBSs, CDOs, and ABSs. This pushes prices for these securities down, which results in margin calls on other hedge funds that own the same troubled instruments. That, in turn, pushes them to sell, too.

Very quickly the "liquidity" – the amount of willing buyers for these types of mortgage-backed securities – disappeared. There are literally no bids for much of this paper. That's why the subprime mortgage brokers – the Novastars and Fremonts – went out of business so quickly. Not only did they take a huge hit paying off the early defaults of their 2005 and 2006 mortgages, but the loans they held on their books were marked down, with no buyers available and their creditors demanded greater margin cover on their lines of credit… poof… The assets they owned were marked down, they couldn't be readily sold, and they had no access to additional capital.

The failure of the subprime-mortgage structure – which started with higher-than-expected defaults, led to hedge-fund wipeouts and then to mortgage broker bankruptcies – might have been contained to only the subprime segment of the market. That's why we jumped in during late spring and recommended the higher-quality mortgage firms, such as Thornburg and American Home. We believed that the higher quality of these firms' underwriting would prevent a similar run on the bank.

But… the risk spread because of the financial engineering.

With Wall Street wrapping together thousands of mortgages from different underwriters, it's likely that hundreds of financial institutions around the world have traces of bad subprime and Alt-A mortgage debt on their books. Parts of these CDOs were rated AAA. Almost any financial institution could own them – especially hedge funds. Hedge fund investors quickly figured this out – and asked for their money back.

And so, in July, liquidity fears began to creep through the entire mortgage complex. Not because the mortgages themselves were all bad or even because the mortgage securities were all bad – but because all the market players knew a wave of selling, led by hedge funds, was on the way. Nobody wants to be the first buyer when they know thousands of sellers are lined up behind them.

The market "locked up." Nobody would buy mortgage bonds. And everyone needed to sell. Suddenly even Wall Street's biggest banks – the very firms that created these mortgage securities – were suffering huge losses, as the bonds kept getting marked down as hedge funds and other leveraged speculators had to sell into a panicked market. In this liquidation, even solid firms, like American Home and Thornburg, were trapped owning new mortgages they couldn't sell to Wall Street. Meanwhile their banks, worried about the collapsing prices of mortgages, demanded greater collateral.

It's a classic "run on the bank," except today the function of the traditional bank has been spread out among several institutions: mortgage brokers, Wall Street security firms, hedge-fund investors, and banks. The real problem is that the long-dated liabilities (a 30-year mortgage) were matched not by reliable depositors, but by fly-by-night hedge funds, which were themselves highly leveraged and subject to redemptions.

That's why even as the top executives in these firms believed their mortgages were safe and sound, they can't get the funding they need to hold onto them through the crisis. As Keynes predicted, the lives of every higher-leveraged financial institution is precarious: "The market can be irrational longer than you can remain solvent."

The hedge funds have no solution. Redemptions will force them to sell. They'll continue to pressure the market, resulting in huge losses. Hundreds of funds will likely be liquidated.

Wall Street's investment firms, if they can find additional capital to meet margin calls, might weather the storm… depending on how far it spreads. We saw a move in this direction yesterday when Goldman announced $3 billion in additional funding for its big hedge funds.

For most mortgage brokers, the party is over – goodnight. Something like 90% of them will be out of business by the end of the year.

The only chance they have to survive is very conservative underwriting (which might result in a premium for their mortgage securities) and lots of additional funding. Delta Financial, for example, is renowned for its very conservative underwriting, which requires a substantial (20%) downpayment. The company raised $70 million last week from two investors (one of which is our friend, Mohnish Pabrai) to hang on to its $5.6 billion in on-balance-sheet mortgages. The stock is up 14.5% on the news today. Will it be enough capital? It's very hard to say. It depends on whether or not the company is able to sell some of its mortgages to raise cash. It depends on whether or not it is downgraded further and the firm receives additional margin calls.

I wouldn't be surprised to see Thornburg take a similar step – raising funds from existing shareholders. But, for now, Wall Street remains very skeptical the firm will survive. Its shares are down another 46% today.

As analysts, what we got wrong was how far the crisis would spread. We thought by buying the most respected firms with the best underwriting, we could avoid the subprime train wreck. What we didn't know was how far the subprime sludge had been spread via mortgage securities. The insiders at these firms made the same mistake. They assumed by operating conservatively their businesses would retain a premium price on their mortgage and better access to capital. But in a panic, the baby is often thrown out with the bathwater.

And… we have to consider one more thing. Nobody knows right now how far the crisis will spread. It could certainly get worse. As these mortgage bonds are downgraded, the financial institutions that own them must raise more cash in order to meet liquidity regulations. To hold AAA-rated paper, banks, and other financial institutions need only to maintain $0.56 in capital for each $100 of paper. But as the paper is downgraded, the amount of capital they're required to hold goes up, exponentially. At a BBB rating, financial institutions must hold $4.80 of capital. At BBB-, they must hold $8 of capital per $100 of asset-backed securities. Thus, as the crisis worsens, the demand for capital from these firms could grow substantially.




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19 agosto 2007

MEDIANTE LA PRATICA DI TUTTI I SECOLI

Questa Trilogia Zamaxiana è portentosa!
Non perdetevela!

Dovrei forse intervenire per correggere alcuni linguaggi e concetti economici presentati in maniera piuttosto raffazzonata nell'enciclica di Leone XIII, ma mi taccio in obbedienza.

Del resto, di fronte ad un'espressione come quella che ho usata nel titolo cosa diavolo vuoi precisare? Tutto quello che puoi fare è baciare la pantofola.





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17 agosto 2007

IL METODO DI BELLA IN CONCRETO/3

La Somatostatina, è distinta dai suoi analoghi definendola naturale o biologica, solo in quanto increta dal nostro organismo; infatti la produzione avviene tutta per sintesi, unica modalità in grado di coniugare costanza qualitativa e costi accessibili, ed è fornita alle varie case farmaceutiche da pochi produttori occidentali. Sono comparsi da tempo anche produttori orientali, che offrono una sostanza base di livello qualitativo e prezzo nettamente inferiori: probabilmente è questo il fattore che più incide sulla ineguale efficacia delle specialità disponibili sul mercato, cosa risaputa da anni e da anni rilevata da medici prescrittori e dai pazienti meglio informati. Le analisi di rito richieste per l`immissione in commercio, siano esse quantitative o qualitative, difficilmente riescono a rilevare queste non trascurabili differenze. Il Prof. Di Bella -  con buona pace di tutti di gran lunga il più autorevole esperto mondiale di somatostatina -  affermava categoricamente come solo tramite prove biologiche (non effettuate per la loro complessità ed onerosità) sarebbe possibile determinare con sicurezza l`efficacia terapeutica di una singola specialità: coerentemente, ha sempre limitato la sua scelta a due-tre prodotti, nazionali od esteri, dei quali aveva constatato de visu una sicura efficacia, nonostante la disponibilità di numerose specialità a base di somatostatina; come provato da migliaia di copie delle sue prescrizioni.
L`Octreotide, analogo della somatostatina,  e ancora sotto brevetto, è prodotto da una sola multinazionale, che lo fornisce anche ad altre due aziende farmaceutiche. Come sempre rimandiamo al sito ufficiale medico scientifico
www.metododibella.org per nozioni più specifiche.

