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Diario


31 ottobre 2006


Sempre sull'uguaglianza, ma a svolgimento libero

I dubbi di Marco:

“Ho imparato a conoscere questa tua posizione, non ancora a comprenderla fino in fondo. Ti pongo questa domanda per cercare di capire il passaggio logico per me al momento incomprensibile e che riguarda il principio che tu definisci "fondante". Il diritto sacrale alla proprietà.
Tu dici: UNO "ho diritto al possesso ed al godimento delle cose acquistate legittimamente. Come membro di una comunità, definita e riconoscibile, "
DUE: "L'ingiustizia non è la parola adatta per definire uno svantaggio nelle condizioni di partenza, perché quelle condizioni non sono determinate per fatto dell'uomo"
TRE: Sotto il profilo pratico poi è assolutamente inapplicabile, ed è stato ampiamente dimostrato. (il tentativo dell'uomo di riequilibrare queste condizioni, in sintesi la politica)
Ora, visto che anche io guardo il lato pratico delle cose. Facciamo un piccolo esempio: Come declineresti il diritto sacrale alla proprietà legittima il giorno successivo alla caduta del regime sovietico? All'interno di quella splendida comunità definita e riconoscibile chi è padrone legittimo di qualcosa?”

 

 

Precisazioni di Maedhros:

"....ho diritto al possesso ed al godimento delle cose acquistate legittimamente." PUNTO

"Come membro di una comunità, definita e riconoscibile, ho diritto a pretendere da questa l'essenziale per tenermi in vita."
Questa locuzione non è conseguenziale a quella sopra riportata. Discende dall'obbligo di soccorso, che io intendo come imperativo giuridico, ed appartiene quindi ad altro ambito logico.

Il caso sovietico è emblematico dell'impossibilità pratica, per tacere dei giganteschi difetti logici, di implementazione delle teorie dell'uguaglianza, e dei loro precipitati di "uguaglianza delle opportunità".
Ed è davvero stupefacente usarlo come tentativo di falsificazione della teoria che smonta quelle aberrazioni teoriche.
Sta a vedere che alla fine è colpa della teoria che sostiene la sacralità di vita, libertà e proprietà, la mia teoria cioè, il casino combinato da coloro che hanno fatto strame di vita, libertà e proprietà.

Come si risolve quel casino, il casino causato da un'illusione fanatica di uguaglianza, il casino creato dall'andare contro quei 3 principi sacrali?
Beh, parafrasando Guglielmo da Baskerville, "non senza difficoltà"!

Lo hanno fatto tutti i Paesi dell'est europeo, comunque.
La gran madre Russia è ancora in alto mare invece, così come le ex repubbliche sovietiche dell'Asia centrale.
E sai perché?
Dai, è facile!

Perché non rispettano quei 3 principi sacrali, indissolubilmente legati!!!

 

 

Marco non è soddisfatto:

“Non rispondi alle mie domande, quindi mal poste :-) e mi accusi di cose che non ho detto. L'esempio sovietico non è usato per smontare alcunché. Io concordo con l'analisi del tuo pensiero. La politica fallisce. Punto. E più si agita e persegue obiettivi di uguaglianza più si caccia in un vicolo cieco di cui  l'esperienza comunista è l'esempio più lampante. Quello che interessa capire bene a me è: Il modello "libertario" così affascinante e coerentissimo nel suo sviluppo logico è applicabile nel mondo o è una semplice astrazione che parte da premesse se non sbagliate perlomeno non dimostrabili? Su quale base di consenso, di consapevolezza di fattibilità? Perché non è che possiamo tirare una riga e dire: "ok da domani si parte! Tu stesso dici (era il mio punto due). Non è ragionevole "sperare" di avere uguali situazioni di partenza". L'esempio sovietico serviva solo per chiarire un aspetto sul diritto alla proprietà che non mi è chiaro:

Se l'elemento fondante è il diritto alla proprietà legittima, lì dove tutto era di tutti e tutto è diventato di chi gestiva o di chi ha razziato, cosa determinerebbe la legittimità del possesso di qualcosa il giorno dopo la caduta di questo sistema e la nascita di un sistema coerentemente libertario? tradotto è possibile definire legittima la proprietà sempre e comunque? 

