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schizzi e scazzi di finanza e dintorni


Diario


31 dicembre 2006


Dicembre 2006

Libero Arbitrio
(data di lancio 1° gennaio 2004; in euro)

2006 (6 mesi) 13,71%    S&P500 1,75% 
2005 28,12%                  S&P500 3%
2004 1,87%                    S&P500 8,99%

LIQUIDATO


Reserve and Income
(data di lancio 1° gennaio 2005; in euro)

sul trimestre 2,3%
2006  5,28%
2005 10,61%

LIQUIDATO


Pharma
(data di lancio 1° gennaio 2005; in dollari)

sul mese 0,64%
2006  19,94%   S&P500 13,62%
2005 11,18%   S&P500 3%


Real Thing
(data di lancio 1° gennaio 2005; in dollari)

sul mese -0,57%
2006  73,3%    S&P500 13,62%
2005 55,02%   S&P500 3%


LIQUIDATO



Ziema
(data di lancio 1 gennaio 2006; in dollari)

sul mese -1,19%
2006  16,27%   S&P500 13,62%


Ipse Dixit
(data di lancio 1 gennaio 2006; in dollari)

sul mese 1,59%
2006  18,07%   S&P500 13,62%


Pavasara
(data di lancio 1° aprile 2006; in dollari)

sul mese 4,6%
2006 (9 mesi)  16,19%   S&P500 9,53%


D.I.E.
(data di lancio 1° aprile 2006; in dollari)

sul mese 9,81%
2006 (9 mesi)  11,7%   S&P500 9,53%

Vasara
(data di lancio 1° luglio 2006; in dollari)

sul mese 4,65%
2006 (6 mesi)  18,62%   S&P500 11,66%

Rudens
(data di lancio 1° ottobre 2006; in dollari)

sul mese 3,88%
2006 (3 mesi)  14,6%   S&P500 6,17%


N.B. - I rendimenti sono comprensivi dei dividendi percepiti, ed al netto delle commissioni. Non tengono conto invece delle imposte dovute.

Copertura sugli indici (Nasdaq100 e Dax): 175%
Copertura cambio (€/$): 103%




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30 dicembre 2006


Io sono contrario alla pena di morte

Troppo comodo morire (per certa gente)!




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29 dicembre 2006


Le gioie del sesso

Nel Regno Unito una ne pensano, e cento ne fanno, ormai.
Dopo averci deliziato con la previsione di una fattispecie penale riguardante chiunque attenti al benessere spirituale di un animale domestico (lo so, lo so, neanch'io volevo crederci), adesso se ne vengono fuori con un'altra chicca.
Se ti capita di far sesso con una donna ubriaca, sei uno stupratore iuris et de iure!

Proprio così!
Le fini menti sinistre di Albione hanno stabilito che una donna che si sia abbandonata ad abbondanti libagioni si presume assolutamente incapace di intendere e di volere.
Probabilmente hanno già in cantiere il soviet, ehm, volevo dire il comitato, di esperti ovviamente, che stabilirà le soglie, scientifiche, naturalmente, che separano l'ubriachezza dalla sobrietà e dall'essere leggermente brilla. Soglie tarate al decimillesimo.

Ora, logica vorrebbe che quella presunzione (quanto son fatalmente presuntuosi i sinistri) si applichi anche all'altra metà del cielo.
A noi maschietti, cioè.
Insomma, se lei ubriaca è incapace ex lege di intendere e di volere, anche lui ubriaco dovrebbe essere considerato tale, non vi pare?
E quindi, giuridicamente irresponsabile delle proprie azioni, stupro presunto compreso.

Ma trattandosi di pensiero debole e sinistro, la logica non vi troverà alcun posto.
Pertanto, si conferma una volta di più che questi Puri e Disinteressati, Umanitari ed Egalitari, trovano sempre il modo di fare qualcuno più uguale degli altri.
E la cosa grave è che questa "maggior uguaglianza" la stabiliscono di fronte alla Legge, l'unico ambito in cui l'uguaglianza trova l'unica sua ragion d'essere.

Poi dice che uno si butta a destra!




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29 dicembre 2006


Dal KGB, divisione Procura Generale, una sconcertante scoperta

E' stato Khodorovskij a far ammazzare Litvinenko, con la sua potente organizzazione, la Yukos.

Si attendono i dettagli, su Repubblica.




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28 dicembre 2006


Bene armati si dialoga meglio

Anni di dialogo!
Di dialogo timoroso e cauto e attento a non urtare sensibilità.
Un dialogo con la shar'ia. Una contraddizione in termini, insomma.
Ma guai a farglielo notare. Cosa volete che ne sappia di logica un politico, magari addirittura di sinistra.

