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schizzi e scazzi di finanza e dintorni


Diario


30 aprile 2007

ESPERIMENTI

Questo ideato e realizzato dal Washington Post, e descritto in quest'articolo, ha dell'incredibile.
L'articolo è sterminato, ma molto interessante.
E con un retrogusto amaro, in fondo.

(meriti a Gibaryan per averlo segnalato)




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30 aprile 2007

TURCHI

Tra i militari e gli islamici, io sto con questi qui !

Certo, se la scelta dovesse limitarsi ai primi due, allora dieci, cento, mille volte i militari.

Ed ai contrari all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, farei notare che per entrare è la Turchia a dover farsi europea, non l'Europa turca.
Si può peraltro notare da queste manifestazioni (con numeri che confortano il cuore) che un bel pezzo d'Europa è già presente oltre il Bosforo.
 




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28 aprile 2007

QUANDO L'ANTICRISTO VENNE AL MONDO

Ovvero, la genesi della tragedia socialista!

Ed il più avvelenato dei suoi frutti: l'homo homini faber (magari iscritto pure all'apposito albo)!




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27 aprile 2007

TOVARISH MIKHAIL KAMYNIN

Va' a cagare tu, e tutta la "Federazione" !




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25 aprile 2007

VENTICINQUE APRILE

Un grazie dal profondo del cuore agli Americani !

Un sentito cenno di riconoscenza anche agli Inglesi !

Ai compagni l'invito a togliersi finalmente dal caz..., ehm, dallo schermo.




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22 aprile 2007

ELEZIONI: C'E' CHI PUO' E CHI NON PUO'

I cugini transalpini hanno appena finito di votare nella prima tornata per scegliere il sostituto di Jacques lo Squallido.
Mi appassionerò ai risultati tra quindici giorni, quando davvero si risolveranno i giochi.

E con tutto il cuore auguro ai francesi di ritrovarsi Sarkozy a presiederli, invece della bella confezione socialista, che contiene come al solito la convinzione che la vita degli altri sia cosa sua.
Sarkozy non può entusiasmarmi come liberale, ma ha sale in zucca, ed ha capito il grosso pericolo che ha di fronte la società europea (di cui il fanatismo islamico e la sua virulenza rappresentano solo un effetto), e vi si opporrà. Del resto, in campo fiscale le sue proposte vanno tutte nella direzione giusta, e quel che conta è la sostanza.
E' capace che con lui  la Francia ritorni ad essere un Paese occidentale.

Dall'altra parte dell'Atlantico cominciano invece a scaldare i motori.
Qui trovate notizie riguardanti il candidato della Casa, che come sapete è John McCain.

Il nostro ingegnere preferito direbbe che non ha ancora provato niente al livello pratico e concreto dell'administration, ma noi biechi teorici abbiamo gioco facile nel ribattere che anche Giuliani non aveva provato niente prima di essere eletto sindaco di New York.
E comunque, uno che è sopravvissuto a 5 anni di ospitalità vietcong qualcosa di concreto ha dimostrato di saperlo fare.
Ripeto in ogni caso che qua non ci stracceremo di certo le vesti nel caso prevalga Giuliani.
Negli States i "conservative" hanno davvero l'imbarazzo della scelta.

Da noi invece la scelta non c'è; non c'è mai stata! E difficilmente si può immaginare che ci sia in futuro.
Da noi quello che dovrebbe essere il leader del campo liberale e conservatore non solo ha provato in 5 anni di governo di non potere o volere o sapere fare un cazzo, ma oggi dall'opposizione canta "tenimmece accussì, anema e core" alla riunione dei morti viventi (ex comunisti e dossettiani alla ricerca di un nuovo sarcofago da cui eternarsi nel succhiare sangue di vergine italica), ricattato e ricattatore.

Quindi alle prossime elezioni non trattenete il fiato.
Anche quelle non ci condurranno fuori dalla palude immòta!