 

La cosa che io veramente non capisco è perché mai l'uomo, che fino ad oggi questo ha generato, debba essere in grado di produrre un sistema "libertario" che migliori questo stato di cose. Quale uomo "nuovo"? E' un uomo che esiste?

 

 

Maedhros ci prova ancora:

In verità, mi sembrava di avere risposto.

“Lo hanno fatto tutti i Paesi dell’est europeo, comunque.”

In che modo? Cercando di ripristinare lo status quo ante, quello che c’era prima che intervenissero i criminali comunisti. Questo è il filo che lega tutte le esperienze di quei Paesi, dopo che si sono liberati del giogo sovietico.

Nel concreto, ciò si è esplicato nel restituire innanzitutto le proprietà espropriate a coloro che le possedevano, o ai loro eredi. Dove non è stato possibile, sono state distribuite ai cittadini, tramite certificati che potevano essere usati per privatizzare beni immobili o imprese.

Solitamente tali certificati sono stati quantificati in base al numero di anni che il singolo individuo aveva trascorso sotto il regime dei compagni, in sostanza in base all’età di ognuno.

 

Ovviamente il percorso non è stato perfetto, ci sono stati abusi, incomprensioni ed ingiustizie. Ma la cosa fondamentale che distingue la filosofia liberale da ogni altra è proprio la consapevolezza che la perfezione non è cosa meritevole di essere perseguita, in quanto inumana.

Essa è filosofia dell’uomo e per l’uomo, lo ha individuato come fine, in sé, con ogni suo difetto e limite.

 

Le tue domande non sono mal poste; sono irrilevanti. Non hanno ragione d’esistere!

Non esiste un sistema che il liberalismo voglia concretizzare nel mondo, non c’è un ordine astratto che esso è voglioso di implementare (magari accoppando qualche centinaio di milioni di uomini nello sforzo), e nessuna “presunzione fatale” da perseguire.

Il liberalismo pone l’uomo al centro, e ti dice “lascialo libero, purché rispetti la libertà degli altri”!

Questo è tutto!

E prevede che l’ordine che sceglierà l’uomo lasciato libero sarà quello migliore possibile.

 

Il principio fondante non è la proprietà; il principio fondante è l’uomo!

La sua sacralità fa discendere per il suo solo essere una sfera intoccabile tutt’intorno, che nessuno ha il diritto di invadere o minacciare.

E tale sfera si traduce concretamente nel riconoscimento dell’intangibilità del miracolo che sta alla base della sua creazione, la sua vita.

Tale riconoscimento sarebbe impossibile senza riservargli la libertà di condurla come vuole, purché tenga presente l’uguale libertà degli altri.

Non è possibile infine condurre la propria vita liberamente se non viene protetto il suo diritto a possedere cose e beni per soddisfare i propri bisogni, veri o presunti (la vita si esplica e si preserva esclusivamente attraverso il soddisfacimento dei bisogni che essa ha, distinti in primari o fondamentali e secondari o superflui, con svariate gradazioni).

 

Questi tre aspetti sono indissolubilmente legati l’uno all’altro, con un’assoluta impossibilità di concepirli separati. Intaccane uno, e gli altri si trasformeranno in simulacri privi di qualsiasi effettività.

 

Ed è da essi che tutto il resto deve discendere. E quindi nel definire la proprietà legittima, non si può che stabilire che tale è quella che ti proviene dal tuo lavoro o dal tuo ingegno, e quella che ti deriva dalla libera volontà di altri (donazioni, eredità, abbandoni, compravendite).

 

E’ chiaro che nello svolgimento del reale ci saranno singoli individui o gruppi di persone che tenteranno di soddisfare i propri bisogni o le proprie voglie conculcando le libertà altrui, con la forza o con l’inganno.