- Indicazioni terapeutiche. In tutte le patologie tumorali somatostatina ed analoghi svolgono un ruolo fondamentale nell`inibizione non solo del principale fattore di crescita (GH, l`ormone della crescita), ma anche di molti altri. Accanto all`effetto anticrescita, la Smt svolge un`azione antiproliferativa  (inibizione della riproduzione cellulare neoplastica), pro-apoptotica (induzione della morte programmata delle cellule tumorali), antimetastatica ed antiangiogenetica (inibizione della neo-vascolarizzazione sviluppata dal tumore per `alimentarsi`). (Tratto dal sito metododibella.org ; Principi attivi; somatostatina). Queste multiple azioni sono possibili e significative solo in associazione a tutta una serie di altri presidi farmacologici (retinoidi, melatonina, vit. D3, bromocriptina e cabergolina ecc.) senza i quali la somatostatina ha un`azione avvertibile, ma assolutamente non risolutiva. Il Prof. Luigi Di Bella parlava di azione fattoriale e non sommatoria delle componenti del suo Metodo, volendo sottolineare che, in presenza di un`azione sinergica (reciproca positiva influenza dei farmaci), l`entità dell`efficacia non era pari ad una somma di apporti, ma ad un prodotto. E` il concetto matematico di fattoriale. Il fattoriale di un numero è il prodotto di tutti i numeri interi da 1 al numero stesso. Nel nostro caso, se ad esempio prendiamo in esame 4 principi attivi del Metodo Di Bella(Retinoidi+Melatonina+Bromocriptina+Somatostatina), il fattoriale sarà: 1x2=2; 2x3=6; 6x4=24. Quindi il fattoriale di quattro è 24, e non 4, quale risulterebbe da una semplice somma. Passando al profilo terapeutico, questo significa che la somministrazione contemporanea delle 4 componenti Mdb esemplificate, provoca un risultato eclatante, indotto da un reciproco potenziamento e non solo da un reciproca collaborazione. Amareggia e stupisce, a questo proposito, come ambienti medici di vertice non abbiano compreso tale fondamentale concetto - pure illustrato con la proverbiale chiarezza dal Prof. Di Bella nell`incontro del gennaio 1998 al Ministero della Sanità - insistendo sul fatto che i singoli farmaci Mdb hanno sì un`azione antineoplastica, ma insufficiente e modesta.

- Dosaggi. Il dosaggio massimo della somatostatina è di 3 mg. giornalieri; dell`octreotide 1 mg. al dì: dosaggi superiori non si sono mai rilevati utili. Dell`Octreotide, come già detto in altra occasione, esiste la formulazione LAR, a lento rilascio. Quali le differenze? Somatostatina ed Octreotide debbono essere inoculati tramite siringa temporizzata, regolata da 8 a 10, max 12 ore; invece l`Octreotide Lar può essere inoculato con una normale intramuscolare lenta e viene ripetuto periodicamente. Esistono tre tipi di `Lar`: la Lar 10, la 20 e la 30. Si tratta di confezioni rispettivamente da 10, 20, 30 milligrammi, che, grazie ad una particolare e raffinata tecnica di bio-ingegneria, dovrebbero consentire un lento rilascio del principio attivo. Il medico deciderà quale dosaggio ritiene più indicato nel caso singolo e la frequenza (mensile o plurimensile) dell`iniezione.Come già altre volte osservato, spesso si ricorre alla Lar là dove si rende indispensabile un ricovero ospedaliero di una certa durata, al fine di dare almeno una certa copertura al paziente, al quale ben difficilmente sarebbe consentito di ricorrere alla temporizzata serale. Quando viene prescritta, la Lar non sostituisce, ma accompagna la giornaliera somministrazione di somatostatina giornaliera in situazioni particolari, nella fiducia che i recettori dell`Octreotide, diversi da quelli della somatostatina, consentano una più piena efficacia terapeutica. Tale ultimo espediente può ovviamente usarsi anche con l`octreotide normale: il medico potrà ad esempio decidere di destinare all`octreotide qualche temporizzata settimanale. Si tratta comunque di prassi delle quali solo il medico potrà ravvisare modalità ed opportunità.
Nell`ipotesi auspicata che i parametri clinici del paziente migliorino in modo sicuro e stabile, i dosaggi saranno gradualmente e prudentemente scalati, fino ad arrivare alla cosiddetta terapia di mantenimento, caratterizzata non solo da drastiche diminuzioni di dosaggi, ma anche dalla sospensione definitiva di alcuni farmaci. Persone che da anni non presentano più alcun segno della malattia, limitano la MDB a modesti dosaggi di retinoidi, melatonina, vit. D3, di costo assolutamente trascurabile.   

-  Differenziazioni di impiego. Si tratta di argomento troppo specifico per una trattazione in questa sede (cfr. il www.metododibella.org). I medici preparati che si sono accostati al Prof. Di Bella con la sincera intenzione di apprendere, sanno come meglio orientare la scelta tra somatostatina, Octreotide o entrambi i prodotti.

- Effetti collaterali. Sia la somatostatina che l`Octreotide debbono essere inoculati con precise modalità. Se bassi dosaggi (0,25 di somatostatina o 0,1 di Octreotide) possono essere iniettati sotto cute molto lentamente con una siringa da insulina (con pazienza, almeno in mezz`ora, facendo avanzare a brevi intervalli lo stantuffo), dosaggi maggiori impongono l`uso di una siringa temporizzata. In caso contrario possono avvertirsi nausea, dolori addominali, vomito, diarrea. Oltre al tempo di perfusione, è opportuno procedere con gradualità di dosaggio: si inizierà magari con una fiala da 1 mg. di somatostatina per portarsi a 3 nell`arco di qualche giorno. In ogni caso il medico può ordinare, specie all`inizio della cura, specifici farmaci diretti a contrastare sintomatologie sgradite.

- Modalità di somministrazione. Come detto prima, occorre una siringa temporizzata, congegno di facile uso costituito da un minuscolo microinfusore elettronico: in parole povere, è una siringa il cui stantuffo è azionato da un piccolo motorino e non dalla mano dell`uomo ed il cui funzionamento può essere programmato in una certa gamma di ore. L`apparecchio può essere assicurato al corpo tramite una sorta di cintura, senza creare disagi particolari. Come detto il tempo di inoculazione va da un minimo di 8 ore, fino a 10-12. Maggiore è il tempo di perfusione, minori dovrebbero essere le probabilità di effetti collaterali. L`ago deve essere posizionato sotto cute (con inclinazione 45 gradi; e poi parallelo, in genere in zona addominale), frizionando a lungo e con cura la cute anche quando, il mattino successivo, si toglie, ed assicurato tramite cerotto, per evitare che si sfili. In casi particolari, il medico può decidere di procedere tramite temporizzata endovenosa (*). Il farmacista che procura la temporizzata, specie se esperto, saprà dare utili suggerimenti per un uso corretto e, per le prime volte, può essere utile ricorrere ad un infermiere.  E` bene attendere un paio d`ore, dopo i pasti serali, prima di iniziare (indicativamente verso le ore 22). Per la Lar  tutto questo non è necessario, anche se in qualche caso il Prof. Di Bella ha ritenuto opportuno ricorrere alla siringa temporizzata.

- Esistono altre ragioni per l`infusione notturna e nel giro di ore? Sì. L`iniezione nel corso delle ore notturne è consigliata dal fatto che proprio in questo periodo della giornata avviene la maggiore increzione dell`ormone della crescita (il Gh: Growth Ormon); la lentezza risponde alla necessità di contrastare (oltre e più che effetti collaterali) la breve emivita della somatostatina e, in minor misura, dell`Octreotide. L`emivita è il tempo necessario perchè la presenza di un farmaco nell`organismo risulti dimezzata: se la somatostatina venisse inoculata in unica soluzione, dopo pochi minuti di essa non rimarrebbe quasi traccia, con una drastica diminuzione di efficacia.

-  Reperibilità. Qualsiasi farmacia dovrebbe essere in grado di fornire o procurare i farmaci prima descritti. Molti pazienti preferiscono comunque ricorrere agli stessi farmacisti che forniscono i galenici, più esperti ed organizzati. E` possibile, senza alcuna complicazione particolare, acquistare somatostatina di provenienza estera, in qualche caso particolarmente pregiata. Sarà comunque il medico prescrittore a fornire utili ragguagli in merito.  