Ed i nazislamisti del Corno d'Africa, dialogando dialogando, s'erano impadroniti di quasi tutta la Somalia, ed avevano circondato pure Baidoa, pronti ad annientare le ultime eco del governo provvisorio (ed internazionalmente riconosciuto) somalo.
Sempre dialogando, avevano cominciato ad amministrare i primi rudimenti di civiltà islamica ai malcapitati somali. Un'ammazzatina qua perché si guardavano le partite dei mondiali di calcio, un'ammazzatina là perché si ascoltava la radio, un'altra laggiù perché qualche svergognata s'era azzardata ad andare in giro senza la compagnia di qualche maschiaccio della famiglia, e via: il dialogo avanzava che era un piacere.

Quattro giorni di combattimenti!
In quattro giorni, qualche migliaio di soldati etiopi, tra gli alti lamenti del cazzone europeo di turno, il solito belga rincoglionito che denunciava la rottura del, appunto, dialogo, ha risolto quasi completamente il problema del trovarsi il fondamentalismo islamico padrone nuovamente di uno Stato, da cui rinverdire i fasti afghani.

Come al solito, quando qualcuno comincia a menarli come si deve, il loro Allah va a farsi un goccetto, e loro rimangono con le braghe in mano. E scappano, scappano che è un piacere!

E voi capirete, correndo, è difficile dialogare!




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24 dicembre 2006

BUON NATALE




 E se la cosa non fosse sufficiente ad urtare la sensibilità del cazzone di turno, ci aggiungo pure: BUON HANUKKAH !




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24 dicembre 2006


Una preghiera

Adesso, per carità, non fate di Cappato un martire.
Impedite a Volonté e compagnia di fare danni.
Non vi è stato alcun omicidio!

Vi è stato semplicemente l'esercizio da parte di Welby di un suo sacrosanto diritto, tutelato anche dalla Costituzione, che vieta qualsivoglia tipo di trattamento sanitario obbligatorio.
Vi è stato un medico che si è adeguato a tale volere.
Vi è stato un po' di squallore politico di contorno.

Il tutto prova che non c'è bisogno di nuove leggi, di comitati che traducano in italiano per l'ennesima volta i soviet russi.
E non c'è bisogno di testamenti biologici. L'atto di disposizione del Bene Primario può essere fatto solo qui ed ora, consapevolmente, e vivendo le condizioni del presente. Nessuna validità può essere riconosciuta a forme dispositive risalenti nel tempo.
Il cambiare idea in fondo è una delle grandezze umane.

Il rifiuto dei conforti religiosi alla salma è stato un'infamia!
Nessun oltraggio a Dio è commesso dal suicida, in particolar modo quando si trova nelle condizioni del povero Welby.
Il Comandamento vieta l'assassinio, ed il libero arbitrio comporta libertà di morire, se lo si vuole consapevolmente.

E allora non perdete tempo in battaglie prive di senso!
Seguite il Comandamento!

Lottate contro l'assassinio, e gli assassini.
Un buon inizio sarebbe costituito dallo scagliarsi contro il più odioso, quello commesso contro i più inermi tra gli esseri viventi: quelli in attesa di nascere!

Riflettete sull'aberrazione di una Comunità che permette la soppressione di chi inerme anèla a vivere, ed impedisce di morire ad un uomo consapevole che soffre.
E rinsavite, una buona volta!




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22 dicembre 2006

Affaire Litvinenko - La versione di Gordievsky

Paolo Guzzanti: i falsi scoop di Repubblica e del Kgb
«Così l’ex Urss elimina i nemici»
di Paolo Guzzanti

«Sì, è vero, in un primo momento ero furioso con Scaramella, ma soltanto perché ho pensato, come Litvinenko, che lui fosse il killer di Sasha. Adesso so tutto, come lo sa la polizia e il governo britannico. L’assassinio di Litvinenko è stato preparato accuratamente e programmato allo scopo di far apparire Mario Scaramella come il killer, farne un mostro e così, oltre a far morire Litvinenko, distruggere la sua Commissione d'inchiesta con una ondata di infamie».

Andiamo per ordine. Chi ha ucciso Sasha Litvinenko?

«Se ne è occupata una squadra rimasta per due settimane all’hotel Millennium di Londra ad attendere che Scaramella atterrasse, prendesse il suo appuntamento con Sasha. Poi hanno fatto scattare il piano. Un piano tipico del Kgb, condotto da personale specializzato con passaporti falsi, nomi falsi, tutto falso, tranne la loro missione omicida e di intossicazione politica. Hanno sbagliato le dosi e Scaramella è stato riconosciuto come vittima, ma Sasha è morto e su di lei si è scatenato l'inferno».

Lei tuttavia in Italia è considerato oggi un fiancheggiatore di questa operazione, nel senso che ha dato un contributo determinante a linciare Scaramella con una micidiale intervista a Repubblica.