E’ anche contro costoro che io enfatizzo la necessità di esaltare il ruolo della comunità sociale in cui si vive, ritenendo obbligo giuridico il principio di soccorso (che ha peraltro fondamenta logiche ineccepibili, anche se  forse derivate).

Ma questo non inficia certamente la validità di quei postulati logici.

L’omicidio non toglie validità al precetto “non assassinare”, così come il furto non abroga il “non rubare”.

E nessun liberale si è mai sognato di pensare che sia ipotizzabile una società perfettamente giusta, centrata su quei valori che esso insegna.

Il liberale sa che una società umana non può esserlo, perché l’uomo non lo è, né lo è alcuna cosa nell’universo. Egli ti indica semplicemente una strada, l’unica possibile per aspirare ad un’armonia che rispetti la concezione dell’uomo come fine.

 

Si tratta del solito uomo; nessun uomo nuovo!

 

Se qualcuno ti parla della necessità di uomini nuovi ed intende agire fattivamente per ottenerli, tu sparagli in testa.

Il mondo non saprà mai quanto ti deve!




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30 ottobre 2006


L'imponderabile

Vi è mai capitato di leggere un articolo dei cui contenuti non capite un cazzo o quasi, e nonostante ciò continuare a leggerlo sino alla fine della sua chilometrica lunghezza, quando per giunta avreste cose ben più importanti da fare?

Beh, a me è appena successo con questo post di Uriel.

Dopo sono capitato su quest'altro post, ed ancora sto massaggiandomi la mascella per far rientrare la slogatura da risate che mi ha causato.

E allora, diciamolo: c'è gente che è andata tra i preferiti per molto meno.

UPDATE - Scusate, ma ho dovuto cancellare i link, compreso quello tra i preferiti. Per qualche motivo arcano invece di portare sul sito di Uriel, conducevano su quello di una biondina afflitta da pruriti alquanto particolari.
E' molto strano, in quanto succede solo linkando l'indirizzo qui; se digito l'indirizzo su una pagina web, premendo "invio" vado regolarmente sul sito voluto.
Mah!
(L'indirizzo comunque è www.wolfstep.cc)

UPDATE 2 - Ho scoperto il colpevole del dirottamento sul sito della smandrappata alle prese coi piselli dei suoi cani. E' lui stesso!
Uriel cioè, l'autore che volevo linkare.
In un post egli avverte gentilmente che i siti fascisti che osassero linkare contenuti del suo dominio web saranno trasferiti su siti che potremmo definire di sesso raccapricciante.
In poche parole, Uriel considera questo sito fascista, e quindi anche me. Mentre io invece considero lui una specie di genio, che di tanto in tanto scrive delle cagate pazzesche (dovute principalmente ad ignoranza crassa di economia, costante fatale in  quasi ogni persona di sinistra), come ogni genio che si rispetti.

Mai titolo di un post fu più azzeccato!




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30 ottobre 2006


Siamo al completo

Con questo, non ci son più cretini che possano venire avanti in materia ambientale.
Almeno per quest'anno.

Secondo costoro, noi dovremmo estinguerci ogni cinquantina d'anni.
Ed il colpevole è ogni volta un occidentale.
(me l'ha confidato Paolo Cento, sporgendosi dal finestrino del suo SUV)




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30 ottobre 2006


Che culo, raga'!!!

Questa settimana doppia razione di moderazione islamica.




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30 ottobre 2006


ERRORE !!!

Fu esattamente la parola usata dall'Onnipotente dopo aver creato Blatter !




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29 ottobre 2006


Non c'era alcun dubbio

Figuratevi se gli facevano passare liscia l'impudenza di non esser rimasto fermo a farsi sgozzare dal bastardo di turno.
Nel Paese dei Broccoli i diritti vengono riconosciuti solo a chi delinque, il nostro tabaccaio se n'era dimenticato per un attimo; hanno subito provveduto a ricordarglielo.
A ricordargli che la sua vita e quella del figlio non appartiene a loro, ma allo Stato, e quindi non avevano alcun diritto di difenderla dall'attacco dell'ennesimo compagno che sbaglia. Come diavolo si son permessi?