- Costi. Se la somatostatina ha un prezzo entro certi limiti non problematico, l`Octreotide è spesso al di sopra delle possibilità economiche, anche medio-alte. Attenendoci ai prezzi di listino riportati sull`ultimo Informatore Farmaceutico (consultabile anche in Internet), la somatostatina ha un prezzo medio al pubblico intorno ai 14-16 euro ogni 3 mg.. I prezzi dell`Octreotide sono invece i seguenti: confezione da 3 fiale da 0,5 mg. - 189 euro (126 euro a mg.);  5 fiale da 0,1 mg. 58 euro (116 euro a mg.). Per quanto riguarda la Lar: Lar 10 -  828 euro; Lar 20 - 1.427 euro; Lar 30 - 1.854 euro. Questo significa che la somatostatina, a dosaggio massimo, comporta un esborso medio mensile intorno ai 400 euro; l`octreotide di circa 3.780 (1 mg. pro die). La Lar appare concorrenziale, nel confronto (Lar 10: 82 euro a mg. contro i 126 di quella `standard`), ma è bene considerare quanto sopra osservato. Evitiamo di commentare il livello iperbolico di questi prezzi (ricordiamoci che la somatostatina otto anni fa costava 516.000 lire ogni 3 mg.!), che se ben inferiori a quelli dei consueti cicli di chemioterapia (anche 50.000 euro con computo mensile) sono a totale carico del paziente (ricorsi a parte). In un recente articolo del più accreditato foglio finanziario statunitense, era riportata la notizia che nel 2004 il fatturato disaggregato della Lar ha raggiunto un miliardo di dollari (poco meno di 2.000 miliardi delle vecchie lire): dato sul quale riflettere, perché un ricorso così massiccio smentisce sia ormai indifendibili negazioni di efficacia antitumorale di somatostatina ed analoghi, sia quanti, per ragioni ignote ma intuibili, recitano il de profundis sul MDB. Circa la temporizzata, i prezzi si assestano intorno ai 300 euro.

- Octreotide troppo caro: è possibile sostituirlo con la somatostatina? Nell`impossibilità di ricorrere all`Octreotide, nei poco frequenti casi elitari decisi dal medico, questi cerca di sopperire unendo alla somatostatina giornaliera una Lar 10 o alterni dosaggi di Octreotide normale. In caso contrario, è bene sottolinearlo, il ricorso alla somatostatina giornaliera, anche quando è ritenuto preferibile octreotide, fornisce comunque un presidio di non indifferente utilità. D`altronde il Prof. Di Bella ricorreva alla somatostatina in misura percentuale nettamente maggioritaria.

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(*) "La via endovenosa si può usare in rari casi, che potrebbero essere qualificati di `setticemia neoplastica`, in cui le manifestazioni dell`invasione sono molteplici e, all`apparenza, inarrestabili". (Prof. Luigi Di Bella: "Una relazione sul metodo", Fanano, 18-19 ottobre 1997).

Metodo Di Bella

Di Bella Insieme

Approfondimenti scientifici




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12 agosto 2007

IL METODO DI BELLA IN CONCRETO/2

 MELATONINA CONIUGATA
La Melatonina coniugata è l`altro galenico - dopo la soluzione di retinoidi di cui al precedente capitolo - contemplato nel MDB. Coniugata significa che non si tratta di semplice melatonina - di per sè difficilmente attiva in patologie neoplastiche - ma di una combinazione di melatonina, adenosina e glicina studiata dal Prof. Luigi Di Bella per assicurare alla sostanza una fruibilità adeguata (per approfondire, cfr. il sito ufficiale medico-scientifico www.metododibella.org - Principi Attivi).

- In quali forme è disponibile. In compresse blisterate, flaconcini liofilizzati per uso orale, flaconcini inettabili. Solo un medico competente può stabilire la forma più opportuna. La blisterizzazione delle compresse NON è una semplice forma di confezionamento, ma elemento importante per l`attività del prodotto. Una farmacia che la fornisse in flaconcini e non in blister disattenderebbe precise raccomandazioni dell`ideatore della terapia, originate da circostanziate motivazioni scientifiche.

- Dosaggi. Il dosaggio idoneo sarà stabilito dal medico in base alla specifica patologia (tumorale, ematologica oppure neurologica o cardiaca) e di parametri peculiari del paziente. Generalmente si va da 8-10 compresse da 2 mg. a 15 ed oltre al dì. Sarebbe meglio distribuirle nel corso di tutta la giornata, per un`azione uniforme e costante, privilegiando il dosaggio nell`imminenza del riposo notturno.

- Campo di impiego. Rimandando per più precise nozioni al metododibella.org, precisiamo a scopo informativo che la Mlt è stata impiegata dal Prof. Luigi Di Bella sin dalla fine degli anni sessanta non solo in patologie onco-ematologiche, ma, contornata da specifici presidi farmacologici, in patologie neurologiche (sclerosi, Parkinson, Alzheimer ecc.), cardiache e cardiovascolari (con riferimento a quest`ultimo impiego, più volte affermò che "la Mlt è il più fisiologico anti-aggregante piastrinico").

- Controindicazioni. La Mlt è virtualmente priva di tossicità. Oltre alla lunga esperienza del Prof. Di Bella, test effettuati per anni all`estero, con dosaggi fino a 4-5 grammi pro die, non hanno fatto registrare alcuna controindicazione nè a breve nè a lungo termine nei pazienti. La sonnolenza che essa induce - la cui percezione è comunque soggettiva - parzialmente e gradualmente si attenua con il tempo.

- Problemi particolari. Quando il paziente fatica a deglutire, il medico potrà tentare il ricorso alla mlt liofilizzata da sciogliere in acqua. Il preparato iniettabile è invece da circoscrivere a situazioni particolari e richiede attento controllo del medico e la massima cautela, per problemi legati alla peculiare formulazione.

- E` possibile una sommaria valutazione qualitativa?
Un test grossolano ma abbastanza significativo è controllare che una compressa di Mlt si sciolga in un bicchier d`acqua. Se questo avviene, non significa di per sè che la Mlt sia stata preparata correttamente, ma se non si scioglie che parzialmente e lentamente, è quasi sicuramente di cattiva qualità. Se poi la compressa è giallognola, presenta puntini scuri o si sbriciola, la preparazione è certamente difettosa.

- E la "Melatonina Vegetale" ?
E` totalmente estranea al MDB.

- Come si conserva?
In luogo asciutto, anche al di fuori del frigo, purchè al riparo dalla luce e da temperature troppo elevate.

- Quale la scadenza?
Mlt di buona qualità e ben conservata rimane attiva molto a lungo. Comunque conviene tener conto della scadenza nominale.

- E` possibile assumerla a scopo preventivo?
L`azione della Mlt è veramente utile se integrata da altri presidi, farmacologici e non. Il tema della prevenzione è di una complessità immensa, esige una formazione culturale profonda di stampo fisiologico e biologico, attenta valutazione di abitudini alimentari e di vita, di condizioni ambientali, dell`anamnesi personale e familiare, delle funzionalità organiche soggettive, dell`incidenza genetica, e conduce, in sintesi, alla genesi dei tumori, ancora parzialmente misteriosa. E` facile esternare con superficiale sicumera; difficile fare affermazioni responsabili e scientificamente fondate. Questa la sintesi dell`opinione del Prof. Luigi Di Bella che, fra l`altro, definiva "....manifestazione di abnorme ignoranza e microcefalia pensare di curare o prevenire un tumore con una sola sostanza".
Tuttavia un medico di solida preparazione e competenza, dopo un approfondito esame soggettivo, potrebbe suggerire, insieme a opportune misure alimentari e comportamentali, specifici supporti farmacologici, quali l`assunzione congiunta di Melatonina e Soluzione di retinoidi, senza con questo poter assicurare una categorica copertura preventiva(*).
(continua)

(*) Il Prof. Di Bella, sconsigliava sempre - tranne ovviamente il caso di neoplasie in atto - di somministrare retinoidi nel periodo dell`infanzia e dell`adolescenza. Anche se non aveva mai rilevato personalmente inconvenienti di tal genere, temeva infatti che i retinoidi potessero deprimere la crescita.


