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schizzi e scazzi di finanza e dintorni


Diario


29 settembre 2006


La Casa decreta 3 giorni di festa

A Lemberg, in Galizia, l'attuale città ucraina di Lviv, nasceva in questo giorno di 125 anni fa il più grande filosofo e teorico dell'economia che sia mai esistito: Ludwig von Mises!





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28 settembre 2006


Sul caso Welby

La vita appartiene a colui cui fu donata, a colui che la vive.
E può viverla come vuole, e può legittimamente rinunciarvi.
Sua è la scelta, e di nessun altro.

E' un Paese che ha smarrito ogni senso etico quello che permette l'assassìnio degli innocenti che bramano con ogni probabilità vivere, prima ancora di fargli assaporare una sola boccata d'aria, e che impedisce allo stesso tempo ad un uomo sfortunato e consapevole di farla finita.

Ma onde frenare alcuni pruriti politici, che già si vanno sbizzarrendo, una cosa va necessariamente chiarita.
La decisione va presa "qui ed ora"!
Visto il bene di cui si dispone, quello supremo, da cui dipende il godimento di ogni altro bene, pervaso da un'aura di sacralità che non abbisogna di fedi religiose per essere riconosciuta, una decisione dispositiva presa anni prima in condizioni necessariamente diverse non può avere una validità che sia legittima.

La decisione appartiene al soggetto consapevole. Se non lo è, non può prenderla!
E non vale quella eventualmente presa in anni e perfino mesi precedenti, non può valere, perché difetta proprio della consapevolezza, ipotizzabile nel caso di specie solo nel momento in cui si vive la condizione di malato, le circostanze che concretizzano il disagio vitale che si sente insopportabile.

E se non può prenderla lui, figuriamoci gli altri.





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28 settembre 2006


E' indetto un concorso

I partecipanti dovranno diagnosticare l'esatta patologia da cui è afflitto l'onorevole Nan di Forza Italia (la casa delle libertà, nevvero?).

Al vincitore andrà l'intera serie in dvd dei film di Anita Blond.

Si declina ogni responsabilità per eventuali fantasie sessuali indirettamente suscitate.




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27 settembre 2006


Cosa succede ad avere paccottiglia ambientalista ed incrostazioni comuniste residuali al governo?

Succede che gli sciacalli sentono l'odore del sangue!




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27 settembre 2006


Il mercato dei balocchi, ovvero mai sottovalutare la potenza di Playstation !

Oggi, alle ore 16 italiane, è stato diffuso in America il dato sulle vendite di nuove case ad agosto.
Ci si aspettava 1,45 mln di case nuove vendute, è venuto fuori che ne erano state vendute 1,5 mln.
Sulla notizia il DAX, l'indice dei titoli più rappresentativi della Borsa tedesca, ha fatto un balzo in avanti di 24 punti; in 3 secondi netti, quest'indice ha aumentato la capitalizzazione di mezzo punto percentuale.
Su quel dato! Per 50.000 case nuove in più vendute negli States!

Il fatto che il dato relativo al mese precedente, luglio, fosse stato rivisto contestualmente al ribasso di 63.000 unità è passato inosservato evidentemente.
Così come il fatto che il dato di agosto rappresentasse un calo del 17,4% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Nessuno l'ha notato.
Non è sorprendente; i computer che fanno partire i "program buy" sono notoriamente osservatori distratti.