«Quell’intervista è stata molto forzata, mi facevano le domande e si davano anche le risposte, comunque sì, su Scaramella sono stato duro perché delle due l'una, a quel tempo: o era un agente del Kgb o un cretino. Così ho detto che è un cretino. Oggi so che è stato un ingenuo e una vittima predestinata e sono totalmente dalla sua parte».

Lei seguita a parlare del Kgb, ma il Kgb è scomparso da molti anni. Oggi i servizi russi hanno altre sigle, Fsb e Svr.

«Il Kgb è sempre lo stesso, quale che sia la targa sulla porta: uomini, mezzi, stile, brutalità. È il Kgb».

Torniamo a Scaramella, lei ha detto che ha cambiato idea su di lui.
«Il Kgb aveva deciso da tempo di liquidare Sasha Litvinenko. Lei ha conosciuto Sasha?».

No, ho preferito non conoscerlo perché era una fonte personale del consulente Mario Scaramella, non mia.
«Beh, peccato: se l’avesse conosciuto avrebbe saputo che era un uomo dolcissimo, un bravissimo ragazzo con un cuore d’oro, morto con cinque sterline in tasca e che adesso cercano di far passare per un criminale».

Sì, i giornali russi lo stanno riducendo in polpette anche da morto.
«Tutti portavoce del Kgb. Il Kgb è diventato ormai la più grande potenza editoriale: compera giornali in patria e all'estero, anche in Italia e li fa riempire di intossicazioni contro il mondo occidentale. E nessuno se ne accorge».

Oleg, lei mi ha scritto in una e-mail che La Repubblica, il giornale che l’ha intervistato con tanto clamore dando una botta mortale a Scaramella, faceva in qualche maniera il gioco del Kgb. Perché?
«Guardi Limarev: Eugeni Limarev è quello che apre le danze in tutta questa faccenda ed è un agente a contratto esterno del Kgb».

Limarev è colui che dà a Repubblica un’intervista che resta nel cassetto per quasi due anni ma esce il 26 novembre insieme ad una intervista «postuma» a Litvinenko. In quella intervista Limarev fa una serie di affermazioni infamanti e false anche sul mio conto che scatenano il fulmineo linciaggio su di me. Limarev, mentendo sapendo di mentire, afferma di avermi incontrato due volte a Napoli e a Roma e dice che io avrei guidato un grottesco servizio segreto parallelo.
«Così evidentemente gli hanno ordinato di fare, come gli hanno ordinato di intossicare Scaramella per collocarlo nella scena del delitto».

In che modo?
«Limarev aveva trasmesso a Mario queste e-mail in cui si parla di una lista di persone da uccidere fra cui lo stesso Litvinenko,
lei, Mario Scaramella ed altri. E Scaramella non ha capito che era una trappola».

E perché Limarev ha fatto avere a Scaramella queste lettere?
«Lo abbiamo potuto ricostruire: Scaramella aveva già pianificato il suo viaggio a Londra per un suo impegno di lavoro. Un po’ prima di questa sua partenza viene sottoposto a un grande stato d’allarme e invitato, visto che va a Londra, ad incontrare Litvinenko per mostrargli le e-mail e chiedergli un’opinione».

E sarà esattamente quello che avverrà. Mario Scaramella mi aveva parlato di queste lettere ed era partito per Londra preoccupato, si sentiva in pericolo e aveva trasmesso anche a me questa sensazione di rischio possibile. Poi vide Litvinenko al Sushi Bar di Piccadilly Circus quel maledetto primo novembre e mi telefonò: le volevo dire, presidente, che ho mostrato quelle lettere di Limarev a Litvinenko e lui le ha considerate «pure shit», merda pura, non meritevoli di considerazione.
«Vede? Tutto era stato preparato in modo da condurre Mario Scaramella ad un incontro con Litvinenko, usando le lettere di Limarev come esca».

Lei oggi sa che cosa era successo al Millennium Hotel?
«Sì, oggi sappiamo tutto, momento per momento, parola per parola. La squadra dei killer del Kgb si era piazzata nell’hotel già da due settimane. Tre o quattro uomini e una donna. Sembrava una comitiva di allegri russi a Londra per affari. Uno degli uomini aveva in tasca lo speciale contenitore con delle pasticche di polonio, ed è stato quel contenitore e quelle compresse che hanno fatto saltare almeno per metà il piano, perché hanno sbagliato la dose, o forse rovesciato le pillole, insomma è successo un disastro, ma nel piano originario l'avvelenamento doveva essere leggero e mortale».

Scaramella mi ha ricordato che all'inizio si parlò di Tallio e non di polonio, e il Tallio è un comune topicida.
«Sì, hanno combinato un disastro. Ma il piano almeno per metà ha funzionato, anche nei suoi effetti mediatici e politici».