ADDENDUM -
La possibilità di appurare la qualità dei galenici esiste, ma, come già detto nel testo della discussione, non è esaustiva. Le consuete analisi dei prodotti sono quantitative, nel senso che sono in grado di dirci unicamente se sia stata rispettata la proporzione di sostanze nella soluzione di retinoidi e nella melatonina coniugata. Ma nulla di più. Certo, si evita così la truffa, un tempo più ricorrente e si appura l`esistenza o meno di tracce di solvente (occorre la totale assenza di questo se è stato adoperato l`acetone, una limitatissima quantità se invece è stato impiegato - come oggi si fa in prevalenza - l`alcool etilico); in passato c`erano farmacisti che adoperavano il betacarotene al 2%, realizzando così, a costi molto più ridotti, una soluzione pressochè inattiva, o quantità irrituali degli altri componenti, ma oggi questo è molto più raro. Ma nulla, e ripeto nulla, ci viene detto sulla qualità dei principi attivi o sulle modalità di lavorazione. Qui deve cercarsi - dato per scontato il rispetto dei criteri quantitativi - la ragione dell`efficacia dei due galenici. Un esempio concreto? Una volta una farmacista molto attiva nell`auto-promozionalità, fece a visita a mio padre lamentandosi perchè mai erano consigliati i suoi galenici ai pazienti. Mio padre, senza giri di parole, le disse che "i suoi prodotti non vanno, non funzionano; pazienti che vanno male con i suoi galenici, cambiano radicalmente se passano ad altri". Ho ancora la registrazione del lungo colloquio, visto che la persona in questione affermava - falsamente - di avere avuto l`approvazione del Prof. Di Bella. Eppure le analisi consuete andavano bene. Abbiamo di recente sottoposto ad ulteriori accertamenti i prodotti, prelevati da un paziente recatosi in questa farmacia del Nord Est Italia, e gli esiti sono stati da manuale: ma l`efficacia rimane sempre inadeguata. Determinante è la qualità dei principi attivi: acido retinoico, axeroftolo, betacarotene - in particolare - hanno un`attività molto diversa a seconda che siano prodotti da questa o da quest`altra azienda chimica. Di enorme importanza, poi, le procedure di lavorazione. Portare la soluzione ad una determinata temperatura anzichè ad un`altra, farla raffreddare in x tempo ecc. decide sulla bontà del risultato finale. La farmacista in questione commette - si è potuto supporre ragionevolmente - alcuni errori fissi, che continua pervicacemente a ripetere: mai si è rapportata con il Dr. Vigildo Ferrari e quindi non può dire di conoscere le precise modalità. Alla fine di queste chiacchiere, qual`è la soluzione? Occorrerebbero prove biologiche, proibitive per costi e difficili da effettuarsi per la scarsità di adeguate strutture: la Sibor non ha le risorse sufficienti per monitorare i farmacisti preparatori e pertanto l`unico criterio è affidarsi a coloro (pochi) che hanno dato già prova della loro perizia. Un maggiore margine lo offre chi ha appreso la tecnica di preparazione dalla farmacia Ferrari, consultandosi fino ad ottenere il livello auspicato. Se in futuro si troverà una soluzione definitiva, sarà nostra cura comunicarlo a tutti.
Adolfo Di Bella

Metodo Di Bella

Di Bella Insieme




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9 agosto 2007

IL METODO DI BELLA IN CONCRETO

La qualità inappuntabile dei galenici è condizione indispensabile per ottenere i risultati sperati, insieme a tutta un`altra serie di misure. I principi attivi del MDB sono recepiti in specialità farmaceutiche, tranne due: soluzione di retinoidi e melatonina coniugata (della quale parleremo prossimamente). Notorio che il Prof. Luigi Di Bella abbia sempre considerato unica farmacia di riferimento la Farmacia Ferrari di Bologna, la prima a realizzare, venticinque anni prima di chiunque altro, i galenici e da lui ritenuta sicura. Ma esistono altre farmacie affidabili, tanto che lo scienziato ne informava sempre, alla fine delle visite, i pazienti. La loro distribuzione territoriale non è quella auspicabile, concentrandosi in poche regioni e mancando in altre: se l`Emilia Romagna è privilegiata ed i pazienti di Friuli, Lombardia, Lazio e Puglia hanno un punto di appoggio, altrove è giocoforza spostarsi o farsi spedire i galenici. Non potendo essere certo i malati a fare da cavie, noi ci riferiamo e ci riferiremo con intransigenza unicamente alle indicazioni certe e documentate del Padre della Terapia.

               SOLUZIONE DI RETINOIDI.

1) Composizione: Vitamina E (tocoferile acetato) + Axeroftolo + Acido all-transretinoico + Betacarotene. In 1.000 gr. di vit. E vengono disciolte le tre vitamine del gruppo A nelle rispettive proporzioni di gr. 0,5-0,5-2.
2) Principi attivi: debbono essere i più puri reperibili sul mercato. Può capitare che il distributore fornisca prodotti di qualità diversa da quella desiderata o inadeguati. Un farmacista esperto e capace coglie sempre l`anomalia, la approfondisce con opportune analisi e pretende la sostituzione della fornitura.
3) Lavorazione: occorre un laboratorio bene attrezzato, con investimenti cospicui ed attenersi rigidamente alle metodologie codificate dal Prof. Di Bella. Il risultato finale deve puntare all`uniformità della soluzione dalla prima all`ultima goccia.
4) Conservazione: MAI in frigorifero ed al riparo dalla luce e da fonti di calore. La durata di tre mesi non segnala un successivo adulterarsi del prodotto, ma unicamente (parliamo di galenici  prodotti a regola d`arte) una lenta e graduale diminuzione di efficacia.
5) Assunzionerigorosamente a digiuno (non avere ingerito cibi da 2-3 ore e non ingerirli per mezz`ora). Non indispensabile l`uso di cucchiai di plastica, anche se è preferibile.
6) Dosaggio: il medico prescrittore indicherà il dosaggio che ritiene più opportuno. In molti casi il dosaggio a regime è di 3 cucchiai al dì.
7) Difficoltà e problemi individuali: è sempre opportuno iniziare con dosaggi modici e gradualmente raggiungere quello indicato. A mero titolo esemplificativo, in caso di prescrizione di 3 cucchiai: primo e secondo giorno due cucchiaini; terzo e quarto, un cucchiaio ed un cucchiaino; quinto e sesto, due cucchiai; settimo e ottavo, due cucchiai + un cucchiaino; quindi tre cucchiai. In caso contrario, anche per la coesistenza di altri farmaci, fonte a volte di transitorie intolleranze,  possono registrarsi nausea, diarrea, dolenzìe addominali, che hanno indotto molti ad abbandonare la terapia, specie quando reduci dai calvari usuali. E` un dovere categorico del medico suggerire queste misure cautelari e non costringere le associazioni o noi a supplire alla sua trascuratezza con suggerimenti che è lui a dover fornire. 
* Dopo interventi demolitivi o pesanti cicli terapeutici il paziente non riesce o stenta ad ingerire i retinoidi. Cosa fare? Un farmacista esperto può provvedere a versare il liquido in cialde, oppure il medico può suggerire di umettare frequentemente lingua e labbra, così da raggiungere un dosaggio totale adeguato nel corso della giornata.
* A parte casi così drammatici, qualcuno può provare un incoercibile fastidio alla consistenza od al sapore (peraltro neutro): più volte abbiamo ascoltato il suggerimento del Prof. Di Bella, che consigliava di bere, immediatamente dopo, tre dita d`acqua minerale gassata, utile anche come colagogo.