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20 aprile 2007

ALTRE 32 VITE SACRIFICATE ALLA MAMMONA BUONISTA

La strage avvenuta al Politecnico della Virginia non è stata resa possibile dal fatto che in America ci sia il sacrosanto diritto di possedere un'arma per difendersi. Se anche non ci fosse stata la possibilità per chiunque di acquistare un'arma, il fuori di testa coreano si sarebbe rivolto ai canali che per esempio in Italia permettono ad un esercito di 5.000 criminali (solo in Campania) di avere tutte le armi che vuole, e le due pistole se le sarebbe procurate comunque.

In qualsiasi Paese dove sia reso praticamente impossibile acquistare un'arma per un comune cittadino, il risultato inevitabile sarà che solo i criminali andranno in giro armati. Oltre alle forze di polizia, che però hanno un'efficacia protettiva nell'immediatezza della minaccia pressoché nulla.

No, il sangue di quelle 32 giovani vite massacrate da quel bastardo ricade interamente sui responsabili del campus, che in ossequio al non meno colpevole mantra sinistrorso hanno appunto vietato agli studenti di portare armi all'interno della struttura.
Il risultato? Il pazzo criminale le armi le ha comunque portate, e nessuno di quei poveri ragazzi ha potuto piazzargli una pallottola in testa, ed impedire così una delle peggiori stragi mai perpetrate. No, son rimasti lì, come vitelli in fila al mattatoio, in attesa che la polizia arrivasse a proteggerli.

Attenderanno in eterno!




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19 aprile 2007

FOTO DI UN DIO MINORE

Ci sono due possibilità!

O il direttore di "Oggi" ha perso le chiavi della cassaforte, oppure d'ora in avanti lo Zingarelli alla voce "stronzo" riporterà i suoi estremi anagrafici.




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17 aprile 2007

COSA LORO

Banche, assicurazioni, giornali, autostrade, e adesso anche telecomunicazioni.
E' questo il serissimo messaggio che ha recapitato nell'ultimo anno il più granitico, irresponsabile, impresentabile e puzzolente blocco di potere mai visto all'opera in Italia, e che da maggio scorso la opprime grazie ad un pugno di voti in più alla Camera e una scemenza tecnico-elettorale al Senato.

Alla fine, anche AT&T l'ha capito, e se n'è andata.
E non possiamo neppure consolarci con la speranza che decidano di esportarci un po' di democrazia.
Troppo impegnati, ultimamente.

Ci restano solo le stronzate di Beppe Grillo.
E lo scandalo suscitato dal fatto che Tronchetti Provera controlli Telecom Italia con un investimento di poche centinaia di milioni di euro.
Ma nessuno si domanda quanto ci abbiano investito gli amici, e gli amici degli amici, che pretendono di controllarla.
Se non lo sapete, ve lo dico io: UNA CIPPA DI CAZZO!

Dopo avergliela fatta vedere agli amerikani, e non avendo tra le mani altri tagliagole da invitare a conferenze (la conferenza rappresenta l'evoluzione del dibbbattito), i compagni hanno ora deciso di dedicarsi alla privatizzazione di Alitalia. Sotto la regia di un castrista!

No, non Bertinotti. L'incipriato Fausto è troppo occupato a togliere di mezzo dipinti raffiguranti la Battaglia di Lepanto, onde non urtare la sensibilità di quelli che nominano invano Dio ogni due parole dette, ma soprattutto per protestare contro quella vittoria, che ora gli impedisce di essere frustato dopo aver mangiato porchetta di Ariccia, e di vivere sotto una teocrazia che presenterebbe così tanti punti in comune con l'ateocrazia cui lui aspira.

Sotto cotanta regia, non deve dunque meravigliare che ci sia la possibilità che Alitalia venga privatizzata vendendola alla compagnia aerea....statale.......del KGB, ehm....del Cremlino, volevo dire.
Su quelli nessuno di loro ha nulla da dire.
Tutti ipnotizzati dal richiamo della foresta!

OFF TOPIC - Voglio segnalare questi tre articoli: due di Gianni Pardo, e uno di Martin Venator.




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14 aprile 2007

IL SABATO DEL VILLAGGIO

Lezioni di russo!

Ed un pensiero per Fabrizio Quattrocchi.......




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13 aprile 2007

VONNEGUT, CHI ERA COSTUI ?

E' morto Kurt Vonnegut !

A dire il vero, non so chi cazzo sia!