Torniamo all'Hotel Millennium.
«Sì. Prima di tutto questi russi hanno stabilito un rapporto di cordialità con Litvinenko. Quando hanno saputo che Sasha aveva il suo appuntamento con Scaramella, hanno agito secondo i piani: erano a tavola, era l’ora del lunch, e hanno invitato Sasha a sedersi con loro e bere qualcosa».

Ma Sasha non doveva pranzare nell’hotel.
«Infatti. Lui era al bar, in piedi. E allora quelli lo hanno chiamato dicendo: su, vieni Sasha, bevi con noi, bevi un bicchiere... Litvinenko dice no, devo ancora pranzare, ho un appuntamento, grazie. Allora dicono: ma come! Un russo che non beve con dei compatrioti russi? Lo sai che potremmo offenderci? Portati la tua tazza di tè e bevi con noi, che stiamo per partire. Così Sasha accetta, si porta la tazza di tè e l’avvelenatore fa scivolare una pastiglia nel suo tè. Sasha beve, loro lo salutano, lui esce e va a Piccadilly Circus a incontrare Mario Scaramella. Là succede quello che sappiamo. Sasha e Mario poi escono e si separano, e Sasha va negli uffici di Berezovski per fare delle fotocopie delle lettere che gli ha portato Scaramella. Poi torna in albergo e trova un gran trambusto».

Che cosa era successo?
«Che alcuni dipendenti dell’albergo si erano sentiti molto male, ci sono le ambulanze. Più tardi Sasha capisce di essere stato avvelenato e pensa al Sushi Bar, pensa a Mario Scaramella, l’ultima persona che ha visto prima di essere colto dai sintomi, e lancia la sua accusa contro Scaramella».

A questo punto i riflettori di tutto il mondo si accendono: avvelenato un esule russo a Londra, che accusa un oscuro personaggio italiano con lui al tavolo di un Sushi bar. Così il nome e la faccia di Scaramella irrompono su tutti i teleschermi del mondo e i quintali di immondizia prefabbricata viene messa nel ventilatore.

L’ondata di fango investe non soltanto Scaramella, ma me, il torbido presidente della Commissione Mitrokhin che si è servito di Scaramella e dunque i lavori della commissione stessa, sprezzantemente subito diventati un cumulo di menzogne, di luridume raccolto da una compagnia di mestatori. A questo punto, dal cilindro di Repubblica esce l'intervista stagionata di Limarev che mi descrive come un fabbricatore di dossier.
«Capisce? Questo è il Kgb».

Signor Gordievsky, la sua intervista a Repubblica ha provocato un enorme scalpore ed è stata considerata un colpo di grazia a Scaramella e, indirettamente, alla Commissione Mitrokhin. Che mi può dire di quell’intervista che io le ho poi girato tradotta in inglese?
«Che è stata forzata oltre ogni limite. Io ho detto, è vero, che Scaramella è stato assolutamente incapace di capire quello che gli stava succedendo, ma come vittima. E poi ho detto, vero anche questo, che Scaramella era piuttosto soffocante con le sue domande sulla relazione fra Prodi e il Kgb».

Di cui lei non sa nulla?
«Io parlo soltanto delle cose di cui ho conoscenza diretta. Io non scagiono Prodi, io non accuso Prodi. Io non parlo mai per sentito dire. Certo è che Mario Scaramella tornava alla carica ogni volta che poteva sulla questione Prodi e questo era fastidioso perché non avevo nulla da dire».

La sua intervista ha fatto scalpore perché le viene attribuito un massacrante attacco a Scaramella che lei definisce un caso psichiatrico. E queste sono opinioni. Ma in quell’intervista lei racconta di un incontro fra lei, Scaramella e Litvinenko in cui quest’ultimo riferisce ciò che gli disse Anatolij Trofimov, il generale suo capo che era stato assassinato, e cioè che l’Italia è sempre stata la culla del Kgb e che lì Romano Prodi è «il nostro uomo». Lei pensa che Litvinenko abbia dato questa versione per denaro?

«Litvinenko era un uomo assolutamente onesto, poverissimo e non si è mai venduto a nessuno».

Lei pensa che quel che ha scritto Repubblica in questa vicenda sia autentico e corretto?
«Il Kgb coltiva molti rapporti con i giornali occidentali: è una gigantesca impresa editoriale, oltre che una fabbricazione di tutti i falsi possibili. Mi sembra che il ruolo di Limarev spieghi del resto tutto molto bene e dunque ciascuno può giudicare da solo il modo in cui le sue direttive provenienti dal Kgb sono state usate».