Tra qualche giorno faremo seguito a questo primo `capitolo`, per il quale ci siamo attenuti a quanto sentito di presenza da Luigi Di Bella, oltre ad aver consultato - per scrupolo - esperti in materia, che ringraziamo per la collaborazione. Ci auguriamo di aver dato un modesto ma non inutile e concreto contributo. Come sempre, siamo a disposizione al nostro indirizzo e-mail od al numero telefonico indicato sub "contatti" per eventuali ulteriori chiarimenti.
(continua)

Metodo Di Bella

Di Bella Insieme




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8 agosto 2007

I SOLDI PER FERRAGOSTO

Su Online Resources c'è un 25% abbondante; io oggi porto a casa.

Ah, prima che mi scordo........
chiunque non compri Headwaters a questi prezzi (15,4 $, al Nyse) è davvero  un  cavolfiore.

Chiunque la venda poi, ha bisogno di un buon medico.

P.S. - E non c'entra nulla che ho opzioni sul titolo per l'equivalente di 5.000 azioni. O almeno, non tanto.




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6 agosto 2007

DIALOGO ALL'ITALIANA

IRAN - Ci stiamo dotando alacremente di tecnologia nucleare militare, e presto Israele sarà cancellata dalle mappe geografiche.

U.S.A. - Provateci, e vi facciamo il culo!

ITALIA - Tsk, tsk, non è così che si fa. Bisogna dialogare con i mullah apocalittici, capire le loro ragioni, evitare sanzioni che mettano a rischio la stabilità che garantiscono da quasi 30 anni alla regione ed al mondo intero, senza contare l'inestimabile apporto culturale che forniscono*, in fondo hanno bisogno del nucleare visto che galleggiano su un mare di petrolio e gas e non ci pensano nemmeno a costruire raffinerie.
Certo, tutte quelle impiccagioni, inquietano un pochino. Non quanto ci siamo sturbati per quella di Saddam, ma comunque......

IRAN - Fatevi i cazzi vostri, porci infedeli!

ITALIA - Va bene.


* Prosegue la campagna di moralizzazione della Repubblica islamica voluta dal presidente, Mahmoud Ahmadinejad, e sostenuta dalla suprema guida religiosa, l’ayatollah sciita Seyyed Ali Khamenei.
Ieri alcuni ragazzi tra i 13 e i 17 anni sono stati arrestati in una villa di Teheran dove era in corso una festa di compleanno. I giovani, nove ragazzi e otto ragazze, sono stati accusati di promiscuità, uso di alcolici e abbigliamento indecente.
La polizia di Isfhan ha inoltre stabilito con un’ordinanza che biciclette, pattini e scooter sono “sconvenienti” per le donne, che non potranno più usarli in pubblico.




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4 agosto 2007

L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO (DEGLI ALTRI)

Stefano Livadiotti per “L’espresso”


Non trattiamo con la calcolatrice... Così, nei giorni scorsi, il grande capo della Cgil Guglielmo Epifani ha replicato a brutto muso alle pretese rigoriste di Tommaso Padoa-Schioppa sulla riforma delle pensioni. Il numero uno di corso d'Italia non è l'unico ad essere allergico ai moderni derivati del pallottoliere. Della stessa idiosincrasia fanno mostra i suoi pari grado di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, almeno quando si tratta di affrontare l'annosa questione dei conti dei sindacati, che continuano a promettere bilanci consolidati, tranne poi guardarsi bene dal metterli nero su bianco.

Forse perché i numeri racconterebbero come le organizzazioni dei lavoratori, difendendo con le unghie e con i denti una serie di privilegi più o meno antichi, si siano trasformate in autentiche macchine da soldi. Con il benestare di un sistema politico giunto ai minimi della popolarità e spaventato dalla loro capacità di mobilitazione. Che a sua volta dipende proprio, in grandissima parte, da un formidabile potere economico alimentato a spese della collettività: se c'è un problema di costi della politica, allora il discorso vale anche per il sindacato. Se non di più.

Quasi dieci anni fa, alla fine del 1998, un ingenuo deputato di Forza Italia, ex magistrato del lavoro, convinse 160 colleghi a firmare tutti insieme appassionatamente un provvedimento che obbligava i sindacati a fare chiarezza sui loro conti. Dev'essere che nessuno gli aveva ricordato come solo pochi anni prima, nel 1990, Cgil, Cisl e Uil fossero state capaci di ottenere dal parlamento una legge che concede loro addirittura la possibilità di licenziare i propri dipendenti senza rischiarne poi il reintegro, con buona pace dello Statuto dei lavoratori.

Fatto sta che, puntuale, la controffensiva di Cgil, Cisl e Uil scattò dopo l'approvazione del primo articolo con soli quattro voti di scarto. "È antisindacale", tuonò con involontario umorismo l'ex capo cislino Sergio D'Antoni, oggi vice ministro per lo Sviluppo economico. Lesti i deputati del centro-sinistra azzopparono la legge, mettendosi di traverso alle sanzioni (tra i 50 e i 100 milioni) previste in caso di violazioni. Alla fine la proposta di legge è rimasta tale, così come tutte quelle presentate in seguito, anche in questa legislatura. "È il sindacato che detta tempi e modalità", titolava del resto nei giorni scorsi il confindustriale 'Sole 24 Ore', all'indomani dell'accordo sullo scalone pensionistico.

Il risultato è che i bilanci dei sindacati, quelli veri, non sono mai usciti dai cassetti dei loro segretari. "Il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil ammonta a 3 mila e 500 miliardi di vecchie lire", sparò nell'ottobre del 2002 il radicale Daniele Capezzone, "e il nostro è un calcolo al ribasso". Non ci deve essere andato molto lontano, se è vero che oggi Lodovico Sgritta, amministratore della Cgil, si limita a non confermare che il fatturato consolidato di corso d'Italia abbia raggiunto il tetto del miliardo di euro.

E ancora: se è vero che quello del sistema Uil, non paragonabile per dimensioni, metteva insieme 116 milioni già nel 2004, esclusi Caf, patronati e quant'altro. Fare i conti in tasca alle organizzazioni sindacali, che hanno ormai raggiunto un organico-monstre dell'ordine dei 20 mila dipendenti, è difficile, anche perchè le loro fonti di guadagno sono le più disparate. Ma ecco quali sono i principali meccanismi di finanziamento. E le cifre in ballo.

IL SOSTITUTO D'INCASSO
La maggiore risorsa economica di Cgil, Cisl e Uil ("I tre porcellini", come ama chiamarli in privato il vice premier Massimo D'Alema) sono le quote pagate ogni anno dagli iscritti: in media l'1 per cento della paga-base; di meno per i pensionati, che danno un contributo intorno ai 30-40 euro all'anno. Un esperto della materia come Giuliano Cazzola, già sindacalista di lungo corso della Cgil ed ex presidente dei sindaci dell'Inps, parla di almeno un miliardo l'anno. Secondo quanto risulta a 'L'espresso', il solo sistema Cgil ha incassato nel 2006 qualcosa come 331 milioni. Una bella cifra, per la quale il sindacato non deve fare neanche la fatica dell'esattore: se ne incaricano altri; gratuitamente s'intende. Nel caso dei lavoratori in attività, a versargli i soldi ci pensano infatti le aziende, che li trattengono dalle buste paga dei dipendenti.

Per i pensionati provvedono invece gli enti di previdenza: solo l'Inps nel 2006 ha girato 110 milioni alla Cgil, 70 alla Cisl e 18 alla Uil. Nel 1995 Marco Pannella tentò di rompere le uova nel paniere al sindacato, promuovendo un referendum che aboliva la trattenuta automatica dalla busta paga (introdotta nel 1970 con lo Statuto dei lavoratori). Gli italiani votarono a favore. Ma il meccanismo è tuttora vivo e vegeto: salvato, in base a un accordo tra le parti, nei contratti collettivi. Le aziende, che pure subiscono dei costi, non sono volute arrivare allo scontro.