Ma da Watergate sostengono che l'Umanità si divida in due: da una parte quelli che lo hanno letto ed amato (pare sia un sequitur obbligato), dall'altra parte i "poveretti" che non lo hanno fatto. 

Mi son preoccupato!

E mi son detto: "mò avverto gli altri"!




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13 aprile 2007

FUOCHI FATUI

La prima scena è questa: al ristorante del lido di Macchiatonda, a Capalbio, praticamente in spiaggia, alle 13.30 di domenica scorsa eccoti giungere Sir Henry John Woodcock con la moglie. Indossa giubbotto rosso, cappellino da baseball e lo sguardo autoriflesso di chi si sente al centro dell’inquadratura, eppure è come se a Capalbio (mai visto prima, a Capalbio) qualcosa andasse storto: nessuno infatti lo riconosce, nessuno gli chiede autografi, ha lo sguardo mesto; ma questa potrebbe essere solo una malignità dei testimoni oculari. Tra questi ci sono otto habitué riuniti in tavolata, sinché uno si rivolge discretamente a Woodcock: «Dottore, ascolti, vorrei farle una foto col telefonino, se gliela faccio poi me la ricompra?». Il bello è che la foto poi gliela fa, o meglio, Woodcock se la fa fare. Gli habitué riferiscono che peraltro gli ha fatto tornare il buon umore, l’hanno visto accendersi come un televisore. Malignità.


La seconda scena è quest’altra, anzi no, non è una scena, è una leggenda mediatica: dice che tanti giornalisti non parlano male di Woodcock perché lui ha in mano cose terribili anche su di loro, tipo intercettazioni, cose sessuali, ecco perché i quotidiani lo lasciano stare, ecco perché non dedicano ampi servizi alla sua moto e al cane e alla bistecca di vitella tagliata grossa, come piace a lui. E dire che ai grandi quotidiani basterebbe chiedere, lasciare un messaggio al macellaio di via Pretoria, Vincenzo, ex ultrà del Potenza, amicone del magistrato. Al cronista e al fotografo di Vanity Fair, testata dal nome azzeccatissimo, in fondo è bastato chiedere talché la settimana scorsa il riservato Woodcock ha spalancato loro le porte: immagini posatissime, lo sguardo dritto nell’obiettivo, sulla scrivania le opere complete di George Orwell. Proprio lui, proprio quello.

Non è vero che Woodcock non parli: basta non riportare i virgolettati. È gentile.
Senza mandare un fotografo, tuttavia, ci sono già in giro un sacco di foto: sulla copertina del penultimo Dipiù compaiono per esempio Woodcock e signora (discreto magistrato anche lei) e nelle pagine interne eccoti Woodcock in barca, in jeans, in cravatta, in toga, con la mamma, con il cane, col padre, senza padre, sulla slitta. Tutte foto private, chissà chi le avrà date a Dipiù affinché titolasse «Woodcock, la carriera e l’inchiesta dell’uomo che sta affascinando l’Italia». Lui no. Anche le foto di Panorama, dove lo si vede poppante, e a sei anni, e a quattordici, poi in Croazia, poi ancora col cane, non le ha mica date lui. Le hanno fornite alcune agenzie di stampa. E chi le ha date alle agenzie? Lui no. Forse il macellaio.

Ma non c’è da preoccuparsi, si dirà: sono solo iconografie, corredi ad articoli dove spiegare che «Woodcock è diventato una celebrità, proprio come Antonio Di Pietro, anzi diciamo la verità, è più celebrità di Di Pietro, lui ha il fascino della stella della Tv, nel mondo dello spettacolo si parlerebbe di lui come un sex symbol». Va bene. Ma la sua inchiesta? «Anche Woodcock, però, è umano. Sicuramente va a fare la spesa dal macellaio e dal droghiere, non rinuncia mai ai formaggini». Sì. Ma l'inchiesta? «Mangia arance e banane, Vito Lorusso gli prepara sempre un antipasto con ricotta, salame, mozzarella e caciocavallo».