Ricapitolando: le direttive del Kgb portate da Limarev a Repubblica hanno fatto di me un mostro. Le direttive del Kgb portate da Limarev a Scaramella hanno permesso l’assassinio di Litvinenko secondo un piano che doveva fornire anche l’assassino, e cioè Scaramella.
«Io sono esterrefatto ed indignato per il “charachter assassination” cui è sottoposto da morto Litvinenko e credo che Arina Litvinenko dovrebbe promuovere delle azioni legali sulle menzogne che il Kgb ha fatto scrivere in Italia sul conto del marito».

Signor Gordievsky, lei mi ha scritto per mail: «Mario Scaramella era assolutamente innocente e io non lo odio affatto. Vedo la sua debolezza e mi aveva colpito il modo nervoso con cui si era presentato a Sasha, ma adesso tutto è finito perché la polizia ed io ormai sappiamo perfettamente chi ha avvelenato Litvinenko”. Lei conferma che le sue perplessità su Scaramella qui cominciano e qui finiscono?
«Sì, il resto dell'intervista è stata una vera montatura, un gonfiaggio: mi facevano le domande e mi davano anche le risposte».

Quali sono i suoi rapporti attuali con Scaramella?
«Lo sto aspettando questo pomeriggio a casa mia perché lo voglio presentare a delle persone del mondo dell’informazione al livello più alto. In Italia non ho modo di intervenire a suo favore, ma almeno qui nel Regno Unito posso fare qualcosa e la faccio molto volentieri».

Lei è al corrente del fatto che Limarev ha fatto sapere in tempi recenti a Scaramella che un dossier personale su di me è stato fabbricato a Mosca per farmi apparire connesso con le peggiori turpitudini di immaginari servizi segreti deviati, fino a mettermi in relazione con il rapimento di Abu Omar?
«E lei lo ha denunciato pubblicamente?».

Sì, l’ho scritto e fatto pubblicare nella mia smentita a Repubblica e allora quel giornale ha chiesto a Limarev se ne sapesse qualcosa e lui ha risposto positivamente, che era proprio così. A che gioco gioca costui?
«Limarev è un contrattista free lance. Si fa pagare, commercia in informazioni, fabbricazioni, recapiti. È un vero campione del Kgb e quel che può combinare in tandem con la stampa controllata dal Kgb è tanto micidiale quanto imprevedibile».

Grazie signor Gordievsky, la verrò a trovare presto.
«Conosco un fantastico ristorante italiano, adoro la cucina italiana».

UPDATE -  Recapitati a Scaramella gli auguri di Natale.




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21 dicembre 2006


Si confida nella exceptio veritatis

Due anni fa, una bella combriccola di gente decide di fare un appello per "salvare" Arafat, quel noto umanitario palestinese, che era stato assediato sulla tazza del suo cesso a Ramallah dagli israeliani che si erano un tantino stufati di vedere donne e bambini fatti a pezzi in continuazione dai suoi tagliagole suicidi.
In quell'appello Sharon veniva dipinto in un modo tale da suscitare le vibrate proteste di Satana in persona, impazzito di gelosia.
Mentre quella mammoletta di sceicco cieco e paralitico, a cui il mondo deve quel ricettacolo di ogni virtù chiamato Hamas, veniva definito garanzia di pace e stabilità. La definizione seguiva a stretto giro la lettura dello Statuto di quella caritatevole organizzazione, si presume.

Capita allora che un blogger, anzi, un giovane blogger, come riferiscono, fa 2 più 2, e gli vien fuori 4.
E posta allora la lista completa dei nomi di chi aveva sottoscritto quell'appello, intitolandola "la lista di chi vuole salvare il terrorismo palestinese".

Apriti cielo! Sette persone fra quella brava gente denunciano il tentativo del giovane blogger di dare un'interpretazione semplice, lineare e quasi scontata delle loro azioni come diffamazione aggravata. Ed i gendarmi (con i pennacchi, direbbe De André) prontamente smuovono mari e monti per trovarlo, ignari i tapini che sul suo blog il giovane blogger aveva messo nome e cognome, e che gli stessi erano disponibili presso la piattaforma digitale che lo ospitava.

Viene alfin un inquirente togato, e se capisco bene (le fonti parlano di blogger sotto processo) lo rinvia a giudizio.
E la cittadinanza intera, sollevata nei suoi timori riguardo la propria sicurezza, sentitamente ringrazia. E' bello vedere quanto proficuamente vengono spesi i tuoi soldi.

Fin qui la storia. Che per la verità viene raccontata molto avaramente nei dettagli. E spero invece che si possa saperne sempre di più, invito espressamente a dare quanta più pubblicità possibile a questo processo.
A cominciare dai nomi dei magnifici sette. E' giusto dargli il dovuto risalto.