E lo stesso ha fatto il governo di Romano Prodi quando, più di recente, Forza Italia ha presentato un emendamento al decreto Bersani che avrebbe messo in crisi le casse sindacali. In pratica, la delega con cui il pensionato autorizza l'ente previdenziale a effettuare la trattenuta sulla pensione, che oggi è di fatto a vita, avrebbe avuto bisogno di un periodico rinnovo. Apriti cielo: capi e capetti di Cgil, Cisl e Uil hanno fatto la faccia feroce. Il governo, a scanso di guai, ha dato parere contrario. E l'emendamento è colato a picco.

LO STRAPOTERE DEI CAF
I Centri di assistenza fiscale rappresentano per i sindacati un formidabile business. Per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati vengono pagati dagli enti previdenziali. Solo l'Inps per il 2006 verserà ai 74 caf convenzionati 120 milioni. A fare la parte del leone saranno le strutture di Cgil, Cisl e Uil, che insieme totalizzeranno circa 90 milioni. Non basta. Per i lavoratori in attività i Caf incasseranno dal Fisco 15,7 euro per ognuna delle 12.261.701 dichiarazioni inviate agli uffici nel 2006. Il ministero sborserà dunque 186 milioni e spicci.

Anche in questo caso, secondo i conti che 'L'espresso' ha potuto esaminare, la fetta più grande della torta andrà a Cgil (38 milioni, 195 e 177 euro), Cisl (30 milioni, 763 mila e 485) e Uil (12 milioni, 78 mila e 793 euro). Un piatto ricco, considerando che i Caf ricevono inoltre, come contribuzione volontaria, una media di 25 euro dalle tasche dei contribuenti aiutati nella compilazione del 730 (per un totale di 175 milioni, secondo Cazzola) e mettono insieme un'altra cinquantina di milioni per il calcolo di Ise e Isee (i redditometri per le famiglie che chiedono prestazioni sociali).

Considerando le cifre in ballo, i sindacati hanno fatto fuoco e fiamme pur di tenersi ben stretto il giocattolo. Nel 2005, sotto l'incalzare della Corte di Giustizia europea, convinta che il monopolio dei Caf rappresentasse una violazione ai trattati comunitari, il governo di Silvio Berlusconi aveva aperto la porta a commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro. Una manovra talmente timida che la Commissione europea ha inviato all'Italia una seconda lettera di messa in mora. Sull'argomento gli uomini di Bruxelles hanno preteso e ottenuto, ancora nel gennaio scorso, un vertice a palazzo Chigi. Concluso, naturalmente, con un niente di fatto.

INTOCCABILI PATRONATI
Se il monopolio dei Caf è sotto assedio, resiste saldo quello dei patronati, le strutture (quelle convenzionate con l'Inps sono 25) che assistono i cittadini nelle pratiche previdenziali (ma anche, per esempio, per la cassa integrazione e i sussidi di disoccupazione): una rete capillare, dall'Africa al Nordamerica passando per l'Australia, che alcuni sospettano abbia un ruolo non indifferente anche nell'indirizzare il voto degli italiani all'estero.

Nel 2000 i radicali hanno lanciato l'ennesimo referendum abrogativo, ma si sono visti chiudere la porta in faccia dalla Consulta. Più di recente Forza Italia ha cercato, con un emendamento al decreto Bersani, di liberalizzare il settore. Se l'armata berlusconiana non fosse stata respinta con perdite, per il sindacato sarebbe stato un colpo mortale. I patronati, infatti, sono fondamentali per il reclutamento di nuovi iscritti tra i pensionati, che quando vanno a ritirare i moduli si vedono sottoporre la delega per le trattenute: "Con i patronati e gli altri servizi nel 2005 la Cgil ha raggranellato 450 mila nuove iscrizioni", sostiene Cazzola.

Non bastasse, i patronati assicurano un gettito che non è proprio da buttare via: in pratica si dividono (in base al lavoro svolto) lo 0,226 del totale dei contributi sociali riscossi dagli enti previdenziali. A lungo questa cifra è stata calcolata solo sui contributi dei pensionati privati, per l'ottimo motivo che a quelli pubblici le scartoffie per l'assegno le ha sempre curate l'amministrazione (e proprio per questo motivo pochi di loro sono iscritti al sindacato).

Poi, però, nel 2000, per gentile concessione del parlamento (con un voto a larghissima maggioranza) nel monte-contributi sono stati fatti confluire anche quelli dei lavoratori statali. E la cifra ha iniziato a lievitare: 314 milioni nel 2004, 341 nel 2005, 349 nel 2006. Solo l'Inps nel 2006 ha speso per i patronati (che ora, per arrotondare, si occupano anche del rinnovo dei permessi per gli immigrati) 248 milioni, 914 mila e 211 euro. Alla fine, secondo quanto risulta a 'L'espresso', l'Inca-Cgil ha incassato 82 milioni e 250 mila euro, l'Inas-Cisl 66 milioni e 150 mila euro e l'Ital-Uil 26 milioni e 600 mila euro.

FORZA LAVORO GRATUITA
È quella distaccata presso il sindacato dalla pubblica amministrazione, che continua graziosamente a pagarle lo stipendio. Compresi, e vai a capire perché, i premi di produttività e i buoni pasto. Oggi i dipendenti statali dati in omaggio al sindacato sono 3.077 e costano al contribuente (Irap e oneri sociali compresi) 116 milioni di euro. Ai quali vanno sommati 9,2 milioni per 420 mila ore di permessi retribuiti. Di regalo in regalo, per i dipendenti che utilizza in aspettativa, ai quali deve invece pagare lo stipendio, il sindacato usufruisce comunque di uno sconto: non paga i contributi sociali, che sono considerati figurativi e quindi a carico dell'intera collettività. Un privilegio che hanno perduto perfino le assemblee elettive (a partire dal parlamento). Ma i sindacati no.

BUSINESS FORMAZIONE
Dall'Europa piove ogni anno sull'Italia circa un miliardo e mezzo di euro per il finanziamento della formazione professionale. In più ci sono i circa 700 milioni dell'ex fondo di rotazione, alimentato dallo 0,30 per cento del monte-contributi che le aziende versano agli enti previdenziali. Un tempo, non meno del 40-50 per cento di queste somme passava attraverso enti di emanazione sindacale, che non incassavano direttamente un euro ma gestivano comunque le assunzioni e la distribuzione degli incarichi. Oggi la concorrenza s'è fatta più dura. Ma i sindacati non mollano l'osso. Dieci dei 14 enti che si distribuiscono ogni anno circa la metà dei finanziamenti nazionali sono partecipati da Cgil, Cisl e Uil.

CASA MIA, CASA MIA
L'assenza di bilanci consolidati non consente di far luce sull'immenso patrimonio immobiliare accumulato negli anni dai tre sindacati confederali, cui lo Stato a un certo punto ha pure regalato i beni delle corporazioni dell'epoca fascista. Fino a pochi anni fa i sindacati non potevano possedere direttamente gli immobili: li intestavano a società controllate. La legge che ha consentito loro il controllo diretto ha garantito anche un passaggio di proprietà al riparo dalle pretese del fisco. Oggi la Cgil dichiara di avere, sparse per tutto il Paese, qualcosa come 3 mila sedi, tutte di proprietà delle strutture territoriali o di categoria.