E' saltato fuori ovviamente l'esperto, il solito, quello dell'altra volta, Ridolini insomma.
E ci ha precisato meglio quello che già allora ci aveva spiegato.
Lo riassumo di seguito:
se il petrolio sale va bene per le azioni;
se il petrolio scende va bene per le azioni;
se l'oro sale va bene per le azioni;
se l'oro scende va bene per le azioni;
se i dati economici sono buoni va bene per le azioni;
se i dati economici non sono buoni va bene per le azioni;
se le vendite di case salgono va bene per le azioni;
se le vendite di case scendono va bene per le azioni (se crollano proprio allora va benissimo);
se Bush sale di gradimento nei sondaggi va bene per le azioni;
se Bush scende di gradimento nei sondaggi va bene per le azioni;
se scoppia una guerra in Libano va bene per le azioni, ma va bene per le azioni pure se non scoppia;
se c'è un attentato di Al-Qaeda va bene per le azioni, ma se non c'è va bene ugualmente per le azioni (se viene sventato all'ultimo istante è un bonus che è capace perfino di far fare nuovi massimi alle azioni;
se gli psicopatici di Teheran non dialogano va bene per le azioni, ma se dialogano va bene lo stesso per le azioni.
Potrei continuare, ma penso che il Ridolini-pensiero (sperando che il pensiero non mi quereli per diffamazione) sia stato chiarito.

Io che esperto non sono m'ero invece convinto che tutto ciò dipendesse dal "denaro magico".
E che comunque prima o poi la metamorfosi colpirà pure Ridolini.
Del resto, quel berretto calato sulle orecchie è sospetto! 




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27 settembre 2006


La versione di Andrea

Non ci sarebbe alcun bisogno di confessarlo, ma lo ripetiamo per l’ennesima volta: non capiamo assolutamente nulla, oltre a tutto il resto, di giornalismo economico.
Dev’essere stato quindi per farci del male che negli ultimi giorni ci siamo incaponiti a seguire con maniacalità particolare le fatiche di quel principe del giornalismo economico che risponde al nome di Giuseppe Turani.
Il quale il primo giorno ha scritto: ah, come sarebbero integrabili Tim e Mediaset, così integrabili che sarebbe bellissimo se Berlusconi le mettesse insieme.
La volta dopo ha scritto: ah, sono proprio convinto che Berlusconi farebbe bene a comprarsi Tim, e non solo ne sono convinto, penso anche che sia una delle poche soluzioni ragionevoli e possibili.
La terza volta ha scritto: bah, si parla tanto di Tim e Mediaset, io penso però che per un’operazione del genere Berlusconi sia ormai troppo vecchio.

Ora. Essendo noi convinti al cento per cento dell’assoluta autonomia e della proverbiale indipendenza di Peppino Turani, ci siamo domandati: ma che cazzo vuole Carlo De Benedetti?




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27 settembre 2006


German Dhimmitude

Segnalazioni di calamento di braghe da parte del Teatro dell'Opera e delle forze di sicurezza berlinesi.

Notare che le "teste" riguardavano tutta una serie di personaggi altamente simbolici, non solo il sedicente interlocutore dell'Arcangelo Gabriele.
Ma le minacce alla sicurezza riguardano solo i suoi fanatici.

E prontamente la classe dirigente europea ha ribadito il messaggio: usate violenza, se volete ottenere qualcosa.
O almeno, delinquete in qualche modo.

A fine mese poi passano da noi, che regoliamo la fattura.




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26 settembre 2006


Cronache patavine

Un paio di giorni fa alcune centinaia di glob-ass, di professione nullafacenti (e non per mancanza di lavoro), hanno dato luogo all'ennesima prova di violenza organizzata per le strade di città che si presumevano sotto sovranità territoriale italiana.
Stavolta il pretesto era il muro eretto dalla giunta comunale di Padova per contrastare lo spaccio nella zona degli Anelli. Supporter politici gli stessi di sempre: paccottiglia ambiental-comunista.

A fare le spese degli zombies è stato il presidente del comitato dei residenti del quartiere interessato dal muro, malmenato di brutto da un commando di questi eversori organizzati, accompagnati dalle grida di incoraggiamento del resto della marmaglia.

Le forze di polizia presenti, sempre quelle pagate da noi, si son limitate ad assistere, recuperando poi i resti del malcapitato. Sembra che non sia cosa che li riguardi, allo stesso modo degli spacciatori e papponi e rapinatori che si sono impadroniti del quartiere della città di Sant'Antonio.