Noto invece un certo timore, una specie di autocensura, che è esattamente quello a cui mira chi porta avanti cose del genere.
Non lasciatevi intimidire, abbiate il coraggio delle vostre idee, e fiducia nella Costituzione che vi dà il diritto inviolabile di esprimerle.
Tu ne cede malis!

Se qualcuno ha una copia di quell'appello, con la lista di coloro che lo firmarono, me la faccia avere, cortesemente.
Non vedo l'ora di pubblicarla.

E se qualcuno mi vuole querelare, non si dimentichi di querelarmi pure 'sto cazzo!

UPDATE - Aggiornamenti, ma si può fare di più.




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21 dicembre 2006


Se tu paghi la gente per non lavorare, e la tassi quando lavora, non sorprenderti se poi c'è la disoccupazione.
Milton Friedman

Se in aggiunta parifichi il rapporto di lavoro ad uno sposalizio finché pensione o morte non separi, un matrimonio cui l'istituto del divorzio non è applicabile insomma, non sorprenderti se poi la disoccupazione addirittura schizzi alle stelle.
Maedhros


(ANSA) - BERLINO, 21 DIC - Disoccupato e fannullone. A segnare questi giorni prenatalizi in Germania, con la politica ormai in vacanza, e' la storia di Henrico Frank il disoccupato 37enne tedesco che si e' preso non solo la soddisfazione di fischiare e contestare platealmente il leader socialdemocratico Kurt Beck, ma anche il lusso di rifiutare ben otto offerte di lavoro giuntegli negli ultimi giorni.
La scorsa settimana Henrico Frank - capelli lunghi, barba incolta, abbigliamento punk e trasandato, orecchini e anellini dappertutto - nel corso di un comizio di Beck a Wiesbaden (sudovest della Germania) aveva lanciato urla di protesta accusando il leader socialdemocratico di essere anch'egli responsabile dei tanti disoccupati (circa 4 milioni) che ancora si contano in Germania. ''Se si lavasse un po', se si tagliasse la barba e i capelli probabilmente anche lei troverebbe un lavoro'', gli aveva risposto Beck.

In effetti, negli ultimi giorni a Henrico Frank sono arrivate ben otto offerte di lavoro, ma il disoccupato ha mostrato finora di non avere alcun interesse per alcuna di esse. Ed e' oltremodo curioso che a farsi viva con le imprese disposte ad assumerlo sia stata una sua 'portavoce', e non lui stesso in persona.
Tale 'portavoce' ha spiegato che sette delle offerte sono difficili da accettare per Frank che ha seri problemi di mal di schiena. Tra i lavori proposti figurano un posto da inserviente in una trattoria di Wiesbadener, un incarico di addetto alla raccolta di rifiuti e un alro di autista di camion.

Molti politici sono intervenuti per criticare duramente Henrico Frank, la cui vicenda da giorni monopolizza l'attenzione dei media. ''Questo pelandrone ogni mese incassa 345 euro'', titola in prima oggi la Bild, con riferimento all'assegno sociale minimo di disoccupazione percepito da Frank.
Forse il quotidiano popolare non ha del tutto torto visto che il disoccupato sul suo giubbotto di pelle ha su scritto in caratteri gotici 'Arbeit ist Scheisse' (Il lavoro e' merda).




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21 dicembre 2006


L'assordante silenzio

E' quello che ha accolto i dati dell'occupazione del terzo trimestre di quest'anno: occupazione aumentata di 459.000 unità in un anno!
Miglior performance nell'OCSE.

Non sarà perché il merito avrebbe dovuto essere attribuito alla legge Biagi, il cui autore è l'unico vero martire che porti quel cognome?
(l'altro è un sicofante vecchietto, convinto di essere un giornalista, scomodo addirittura)


Disinformatija

Livtinenko contrabbandava polonio!
E' quanto dichiarato da Dimitri Kovtun, un ex (almeno così viene presentato) esponente della classe dirigente russa, in un'intervista ad una radio tedesca.

Ecco perché è morto!
E voi, chissà cosa eravate andati a pensare.....




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20 dicembre 2006


Si scrive Russia, si pronuncia KeGheBe

Un centro studi russo s'è messo a fare una ricerca sulla classe dirigente russa.
E' venuto fuori che il 78% dei personaggi che ne fanno attualmente parte ha rapporti con l'FSB, o proviene dal KGB.

E a me ogni tanto viene la strana idea che qualcuno di loro tenga pure qualche blog in italiano.


Coincidenze

Mitsui e Mitsubishi cederanno a breve metà delle loro quote (20% e 25% rispettivamente) nel progetto Sakhalin 2 a Gazprom.
Lo stesso si appresta a fare Royal Dutch Shell.

Tutte hanno ricevuto offerte impossibili da rifiutare.