"Non so stimare il valore di mercato di un patrimonio che non conosco ma", afferma l'amministratore della Cgil, "deve trattarsi di una cifra davvero impressionante". La Cisl dichiara addirittura 5 mila sedi, tra confederazione, federazioni nazionali e diramazioni territoriali (pensionati compresi), quasi tutte di proprietà. La Uil è l'unica che ha concentrato il grosso degli investimenti sul mattone in una società per azioni controllata al 100 per cento. Si chiama Labour Uil e ha in bilancio immobili per 35 milioni e 75 mila euro (a valore storico; quello di mercato è tre volte superiore), ma non, per esempio, la sede romana di via Lucullo, che lo stesso tesoriere nazionale Rocco Carannante stima tra i 70 e gli 80 milioni di euro.

Il fatto certo, alla fine, è che Cgil, Cisl e Uil sono ricchi. Quanto, però, nessuno lo sa davvero. "Ci sono situazioni che talvolta non sono pienamente trasparenti", ha scolpito Epifani lo scorso 27 febbraio. E però si riferiva allo scandalo del calcio.


Se «Sviluppo Italia» è «Sviluppo Parenti»
In Calabria l’agenzia conta 34 assunti tra figli, fratelli e consanguinei. Di destra e di sinistra

«Sviluppo Parenti»: tanto varrebbe chiamarla così, la società Sviluppo Italia. Almeno in Calabria. Tra i dipendenti di quella che doveva essere una specie di nuova Iri «ma più moderna, agile ed efficiente» per rilanciare il Sud attirando investimenti esteri, figurano infatti decine di figli, cognati, sorelle, cugini e parenti vari di politici, sindacalisti, giudici. Assunti senza concorso, per chiamata diretta. E decisi a sostenere bellicosamente d'essere stati assunti per brillanti meriti professionali.
Che la società, al di là della pomposità manageriale della «mission» dichiarata («L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa è impegnata nella ripresa di competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno») sia diventata un carrozzone non è una novità. Lo sostiene il Sole 24 Ore che ne ha chiesto la chiusura perché «sbaraccare sarebbe un segnale di svolta più forte di qualunque riforma annunciata». E lo ha ammesso perfino l’amministratore delegato Domenico Arcuri: «Ho ereditato una farsa, una società con una struttura così elefantiaca che al cospetto la General Motors si intimorisce». Basti ricordare che, in attesa del drastico riordino annunciato, il gruppo è oggi un arcipelago di 181 società dotato di 492 amministratori, in larga parte legatissimi alla politica. Nelle sole «controllate» siedono 168 consiglieri di amministrazione, 93 sindaci e 78 membri degli organismi di vigilanza per un totale di 339 persone. Quanto ai dipendenti, sono 1.719, organizzati in maniera folle: il 63% negli «staff» e solo il 37% nelle «linee», da dove vengono i ricavi. Per non parlare delle gerarchie che, come ha scritto sul quotidiano economico Nicoletta Picchio riprendendo la denuncia dello stesso Arcuri, sono eccentriche: «Un dirigente governa due quadri, tutti e tre comandano 5 impiegati».
C’è poi da stupirsi se, stando ai dati Luiss Lab, Sviluppo Italia ha attratto investimenti stranieri nel triennio 2003-2005 per un totale di 297 milioni di euro contro i 760 veicolati in un solo anno, nel 2005, dalla omologa di Dublino che potremmo chiamare «Sviluppo Irlanda»? Dentro un quadro come questo, che ha spinto i vertici a giurare su una svolta netta con una riduzione del personale degli «staff» dal 63 al 20 per cento, un taglio di 601 dipendenti e una radicale ristrutturazione delle strutture periferiche, la Calabria merita una messa a fuoco. Se la Sicilia ha due sedi a Palermo e Catania, la Puglia una più due «incubatori» e la Campania ancora una più due «incubatori», l’assai meno popolata Calabria ne ha cinque. Quattro sedi a Cosenza, Crotone, Reggio e Vibo Valentia più un «incubatore» a Catanzaro. Come mai? Tutto «merito», dicono affettuosi gli amici e critici gli avversari, di quello che è stato il patriarca calabrese della società: Francesco Samengo. La cui biografia merita qualche riga perché rappresenta plasticamente le contraddizioni della macchina pubblica. Venti anni fa venne infatti passato allo spiedo dagli ispettori mandati dall’allora governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi a capire come diavolo avesse fatto la «Carical» (Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania), a lungo feudo della Democrazia cristiana e pilastro d’una politica spendacciona e clientelare, a inabissarsi in una voragine di mille miliardi di debiti. Saltò fuori di tutto.
Mutui accordati per pagare assegni protestati. Altri accordati accendendo due o tre ipoteche sulla medesima casa. Conti in rosso da incubo tollerati in base a «una buona impressione soggettiva ». Fidi da tre miliardi di lire dati per «finanziamento campagna pesche e pomodori » a un tipo che assicurava (e nessuno controllò se fosse vero) che avrebbe avuto un contributo europeo. Prestiti astronomici concessi «in attesa incasso contributo della Regione Calabria» nonostante fosse stata accertata «l’inesistenza della contabilità interna» del cliente. Una gestione scellerata. Che sfociò in un tormentone processuale evaporato tra rinvii e assoluzioni, rinvii e prescrizioni. E in una causa civile, con richiesta di danni per 80 milioni di euro, contro vari amministratori tra i quali appunto Samengo. Allora ras della banca a Cassano Jonico. Dove una casalinga (Angelina Lione) era arrivata ad avere un mutuo dando in garanzia «costruzioni abusive» e a ottenere finanziamenti vari, secondo Bankitalia, «denunciando un patrimonio netto di 4,3 miliardi esistente solo nella sua mente». Altri, in Paesi seri, sarebbero stati spazzati via. Samengo no. E dopo qualche anno di apnea, grazie all’appoggio dell’Udc («io non ne so niente di niente», giurò Giulio Tremonti) si ritrovò nel 2002 promosso ai vertici nazionali di Sviluppo Italia da quello stesso Stato che da lui avanzava i soldi della Carical. Bene.
Ricostruito il quadro, il giornale La Provincia Cosentina ha sparato nei giorni scorsi a tutta pagina un’inchiesta di Gabriele Carchidi. Con un elenco di 34 «assunzioni clientelari riconducibili ai politici di destra e sinistra, uomini di legge e dirigenti ». Figli, nipoti, cognati, cugini... Ed ecco Nerina Pujia, figlia del potente ex parlamentare della Dc Carmelo. Carlo Caligiuri, figlio dell’ex consigliere regionale diessino Enzo. Cecilia Rhodio, figlia dell’ex presidente regionale democristiano Guido. Paola Santelli, sorella dell’ex sottosegretario alla Giustizia e oggi deputata azzurra Jole. Marco Aloise, candidato sindaco per An a Paola nel 2003. Luigi Camo, figlio dell’ex senatore ulivista Geppino, oggi presidente della Sorical. Giovanna Campanaro, nipote dell’ex deputata democristiana e oggi «loierista» Annamaria Nucci (ora assessore comunale a Cosenza) e dell’ex assessore regionale Giampaolo Chiappetta.
E poi ancora Andrea Costabile, nipote dell’ex assessore regionale e attuale senatore Udc Gino Trematerra. Ed Emilio De Bartolo, assessore comunale diessino di Rende, figlio dell’ex assessore ed ex preside della Facoltà di Economia all’Unical Giuseppe. E Giada Fedele, moglie del casiniano vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Occhiuto. E Sandro Mazzuca, assunto con la moglie Fausta D’Ambrosio per la felicità dello zio acquisito Pino Gentile, consigliere regionale azzurro. E Antonio Mingrone, nipote dell’ex deputato forzista G. Battista Caligiuri. EGiovanna Perfetti, figlia dell’ex consigliere regionale buttiglioniano Pasqualino. E via così. Qualcuno, seccato, s’è precipitato a precisare. Paola Santelli assicura che l’assunzione è precedente all’elezione della sorella Jole in Parlamento. Il senatore mussiano Nuccio Iovene che suo fratello Daniele lavorava da anni «alla Società per l’imprenditoria giovanile» assorbita da Sviluppo Italia. Altri hanno fatto spallucce. Macché scandalo, così fan tutti...