Il sindaco, informato, corre voce che si sia affrettato a calarsi le braghe di fronte alle richieste di quella milizia armata (non ancora con armi da fuoco, almeno non manifestamente).

La procura della repubblica, non essendoci leghisti da incriminare, risulta non pervenuta.

I mezzi di comunicazione televisivi, trattandosi di fuoco amico, hanno preferito abbozzare.

Sembra infine certo, a seguito della brillante operazione eversiva ideata e condotta, che a Casarini, quello specchio di ogni virtù, sarà garantito il posto di capolista alle prossime elezioni europee. Non è ancora chiaro in quale partito, essendocene tre che se lo contendono: quello verde, quello rosso e quello rossissimo (con sfumature narghilé).




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25 settembre 2006


Ancora sulla pace democratica

Stamattina ho deciso di trovare il tempo per tornare su un mio articolo, scritto un po' di tempo fa per spezzare una lancia in favore della teoria affermante che due Paesi democratici non si fanno la guerra.
Allora ho precisato quali erano i requisiti minimi per poter considerare un Paese come democratico, mettendo in chiaro che essi sono molto più stringenti del semplice recarsi alle urne dei cittadini che lo compongono.

Devo ora dar conto dell'obiezione principe lanciata contro la tesi che ho sposato, e cioè quella derivante da un libro scritto da Joanne Gowa: "Ballots and Bullets; the elusive Democratic Peace".
In realtà, ritenevo che già il mio primo pezzo portasse in sé le motivazioni per cui tale critica è da considerarsi priva di qualsiasi fondamento, ma visto che i critici continuano a citare le tesi della Gowa come un mantra, mi sembra adesso opportuno dichiarare espressamente la cosa: quel lavoro della Gowa e le tesi che da esso l'autrice ritiene di ricavare sono assolutamente inadatte ad inficiare la teoria che chiameremo della "pace democratica" per comodità.
Mi spingo oltre, e definisco quelle tesi come pretestuose.

Non uno dei casi portati ad esempio in quel lavoro soddisfa i requisiti posseduti i quali entrambi i Paesi considerati nelle singole dìadi potevano dirsi democratici, secondo l'unica accezione che abbia oggi un senso (a parte la dìade di cui alla cosiddetta "guerra del pesce", ma in questo caso erano i requisiti necessari per determinare uno stato di guerra a mancare). Ripeto, non uno!

Poteva bastare peraltro la brillante confutazione che già mesi fa ne ha fatto R.J.Rummel, ma come detto i critici della nostra teoria continuano a ripetere quelle obiezioni, e probabilmente continueranno a farlo.
Mi auguro ovviamente che trovino invece l'onestà di abbandonare critiche così palesemente infondate, o di portarne di nuove.

Il ciarpame statistico utilizzato poi dall'autrice per concludere che il periodo successivo alla seconda guerra mondiale, in cui anche i suoi requisiti affatto lassisti non hanno riscontrato conflitti tra democrazie, può essere null'altro che un'eccezione, dovuta al fatto che nel periodo le democrazie avevano interessi comuni (quello di difendersi dal blocco sovietico), lascia il tempo che trova: nessuna guerra è nessuna guerra!
E comunque è criticabile anche logicamente: le democrazie avevano QUELL'interesse comune, ma parecchi altri dei molteplici interessi di un Paese confliggevano (si pensi solo alla crisi di Suez del 1956). In realtà, quello che distingue due democrazie quando si trovano a confliggere in interessi contrastanti è l'escludere a priori che la risoluzione possa passare per azioni belliche.
Questo per il motivo fondamentale che al contrario delle dittature i governanti democratici sono a) sottoposti al giudizio dei cittadini e b) quel giudizio può manifestarsi effettivamente grazie alle libertà fondamentali di cui quei cittadini godono.
In tali condizioni, ogni governante sa che mai i cittadini che governa approverebbero una guerra, a meno che non si tratti di rispondere ad un'aggressione armata, e che essi hanno gli strumenti e le libertà (e quella di votare è solo una) per fargliela pagare.
Pertanto due Paesi democratici si troveranno sempre costretti a trovare altre soluzioni, che possono passare anche per altri tipi di rappresaglie, anche molto dure, sapendo però bene che una guerra non è tra le opzioni praticabili.