Secondo Dipiù, tra parentesi, Woodcock mangia strascinati coi peperoni, mentre secondo Panorama, invece, pasta con fagioli e cozze, mentre secondo Vanity Fair, ancora, gli strascinati li mangia la sera perché a mezzogiorno agogna pasta e ceci: non ci sono più i cronisti giudiziari di una volta. A proposito, l'inchiesta? Finalmente, su Dipiù, compare il primo e il solo virgolettato di Woodcock: «Noi che viviamo in tribunale siamo uomini fortunati, perché, senza pagare il biglietto, abbiamo un posto in prima fila nel teatro della vita».
Noi fortunati, biglietto, prima fila, certo.

The show must go on, Vanity Fair o Repubblica fa lo stesso, condannati o assolti pure. La gente acclama Woodcock, il magistrato dell'era televisiva, anzi, «il primo magistrato anticonformista, menefreghista, antiperbenista arrivato nell'Italia post Mani pulite», precisa Panorama. A Studio Aperto, su Italiauno, Woodcock ieri l’altro si è prestato a un giochino di finte intercettazioni dove ha confessato che da giovane voleva fare lo stilista. Beh, ce l’ha fatta, è inopinatamente uno stilista del diritto come moltissimi gli riconoscono, tribunali giudicanti compresi.

Le sue inchieste più note sono state una collezione di incompetenze territoriali e nomi altisonanti assolti, ministri prosciolti, richieste d’arresto ingiustificate, e poi archiviazioni, bocciature per il 70 per cento dei suoi ricorsi, più gli ormai celebri 6 milioni e 400mila euro spesi per tre anni di intercettazioni. Persino l’attuale sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, uno della Margherita, fu indagato da Woodcock nel 2004 e in linea teorica sta ancora aspettando l'interrogatorio. L'unica richiesta formale, sinora, l'ha fatta lui: ha chiesto indietro tutti i vigili urbani che da due anni e mezzo sono distaccati a sbobinare intercettazioni, fortunati anche loro, tutto il giorno e in prima fila nel teatro della vita senza pagare il biglietto: quello lo paghiamo noi.

The show must go on. I succitati periodici informano che la sera, quando c’è Montalbano in Tv, Woodcock esce anzitempo dall’ufficio e corre a casa. Anche Distretto di Polizia lo appassiona moltissimo. Altre vite, altri teatri. Se a Potenza sfileranno i vip, il mattino dopo, le ragazzine marineranno la scuola e s'attaccheranno all'inferriata del tribunale: altri teatri. Sul comodino di Woodcock, informano pure, sono appoggiati libri di Salinger, Pasolini ed Erri De Luca. Ma a distinguere tra teatro mediatico e teatro della vita, tra finzione e realtà, laddove la gente soffre veramente soprattutto quando tritata prima di essere sovente assolta, ecco, non starebbe male anche un bel tomo di Leonardo Sciascia.

Scriveva, nel 1986: «Il potere di giudicare dovrebbe avere radice nella repugnanza a giudicare, nell’accedere al giudicare come a una dolorosa necessità, nell’assumere il giudicare come un continuo sacrificarsi all’inquietudine, al dubbio. Non da questo intendimento i più sono chiamati a scegliere la professione di giudicare. Una parte della magistratura non riesce a introvertire il potere che le è assegnato, ad assumerlo come un dramma, a dibatterlo ciascuno nella propria coscienza, ma tende piuttosto a esteriorizzarlo. Quando i giudici godono il proprio potere invece di soffrirlo, la società che a quel potere li ha delegati, inevitabilmente è costretta a giudicarli». E noi davanti a Sciascia ci leviamo anche il cappello, il problema è che Woodcock ne indossa uno da baseball.

Filippo Facci, in stato di grazia, per il Giornale




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13 aprile 2007

DUE PAROLE SULLA QUESTIONE CINESE A MILANO

Chiunque abbia escogitato il divieto per un'auto privata di trasportare uno scatolone di merce, prevedendo come sanzione oltre alla multa addirittura il ritiro del libretto di circolazione per due mesi, meriterebbe di essere manganellato fino ad essere ridotto in poltiglia spalmata sull'asfalto!