Si anticipa che a seguito di ciò le preoccupazioni ambientali russe relative al progetto cesseranno di botto.




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19 dicembre 2006


Vieni (di nuovo) avanti, Ichino

Dopo la proposta di risolvere il problema "nullafacenti" del pubblico impiego con la miliardesima commissione in servizio permanente ineffettivo, Ichino ci illustra il paradosso democratico.

E a proposito della competenza (idem est credibilità) di coloro che scrivono sulla carta stampata (lasciando perdere quelli che parlano alla televisione, per non infierire troppo), scambia fischi per fiaschi.
Secondo lui, il paradosso risiede nel fatto che si sospenda la legalità democratica per togliere il potere a forze illiberali, totalitarie, e terroriste, potere ottenuto tramite elezioni regolari.

Io appartengo invece agli sfigati, scrivo su un blog, a costo zero per chi mi legge, e vi dico che il paradosso sta piuttosto nell'aver permesso a forze siffatte di partecipare alle elezioni.

Ichino è un altra di quelle anime semplici che ritengono le urne elettorali alla stregua di fonti battesimali.
Io sono una di quelle anime complicate che ritengono necessarie doti di specchiata moralità per poter anche solo accedere a delle competizioni elettorali. E tali doti devono permanere anche dopo l'eventuale successo decretato dal responso delle urne.
Altrimenti il vincitore sia rimosso, e senza paradossi ravvisabili!
Io presento caratteristiche ancora più complesse, in quanto sono fermamente convinto che quelle doti di specchiata moralità siano necessarie anche per chi debba semplicemente esprimere il proprio voto.

Alle urne ci si deve avvicinare insomma con i peccati PRECEDENTEMENTE mondati, e non reiterandoli dopo aver eventualmente vinto le elezioni.
La comunità non può permettersi l'infinita misericordia del Creatore, perché essa non è immortale come Lui.

In poche parole, l'unica democrazia degna di questo nome è quella che non permette al Demonio di candidarsi, e dopo aver vinto di continuare a fare il Demonio.

UPDATE - Sull'attuale crisi palestinese, molto meglio e molto più utile leggersi questa lezione di storia di Carlo Pelanda, al posto dei paradossi ichiniani.




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18 dicembre 2006


Letture per la sera

Da Barbara: un estratto dal libro di Carlo Panella, che documenta la paranoia musulmana verso gli ebrei, ed il programma dello svolgimento dei lavori della Conferenza di Mahmoud il Pazzo sull'Olocausto, utile per ricordarsi i nomi degli infami che vi hanno partecipato.

E poi c'è Fausto Carioti, che ritorna nel nostro cuore dopo l'infortunio di qualche giorno fa, e ci conferma che Giuliano Ferrara aveva ragione quando sosteneva che bisognava bombardare Al-Jazeera, illustrandoci la psicopazzia del direttore.

Infine c'è Alex Marra, che ci informa sull'ennesima compagna che sbagliò molto e pagò poco, quasi niente.
Condannata a 3 ergastoli, dopo 10 anni di galera era già in semilibertà, quelli che contribuì a mettere sottoterra ci rimarranno invece per l'eternità. Mentre le loro famiglie conviveranno col dolore della perdita (violenta ed ingiusta) e della mancanza a vita.

Lo schifo è indicibile!




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18 dicembre 2006


Le meraviglie del dialogo

La Corea del Nord, ed il suo Caro Leader, minacciano di fare esperimenti nucleari.
Le Nazioni Inutili li avvertono che se li fanno li sanzionano.

Il Caro Leader se ne fotte, e fa un test nucleare, o qualcosa che gli somiglia.
Le Nazioni Inutili lo sanzionano.

Il Caro Leader promette di cessare gli esperimenti atomici, se le Nazioni Inutili tolgono le sanzioni.

Poi dice che i marxisti non vanno accoppati.




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18 dicembre 2006


Minchia, raga', ce annata de lusso

Pare che Mahmoud il Pazzo le abbia prese alle ultime elezioni in Iran.
(qui una copertura più completa)

Rafsanjani il Pragmatico ci tocca, possiamo tirare un bel sospiro di sollievo.

Come ai bei tempi di Khatami il Moderato, quello che ci prese per il culo per otto anni di seguito.
Con grande signorilità, va detto. E poi, è così facile prendere per il culo gli occidentali oggi; sembra quasi che siano loro stessi a desiderarlo.

La Casa è contenta, sia chiaro.
Anche perché al momento gli studenti che contestarono il simpaticone sembrano godere ancora tutti buona salute. Si sono accontentati di marchiarli per adesso. Quello è sempre il primo passo.

Ma siamo contenti soprattutto perché ha vinto Rafsanjani, il candidato moderato.
Ricercato dalla Procura di Buenos Aires come mandante dell'attentato contro la comunità ebraica della città, che nel 1985 costò la vita a 85 innocenti.