(Gian Antonio Stella, per il Corriere della Sera)




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3 agosto 2007

CONTIUO AD AVER PROBLEMI CON I NOMI

Sto pensando che un rientro su Sigmatel (3,2 $ adesso, al Nasdaq) non sarebbe un'idea malvagia.

Però il suo nuovo Chief Executive Officer si chiama Phil Pompa.

Mah, magari stavolta abbozzo..........




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2 agosto 2007

NON CI POSSO CREDERE

Sulla stronzata della Chiesa colpevole di non combattere l'evasione fiscale, si è scatenato il dibbbattito.

In Italia abbiamo finito pure di scavare!


OFF TOPIC - Sulla transazione Giuffrida, Travaglio non è stato zitto, e la Casa gliene dà atto.

Visto però che c'è una forma di petulanza acuta che affligge uno dei miei lettori, mi trovo costretto a riportare anche un altro assai meravigliato del silenzio che ha circondato la transazione Giuffrida.

E devo poi accingermi a precisare un paio di cose, che in realtà pensavo fossero chiare, riguardo la questione che quel silenzio pone.
Sono consapevole che una persona inguaiata da decenni di teoria e prassi cattocomunista non possa ravvedersi con un solo anno di giuste frequentazioni (sia pur virtuali).

In primo luogo, la questione non riguarda il merito della faccenda.
Ma soprattutto, in una democrazia liberale, pur stentata come la nostra, per stigmatizzare come mafiose o comunque illecite le origini finanziarie di un'impresa, bisogna dimostrarle tali. Bisogna fornire la prova rigorosa e resistente ad ogni ragionevole dubbio che tali esse siano.
In mancanza, si possono scrivere libri, e dire questo e quello; la cosa rimarrà un punto di vista di chi ciò sostiene. Magari uno può trovarlo pure convincente, ma punto di vista rimane.
E non vale lamentarsi del contegno del soggetto destinatario di tante attenzioni.
Non risponde ai magistrati? E' suo sacrosanto diritto!
Usa ogni mezzo per difendersi? E ci mancherebbe pure altro!
E' circondato da furfanti conclamati, o in procinto di esserlo? Vi assicuro che può capitare di prendere un caffè e conversare amabilmente con un assassino, non sapendolo tale ovviamente!

Questo il compagno non lo capisce. Ed è normale, perché egli vive e pensa in una dimensione metareale. Ma un liberale, o un aspirante tale, dovrebbe. Anzi, deve!

Naturalmente il tutto può benissimo formare un giudizio politico sul tale. Ma in tal caso, a meno di non essere ottenebrati da una sorda ideologia, il giudizio va formato cum grano salis.
Domandandosi ad esempio quale sarebbe stata la risposta di chiunque altro alla richiesta di spiegare le origini della propria fortuna (a decenni di distanza peraltro, lasso di tempo trascorso il quale dovrebbero essere disturbati solo stragisti, assassini seriali e genocidi), cosa sarebbe venuto fuori dalle camere private di questo chiunque altro a seguito di migliaia di perquisizioni (cosa inaudita peraltro, e raccapricciante), come si dovrebbe riscrivere la storia d'Italia se cotanto zelo fosse stato applicato agli esponenti italiani della più gigantesca e disumana macchina assassina e spoliatrice che la genìa umana abbia mai prodotto?

In caso contrario, al massimo puoi scrivere su Repubblica! *


*  Ieri Repubblica è riuscita a dare in prima pagina la notizia di settanta morti in Iraq senza mai accennare, nemmeno in una riga, al fatto che queste stragi di civili hanno anche un autore preciso. Niente. Le autobomba a Baghdad sono un fenomeno spontaneo, esplodono da sole in mezzo alla gente.
Titolo di Rep.: “Orrore Iraq, record di civili uccisi”. Non c’è traccia del “who?”, il “chi?” caro alla vecchia regola giornalistica.

In effetti a raccontare che un uomo alla guida di un camion cisterna carico di esplosivo si è avvicinato a un distributore di benzina, ha invitato la coda degli automobilisti a rifornirsi da lui e poi s’è fatto saltare in aria, a scrivere questi fatti per bene, viene fuori ancora una volta che c’è una campagna permanente di massacri contro gli iracheni, e tra loro e gli stragisti l’unico esile, coraggioso schermo è l’esercito americano (e se proprio c’è da scegliere un esercito al mondo per farsi proteggere, quello americano non è l’opzione peggiore). E salta anche fuori che è un controsenso chiederne il ritiro, come pure si fa da più parti.

E invece Repubblica, appena dopo il titolo sull’Orrore Iraq, scrive: “Ma Cheney dice: le cose migliorano”. Capito quel “ma”?
Il fremito della notizia a Repubblica non arriva dall’Orrore Iraq, dai mandanti, dagli esecutori, dal record di vittime civili ingoiate dalle fiamme sui marciapiedi di Baghdad. Il fremito arriva dall’accoppiata autobomba- vicepresidente americano.

Valga per la cronaca: la strage è stata compiuta da al Qaida.
(dal Foglio di oggi)




permalink | inviato da houseofMaedhros il 2/8/2007 alle 14:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


2 agosto 2007

LA VERSIONE DI ANDREA

Ci piace, a parte che era doverosa, la solidarietà fulminea giunta all’Antonio Bassolino messo sotto inchiesta per truffa ai danni dello stato dopo la famosa invasione dei rifiuti.

Ci piace, sopra tutto, la pronta e sperticata fiducia manifestata al governatore da Fassino e da D’Alema.
Ci piacciono le loro parole: “Chiunque lo conosca non può avere alcun dubbio sulla dedizione personale, il rigore amministrativo, il senso delle istituzioni che hanno sempre ispirato la sua azione politica”.
Ci piace ancor di più la frase dopo: “La sua onestà non può essere messa in discussione neanche dagli avversari”.

Ci piace questa idea di non poter mettere nemmeno in discussione l’onestà di Bassolino. Ci piace.
Ci piace pensare che questi post-neo-tardo-ex comunisti siano rimasti onesti, disinteressati, generosi, lontani da qualsiasi interesse personale, da qualsiasi tornaconto ed egoismo.
Come un tempo.

Ma sopra ogni altra cosa, ci piace la conclusione che da quanto sopra detto viene fuori, vale a dire che smerdassero Napoli così, per il puro piacere di smerdarla.




permalink | inviato da houseofMaedhros il 2/8/2007 alle 14:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


1 agosto 2007

LA VERSIONE DI ANDREA

A quelli che “l’onorevole Mele sarebbe stato meno disonorevole se almeno non avesse creduto in Dio”.
A quelli che titolano, papali-papali: “Unipol-Bnl, solo Giovanardi ha fretta”.
A quelli che “chiunque sia il leader del Partito democratico è bene che sia il più forte possibile, perché da questo dipenderà la sua capacità di imporre i cambiamenti necessari”.
All’onorevole Cesa. All’avvocato Taormina che difende i bambini.

A quelli che Bergman e la vita, Bergman e la morte, Bergman e la colpa, Bergman e la saga, Bergman e Mozart, Bergman e Shakespeare, Bergman e Fellini, Bergman senza Dio, a quelli che Bergman “è quantomeno un briciolo di speranza nelle tasche”.
A Citto Maselli, che non si è lasciato sfuggire l’occasione per scrivere: “Bergman e me”.

A quelli che “Venezia. Conto alla rovescia per il Leone gay. Sulle ali i colori simbolo del Gay Pride dipinti a mano dagli artigiani della laguna”.

E a quelli che “l’Iraq ha vinto solo una partita di calcio, dopo tutto, ma i suoi problemi sono ben altri”.

Dio, poter avere un bazooka!




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