Mai come dopo la seconda guerra mondiale questo è apparso chiaro.
In primo luogo, l'oscena mattanza di quel conflitto ha reso chiaro il prezzo che una guerra richiede (per corrispettivi incerti peraltro) , e nessun cittadino consapevole è pronto a pagarlo.
Ma soprattutto, si è andato completando ed estendendo il numero di Paesi in cui il complesso delle libertà civiche è assicurato EFFETTIVAMENTE (sempre in maniera imperfetta è chiaro, ma ciò non è certo un'obiezione che significhi qualcosa; la perfezione non appartiene al Creato ed alle Cose che lo formano, e neanche al Creatore, a mio sommesso parere).

L'odierna prolusione mi permette di porre in luce in conclusione quello che nelle mie intenzioni dovrebbe essere un attacco durissimo a quei libertari che corrono dietro alle sirene del pensiero politico rothbardiano e dei suoi seguaci (Hoppe, mi viene in mente), quelli succubi di una vera e propria pulsione all'irrilevanza: ad aver fallito non è la democrazia, ma la politica, e non c'è nessun legame logico tra i due ambiti.
Non è la struttura della democrazia liberale a dover essere messa sott'accusa ed abbandonata, in favore per giunta di un'utopia, con conseguente maledizione nazista e marxista incombente.
E' la classe dirigente politica che deve essere l'oggetto delle loro critiche, che colgono tutte nel segno, ma sbagliano destinatario.

La struttura democratica liberale è la cornice indispensabile per qualsiasi società che intenda progredire nella libertà degli individui che la compongono, e qualsiasi attacco che gli venga portato apre la strada per il Saint Just o Stalin di turno.
L'attacco, durissimo, spietato, va invece rivolto alla politica.
Va impedito ai politici di occupare strutture statali (soprattutto diminuendo tali strutture a quelle indispensabili), snaturandole ed usandole per i loro fini clientelari; per tagliare corto, va vietato alla politica il potere di definizione dei diritti.
Il discorso sul come sarebbe lunghissimo, e oltremodo arduo per giunta; e pertanto, non è possibile farlo adesso, qui.
Ma la via maestra per me passa dall'intervento sulle Costituzioni.




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22 settembre 2006


Perché non sono meravigliato?

Il New York Times, il giornale dove scrivono quelle fighette che bisogna assolutamente leggere se non si vuole capire un accidente dell'America (e dintorni), quello che fa grattare a sangue nelle parti basse ogni candidato che decida di appoggiare, ha appena dimezzato le stime di utile per il prossimo trimestre.

Paolo Cento, dal canto suo, si avvicina a grandi passi al record mondiale di stronzate consecutive emesse in comunicati ufficiali: l'ultima sulla requisizione delle proprietà immobiliari in caso di "speculazioni" è la centododicesima (una al giorno da quando questo governo è in carica).

I manager della Benetton, in un rigurgito di miserevolezza, non solo rendono esercitabili delle opzioni che si erano concesse (e che invece dovevano essere annullate perché i parametri operativi non erano stati raggiunti), ma se le vendono pure quasi tutte, ed avvertono il mercato solo dopo averlo fatto.
La Casa ne prende atto, e cancella definitivamente quella società da quelle considerabili per investimenti di capitale.
E li invita pure a vergognarsi.




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22 settembre 2006


La politica ha ragioni che la ragione non può capire

Il grandissimo avvocato ha liquidato come "scemenza" l'ipotesi di chiedere i danni al governo.