Tra qualche giorno qualche mummia uscirà dal suo sepolcro, ed inviterà i cittadini della provincia napoletana a ribellarsi alla camorra.
(che giusto per tenersi in esercizio ha ammazzato 7 persone negli ultimi 7 giorni)

Schifosi !




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28 ottobre 2006


Come passa il tempo

Tra un anno diventerò anch'io uno splendido quarantenne!




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27 ottobre 2006


It's a recession, stupid !

Il Dipartimento per il Commercio statunitense ha appena rilasciato la prima lettura per il GDP del terzo trimestre.
E' venuto fuori un 1,6% (annualizzato, si badi bene, quindi un + 0,4% per il trimestre).
Le attese erano per un + 2,2%, sempre annualizzato.

E meno male che c'è stato una miracolosa diminuizione del deflattore, 1,8% contro un 2,8% atteso, altrimenti saremmo ufficialmente in recessione, o quasi.

In realtà, considerato che la vera inflazione dei prezzi è molto più alta di quanto gli statistici americano fingono di credere, e tenuto conto che la lettura del GDP è abbondantemente sovrastimata da vigorosi massaggi edonistici, in recessione ci siamo lo stesso.
Solo che tutti fanno finta che non sia così.

Questo vuol dire che tra non molto gli indici azionari stamperanno il minimo di giornata, e Ridolini razionalizzerà la cosa facendo notare che adesso la Fed non potrà che ricominciare ad abbassare i tassi d'interesse.
Che diavolo ci facciano gli indici azionari delle maggiori Borse mondiali sui massimi, relativi o assoluti, a questo punto del ciclo ed in questo scenario macroeconomico non è dato saperlo.

I mercati azionari odierni sono davvero una stronzata!




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25 ottobre 2006


La corda s'è spezzata

Ovviamente!

Visti i risultati, io tenderei a considerare il bicchiere mezzo pieno.
Il mercato però sembra che lo veda mezzo vuoto.

Nel dubbio portiamo a casa, qui a 5 $.
Peccato per il dollaro di guadagno che s'è volatilizzato grazie alla decisione di attendere il rilascio della trimestrale, ma comunque c'è un buon 22,5% di guadagno.

Il consiglio è di continuare a monitorarla.
Appena c'è il sentore che riesca ad avere nuovamente profitti operativi, la compagnia può fare un gran botto.




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25 ottobre 2006


Suggerimenti

Ne avrei qualcuno da dare al governo estone ed a quello lettone onde venire incontro ai pruriti di Putin.

Possono risolvere la questione imitando le gesta di Vladimiro il Breve nel suo ultimo exploit con i georgiani che vivevano in Russia.




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24 ottobre 2006


Dal nostro corrispondente negli States

“Senator John McCain is denying rumors flying around Washington that he recently went out drinking with Hillary Clinton.

McCain's exact quote was, ‘Five years with the Vietcong was enough.’”




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23 ottobre 2006


Si torna sempre sul luogo del delitto

Dopo Napolitano, anche D'Alema è andato a Budapest a commemorare coloro che diedero la vita per liberare la loro terra dall'oppressione sovietica.

A proposito, caro Sircana, qua non si pretendeva certo di dichiarare guerra alla Russia, ma almeno un vaffanculo ci stava tutto.
Non per altro, ma la mafia ha rappresentato il nostro prodotto di esportazione di maggior successo in Russia.
E' piaciuta così tanto che l'hanno messa al governo!

Certo, hanno dovuto cambiarle nome, onde evitare violazioni di copyright.




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22 ottobre 2006


L'Italia è schioppata

Se qualcuno di voi pensava che questo Paese avesse ormai toccato il fondo, è chiaro che non era a conoscenza dell'articolo apparso oggi sulla Stampa.
Articolo che difende a spada tratta la finanziaria di Padoa Schioppa (in realtà un semplice prestanome), scritto dalla fidanzata di Padoa Schioppa (al secolo Barbara Spinelli).