Detto questo, stiamo ancora in attesa che il ministro "ad minchiam" muova le chiappe, e dia lo sfratto a quei due simpaticoni musulmani che non corrono alcun rischio di beccarsi sanzioni correlate allo svolgimento di un lavoro, in quanto non lavorano.
Il tempo lo passano ad incitare allo sterminio di chiunque non sia afflitto dalle turbe mentali che echeggiano nella vacuità del loro cranio.




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12 aprile 2007

LA PARANZA E' UNA DANZA CHE SI BALLA NELLA LATITANZA

....con prudenza
....eleganza
....e con un lento movimento de panza.




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10 aprile 2007

LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO

Nondefense_cap_goods

Cartooneconomist

Euro_v_dollar

Chinanasdaq




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9 aprile 2007

LUNEDI' DI PASQUA

Cristo è risorto!

Mi è nato un altro nipote!

Adjmal è stato assassinato!

Gino Strada si era giusto giusto appellato all'umanità degli amici suoi, facendo ridere perfino i sassi.
Si è però poi prontamente scagliato contro quella "cricca di assassini".
Solo che si riferiva ai servizi segreti afghani.

L'esponente tipo della sinistra incipriata ha pensato bene di sfregiarne il cadavere ancora caldo, definendo "esecuzione" il suo assassinio.
Un po' come quando il Corrierino parla di "giustiziati" riferendosi ai morti fatti da Al Qaeda in Iraq, o come quando Al Jazeera definisce "martiri" gli autori dell'attentato del 2001 alle Torri Gemelle.
Si è poi lanciato senza remore oltre il ridicolo, indicando nella moratoria della pena di morte nel mondo la soluzione che avrebbe evitato una cosa del genere.
Costui è ormai diventato un fenomeno paranormale!

Prodi ha immediatamente stigmatizzato come esecrabile la cosa.
Ma si riferiva alle azioni di chi gli faceva notare, piuttosto timidamente in verità, il modo schifoso in cui si è comportato il suo "governo" durante tutta questa squallida e terribile vicenda.

Un nessuno di colore verde ha tuonato "sciacalli disumani"!
Ma si riferiva anche lui a coloro cui si riferiva Prodi.
In realtà, stava guardandosi allo specchio.

Tutti dobbiamo morire!
Questo è chiaro.

Ma quando verrà finalmente il turno di questa gente, sarà sempre troppo tardi!




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6 aprile 2007

BUONA PASQUA A TUTTI

L'immagine è presa da The Brugnols; i riferimenti li trovate lì.




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6 aprile 2007

DILEMMA

Dopo lo sfanculamento del commissario governativo, e tenuto conto della scomposta reazione di quest'ultimo, ci si chiede: un "avviso" a Tronchetti Provera è da considerarsi certo come la morte, o certo come le tasse?




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6 aprile 2007

LA VERSIONE DI ANDREA

Dice: cosa c’entra adesso Stefano Ricucci con Gino Strada?
Cos’hanno a che vedere i furbetti del quartierino con una vicenda che ha tenuto l’Italia col fiato sospeso?

Ragioniamo pacatamente un momento.
Quando il dottor Strada strepita che, o gli rilasciano il mediatore, o lui lascia l’Afghanistan.
Quando ripete che il suo mediatore “ha mediato per conto di Prodi”. Che poi vuol dire di Prodi e di D’Alema.
Quando sottolinea che “Karzai aveva siglato un patto con il presidente Romano Prodi”. Che poi vuol dire anche con il ministro D’Alema.
Quando accusa Karzai di aver tradito il patto e fatto arrestare il suo Rahmatullah, “il quale aveva concordato tutto, passo dopo passo, con il governo italiano”.

Quando il dottor Strada accusa Prodi e D’Alema di volere la botte piena e la moglie ubriaca, vale a dire di avere, prima, sollecitato Rahmatullah a far quel che volevano, salvo poi fottersene quando Karzai l’ha arrestato, ecco qui che si torna a Ricucci.

Perché se Strada denuncia tutto questo, e limitatamente a questo davvero non gli si può dar torto, non pare anche a voi che i due furbetti del governino insistano a fare i froci col culo degli altri?




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5 aprile 2007

LA PREVALENZA DEL VERDE

I mercati azionari nel primo trimestre di quest'anno, in valuta locale.
Da Gibaryan.....




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