Figuratevi com'era l'altro!






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17 dicembre 2006


Per tutti quelli che.......ci vorrebbe più controllo
Per tutti quelli che.......i blogger sono irresponsabili
Per tutti quelli che.......è questione di credibilità

La pernacchia è di quelle pesanti stavolta, un signor pernacchione da Time!





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17 dicembre 2006


La versione di Andrea (Marcenaro)

Scegliete un ristorante semplice e discreto, di quelli frequentati da sempre dalla buona borghesia della città, un posto raccolto dove quelli dei tavoli vicini non urlino, anzi, dove tra un tavolo e l’altro ci sia una certa distanza.
Un posto per bene, ma non per tutti.

L’uomo politico e il giornalista che avrete invitato a cena incominceranno a parlare dell’universo mondo e voi mostrerete di essere assai interessati a quel che dicono, un poco perché è educato comportarsi così, un poco perché effettivamente mostreranno di trattare gli argomenti in modo originale e sembreranno appassionati.
Prodi che è sotto assedio, lo sciopero sospeso mentre i Cobas non si fermano, De Benedetti che figurarsi se si prende l’Alitalia a quelle condizioni, la camorra sotto scopa perché le potrebbero togliere le canzoni melodiche da un momento all’altro, insomma, gli argomenti si affolleranno e voi lascerete vedere di apprezzarli.

Finché si arriverà a parlare della famiglia, della fedeltà, della tradizione e delle coppie di fatto.

Lì sarete pronti, fisserete dritti negli occhi i vostri ospiti e alzando il tono della voce quel tanto che possano sentirvi dai tavoli vicini, declamerete: “Ma degli studenti di Teheran non ve ne frega proprio un cazzo?”.


E quella di Maedhros

Se Forza 17 di al Fatah spara sulla guardia del corpo di Haniye a Rafah, questa risponde, un miliziano muore e il figlio del premier palestinese è ferito, D’Alema dichiara che “c’è una responsabilità di Israele che in tutti questi mesi ha tenuto chiuso il valico, di fatto ostacolando la piena attuazione dell’accordo per la libertà di accesso e di movimento a Gaza dei palestinesi”.

Adesso, si sa che il valico è in realtà aperto, sin dal novembre dell'anno scorso, e viene chiuso dagli israeliani solo in casi d'emergenza, come impedire appunto il contrabbando di 35 milioni di dollari dei mullah iraniani, che presumibilmente non sarebbero usati per il benessere dei cittadini di Israele, e con tutta probabilità neppure per quello dei palestinesi di Gaza.

Si sa pure che altre volte è stato chiuso per impedire invece il contrabbando di armi ed esplosivi, che notoriamente una volta entrati a Gaza avrebbero trovato un uso diverso da quello di far saltare la barca in leasing di D'Alema, e quindi chiunque di buon senso comprenderebbe che gli israeliani si premuniscano.

Si sa inoltre che su quel valico vigilano osservatori europei, il che spiega perché Israele deve intervenire ogni tanto a chiuderlo, quando cioè i fratellini minori dell'Unifil esagerano nel loro compito istituzionale di non vedere, non sentire, e non sapere.

Sappiamo infine le parole contenute nell'atto costitutivo di Hamas.

Ora, sapendo tutto questo, pensate che Carioti si adombrerebbe se a qualcuno scappasse uno "stronzo"!??





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16 dicembre 2006


Belve assetate di sangue

O magari Semplici Pagliacci a Milano.




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15 dicembre 2006


Hai capito Zapatero

In Spagna hanno appena approvato la riforma dell'imposta sul reddito.
Dal prossimo anno, fino a 9.050 euro non si pagheranno tasse. Importo che aumenta proporzionalmente in presenza di figli a carico. Si calcola che circa il 40% della platea contributiva sarà esentato da qualsiasi pagamento.
Mentre il 70% dei contribuenti rimanenti saranno assoggettati ad un'imposta unica del 24%.

Se non fosse per la kefijah, e se mi scordassi delle idiozie pro diritti delle scimmie, e se non fosse per il sostegno all'assassìnio dei nascituri, e se soprassedessi sulla visione multiculturalista del tipo demenziale, potrei pure innamorarmi di lui.  
Troppi se, in effetti.

Ma a parte questo, lo capite perché l'Italia è spacciata?
In Spagna la sinistra-sinistra è più liberale del 70% della destra italiana.
Gli unici vetero-marxisti poi son rimasti qui da noi, se si escludono un paio di gulag a cielo aperto nei Caraibi e di fronte al Giappone.
Tra poco li inseriranno nelle specie protette, ed organizzeranno tour di scolaresche per andarli a vedere.




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