E neanche era stato informato dal proprietario dell'Ikarus che il nostro Paese avesse un rapporto speciale con il Venezuela di Chavez.

A'buriniiiii !!!





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20 ottobre 2006


Update

Chiuso pure ConocoPhillips, qui a 61,5 $.
Un altro 12% pulito pulito.

Sul settore, io direi che ci si può stare tranquillamente fino ad aprile.
Ma questi erano nati come trade, e come tali muoiono.
Se devo starci senza troppi patemi d'animo per i prossimi 5 o 6 mesi, preferisco qualche Trust canadese.

Su Sigmatel stiamo a vedere i risultati, martedì prossimo, e poi vediamo che fare.




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20 ottobre 2006


Uguaglianza delle opportunità?

Altra obiezione di Eugenio:
"Sospetto che per "opportunità" io e te intendiamo due cose diverse.

Per me, uguaglianza delle opportunità implica semplicemente uguale diritto all'accesso all'istruzione, al lavoro, alla cura della persona, alla politica.

Precludere l'accesso all'istruzione, per dire, a chi non se lo può permettere, o istituire un'istruzione a due binari, con Harvard per chi può ed il community college per chi non può - non può non per scarse capacità personali, ma per fattori economici, etnici, religiosi o quant'altri - oltre ad essere (IMHO) ingiusto, è alla lunga perdente.

Uguali opportunità significa che io devo avere la *possibilità* di cercar lavoro alla NASA indipendentemente da quanti soldi ho e dal colore della mia pelle, e se la NASA non mi vuole deve essere solo perchè non sono in grado di fare il lavoro che voglio."


Maedhros:
"No, io penso che intendiamo la stessa cosa. Solo che la consideriamo in maniera diversa.
Innanzitutto, io non ritengo che si possa parlare di diritti, ma di aspirazioni legittime, fatto salvo quanto ho fatto in precedenza derivare dall'obbligo di soccorso come imperativo giuridico.
Io ho diritto alla mia vita, alla libertà di viverla come voglio col solo limite di non recare nocumento alla stessa libertà degli altri, ed ho diritto al possesso ed al godimento delle cose acquistate legittimamente.
Come membro di una comunità, definita e riconoscibile, ho diritto a pretendere da questa l'essenziale per tenermi in vita.
Come bambino ho diritto alla soddisfazione a carico della comunità di ogni mio bisogno primario (e soprattutto ho diritto a NASCERE), compresa l'istruzione, se chi vi sarebbe naturalmente deputato non è in grado di farlo (per qualsiasi motivo).

Al di fuori di questo, io ho certamente interessi, aspirazioni ed ambizioni più che legittime. Ma nessun diritto!
Il diritto al lavoro, alla casa, alla politica, ceteribusque, sono astrazioni prive di ogni senso logico, giuridico e pratico (soprattutto).
L'ingiustizia non è la parola adatta per definire uno svantaggio nelle condizioni di partenza, perché quelle condizioni non sono determinate per fatto dell'uomo, se non talvolta in maniera talmente vaga e indiretta da dover essere necessariamente definita come irrilevante, altrimenti si andrebbe a finire col discutere di Caino che atterra Abele.
Quando lo sono, si esula dal campo di questa discussione, e la cosa va risolta col principio del risarcimento del danno (quello sì, ingiusto).

La "possibilità" di cercare lavoro alla Nasa tu ce l'hai, a prescindere dal fatto di essere chi sei.
Se poi quelli non ti prendono solo perché sei nero, anche se Einstein ti fa una pippa, allora la punizione se la danno da soli. E la competizione provvederà ad estinguerli.
Quel che è certo però, è il fatto che non puoi obbligare nessuno ad assumerti o a pagarti gli studi o le aspirazioni politiche o quant'altro, a prescindere da quanto ciò possa essere spiacevole (non ingiusto).
Di correggere queste spiacevolezze, e supportare chi ne soffre, se ne incaricherà la beneficenza privata e volontaria, ma nessuno può forzare me o chiunque altro a privarci del nostro per aiutare te, se non vogliamo.