Dal punto di vista legale non sembra avere tutti i torti: considerate la risposta del premier alle domande in tema di sicurezza del Papa e le ultime formidabili posizioni (ed incontri) in tema di politica estera, il governo potrebbe tranquillamente opporre l'incapacità di intendere e di volere.




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21 settembre 2006


In tema di offese all'Islam

Chissà se il Gran Muftì turco chiederà le scuse pure a loro.

Qui diamo conto invece di quella che è una vera e propria gloria dell'Islam.




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21 settembre 2006


Conflitti di interesse

Goldman Sachs ha confermato il rating "sell" su Telecom Italia.




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21 settembre 2006


Gente seria gli Australiani

Notizie che i giornalai nostrani non trattano.

Nell'emisfero boreale invece continua inestinguibile il falò delle vanità.

Clinton sembra di nuovo in crisi di astinenza.
No, non dal potere, ma da certi piacevoli intermezzi che quello garantiva.




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20 settembre 2006


Riprova, sarai più fortunata

E' tornata la Procura di Milano.
Ma non sembra ancora aver centrato i termini della questione.
Si spera che una buona sciacquata di faccia possa aiutare.

Intanto Murdoch interrompe ogni trattativa, in attesa di capire se Telecom Italia appartenga nei processi decisionali ai propri manager ed azionisti oppure al nuovo Politburo economico che questo governo ha messo in piedi.
Il nuovo presidente della Telecom è un grandissimo avvocato, e sono sicuro che sta valutando se esistono gli estremi per chiedere i danni a Romano Prodi e compagnia inciuciante.




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19 settembre 2006


Sembra ormai accertato che i Gheddafi stiano sperimentando nuovi tipi di droghe

Dopo le farneticazioni del padre riguardo la Coca Cola, il figlio ha invitato il Papa a studiare l'Islam, dicendosi sicuro che alla fine non potrà che convertirsi e diventare musulmano.




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19 settembre 2006


Miscellanea

La Cina respinge sdegnata le accuse di reprimere le libertà religiose (giusto per limitarci ad un solo tipo delle libertà represse nel Paese in cui Emma Bonino ha ravvisato "interessanti sviluppi" sul tema).
I mandarini hanno protestato che ognuno è libero di seguire la sua fede religiosa, sia pur nel chiuso di una cella o di una stanza di tortura, ed hanno intimato di smetterla con queste intromissioni negli affari interni della Cina, che li impacciano nel massacro dei propri sudditi.
Prodi si è mostrato favorevole a facilitargli il compito, auspicando la rimozione dell'embargo alla vendita di armi.

Magdi Allam racchiude in un solo articolo la via islamica al dialogo, sintetizzabile in "o mi dai ragione, non importa quanto stupide le nefandezze che sostengo, o ti taglio la testa".
I neanderthaliani adoratori del cammelliere arabo si sono sbizzarriti, serrando le fila dagli assassini di Al Qaeda agli estremisti dei Fratelli Musulmani e di Hamas ai governanti del Marocco, della Malesia, dell'Egitto, del Pakistan, dell'Iran, ed ogni altro Paese in cui questo cancro sia presente.
Non uno solo fiato s'è levato in difesa della libertà di parola del rappresentante universale dei Cattolici da parte dei governanti e della classe politica più in vista italiana (ed europea). Non uno! (a parte un belato di Casini)
L'Europa è perduta! Ci hanno venduto!
A Bergamo processavano Oriana Fallaci per aver osato dire la verità, su richiesta di uno che scaraventa crocifissi dalla finestra, non prima di aver definito la Croce "la rappresentazione di un cadaverino, messo lì apposta per spaventare i bambini musulmani", senza che nessuno si sia degnato di importunarlo per questo.
In Europa hanno ridotto al silenzio e costretto a nascondersi, temendo per la vita, autori e giornalisti di alcune vignette su colui che a settan'anni di età impalmò una bambina di nove, mentre a Londra ed altrove le solite calche di barbe urlanti manifestavano minacciando ed istigando al genocidio occidentale, senza che le polizie pagate con i soldi nostri muovessero un dito per far rispettare le nostre leggi così chiaramente infrante, salvo poi presentarsi a rompere le palle al cittadino che si permette di definire idiota un idiota.
In Olanda un pezzo di merda nutrito e cresciuto da noi ammazza Theo van Gogh per aver osato filmare quanto fanno schifo certe persone, e poi lo sventra dopo morto per ficcargli nelle viscere il foglio dove è scritta la sua condanna a morte, e la Regina di quel Paese in risposta omaggia di una visita una moschea, non la bara del morto ammazzato.
Chirac ha appena dichiarato che l'Islam merita rispetto, nonostante l'Islam di rispetto non ne abbia per nessuno. In nessuno Stato dove esso sia predominante, a parte l'Albania, le altre confessioni religiose possono venerare la loro fede su un piano di parità; nel regno saudita, il possedere una Bibbia o esporre una catenina con crocefisso può costarti la pelle.
Il pretendere la reciprocità è l'unica cosa che distingue un gentiluomo da un fesso!
Chirac chiaramente non è un gentiluomo!
Potrei continuare fino ad anchilosarmi le dita con esempi come questi, ma tanto può bastare per concludere che siamo perduti.
Coloro che ci governano ci hanno venduti, ed i loro lacché dei grandi mezzi di comunicazione gli hanno facilitato il compito, mentre gli orfani di Mao e Stalin esultano (come quelli che armati di spranghe hanno impedito venerdì scorso a Harry Wu, 20 anni passati in un gulag cinese, di presentare il suo libro in una libreria del quartiere San Lorenzo).

Intanto, pare che la Procura di Roma (quella milanese è ancora per funghi) abbia deciso di aprire un'inchiesta sulla questione Telecom, allo stato senza ipotesi di reato, né indagati. Insomma, hanno preso una cartellina, e ci hanno scritto sopra "TELECOM ITALIA".
In attesa degli sviluppi, m'è venuto il leggerissimo sospetto che sarà Tronchetti Provera ad essere indagato. Sarei pronto a scommettere.

Sul caso sembra che Gentiloni si degnerà di riferire al Parlamento.
Un momento......Gentiloni?
E che cazzo c'entra Gentiloni?




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18 settembre 2006


E questo sarebbe territorio italiano ?

Cronache dalla Repubblica Camorristica di Napoli.

Cinquant'anni di "il problema è complesso", et voilà: intere città, ed ampi tratti di 4 regioni italiane sottratte alla sovranità statuale.
Ma loro mica si vergognano, no, no, per carità.
Il problema è complesso: si chiama "politica" !

L'ipocrita di turno tornerà tra non molto a prendere in giro le migliaia di persone tenute letteralmente in ostaggio nel ventre di quella che era una volta la capitale di un Regno.
E li esorterà a ribellarsi.

"Maledetto bastardo" -- vien voglia di urlare -- "e come possono farlo?"
Neanche armarsi possono, grazie al politicamente corretto divieto di portare armi, per cui gli unici a possedere armi sono i criminali, oltre alle forze dell'ordine.
Che in tali territori però difettano ormai di giurisdizione.




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18 settembre 2006


Chi li ha visti ?

Cercasi disperatamente magistrati in servizio a Milano, per mettere a tacere le basse insinuazioni di chi sostiene che, se si fosse trovato al posto di Prodi, il signor B. starebbe adesso annegando negli avvisi di garanzia.

Tutti impegnati a far da megafono al pensiero UCOII di fronte al microfono di Sabelli Fioretti?

La SEC invece sembra avere più tempo da dedicare ai propri doveri istituzionali.




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18 settembre 2006


Nessun imam è stato stritolato sotto le ruote di un treno

Però come inizio di settimana non possiamo lamentarci lo stesso.
Davvero!

Sembra pure quasi certo che Guido Rossi condurrà il prossimo festival di San Remo.




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