Sotto il profilo logico-giuridico sarebbe un'aberrazione, un'invasione nella nostra sfera sacrale, non giustificabile (possiamo solo essere oggetto di riprovazione, non forzati ad essere benefici).
Se io non voglio assumere musulmani nella mia impresa, nessuno può costringermi.
E' mio diritto scegliere chi voglio, e se lo faccio su basi etniche o religiose invece di stare a guardare il merito, i cocci saranno esclusivamente miei, perché della mia impresa si tratta.

Sotto il profilo pratico poi è assolutamente inapplicabile, ed è stato ampiamente dimostrato.
Nella mia impresa ho bisogno di personale, e si presentano una decina di persone per essere assunte. Nel mio Paese, governato dal Ualter il Buono, è in vigore la Legge della Supercazzola, secondo la quale io non posso discriminare su basi etniche, religiose, sessuali, et cetera.
Però a me i meridionali stanno sul cazzo, e quindi li escludo subito, senza neanche stare a vedere i questionari da loro compilati.
Bene, adesso tu vammi a dimostrare che io li ho esclusi perché mi stanno sul cazzo, e non perché non li ritengo idonei.

Ma Ualter non demorde, ed impone il Regolamento di Attuazione della Supercazzola con Scappellamento a Sinistra: le famigerate quote!
E così, non importa quanto stupidi ed incapaci essi siano, per i 5 posti liberi nella mia impresa io sono obbligato ad assumere un nero, un handicappato, una lesbica, un musulmano ed un ex-lavoratore Fiat in mobilità lunga.
Il migliore degli aspiranti, un vero genio, resta fuori, in quanto bianco, eterosessuale e cattolico.
In aggiunta vengo chiamato in giudizio da un omosessuale che mi contesta l'assunzione della lesbica.

La mia azienda va a puttane. Il mio Paese pure.
Ualter organizza la Festa della Solidarietà. 




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19 ottobre 2006


La Legge di Maedhros

Ducati Motor Holding (venduta ieri) oggi fa 5%.

Miseriaccia zozza, 'ste cose mi capitano con una frequenza imbarazzante.

UPDATE - Comincio a chiudere Anadarko; 45,94 $ adesso. Un +15% liscio come l'olio.




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19 ottobre 2006


Un fascista è per sempre

"Ma che razza di democrazia è questa, dove ci sono dei democratici che prendono le parti di Pansa?"

"Come quelli che negano l'Olocausto, o la strage degli armeni, chi contesta la resistenza va proibito per legge."

Giorgio Bocca




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19 ottobre 2006


Che illusi !

Ma davvero pensavate di non morire democristiani?

C'è anche una buona notizia per i coglioni: hanno finalmente un'alternativa.
Finora, come rivendicazione di identità avevano solo il voto a sinistra; da oggi in poi potranno anche scegliere di farsi francescani.




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18 ottobre 2006


L'angolo dell'investitore

Chiudo qui (0,739 €) la posizione su Ducati Motor Holding.
Mi son scocciato, e preferisco portare a casa le palanche, con un piccola perdita.
E poi, se quello che penso dei mercati azionari in generale corrisponderà al loro sviluppo futuro (finora non è stato così, è come se mi fosse passato un caterpillar sopra), non è quella la roba su cui voglio stare.

E' probabile che tra non molto passerò all'incasso anche su ConocoPhillips e Anadarko.
(con sentiti ringraziamenti all'ignoto benefattore di Banc of America)

Mentre su Sigmatel, contravvenendo alle più basilari norme di prudenza, ho deciso di tirare ancora un po' la corda.
Che probabilmente si spezzerà, sfregiandomi a vita.




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18 ottobre 2006


Prodi ha confessato

"Sono riusciti a dirottare il dibattito (sic!) sul fatto che io sapessi o meno, se mentivo o dicevo la verità, che in fondo è qualcosa senza importanza."




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Pertanto, qualunque decisione attuata in seguito alla lettura di tali pensieri rimane di responsabilità esclusiva di chi la pone in essere.
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